Manovra Monti: Arriva l’imposta sul lusso

//   3 dicembre 2011   // 2 Commenti

tasse

Aliquote Irpef più care di due-tre punti per i redditi oltre 55 mila euro. Niente patrimoniale sui capitali finanziari, sostituita con altre imposte sui beni di lusso che dimostrano capacità di spesa come i posti barca. Superamento delle «finestre mobili» e aumento di due anni del requisito dei 40 anni per le pensioni di anzianità. Ritorno dell’Ici sulla prima casa con imposta progressiva sul numero di appartamenti collegata al reddito. Anche una stretta sulla sanità di 2,5 miliardi nel 2012 e di altri 5 nel 2013, con probabile riedizione del ticket sui ricoveri che esiste già in alcune Regioni. Sull’aumento dell’Iva ci sarebbero invece dei ripensamenti. Per quanto riguarda il fronte della crescita in arrivo un credito di imposta del 12% fino a un milione di euro per chi investe in ricerca, incentivi alla ricapitalizzazione delle imprese favorendo quelle più grandi, sgravi Irap per il costo del lavoro, bonus triennale del 55% per gli interventi di efficienza energetica. C’è anche un invito all’Authority per l’energia a rivedere gli incentivi per le rinnovabili, oggi troppo pesanti sulla bolletta. E poi, nel file liberalizzazioni, abolizione delle tariffe minime per i professionisti, orari dei negozi più elastici, più libertà per il mercato dei parafarmaci e la rete dei carburanti.
È questo lo schema finale che nella giornata di oggi il presidente del Consiglio Mario Monti, coadiuvato dal viceministro all’Economia Vittorio Grilli, dal superministro allo Sviluppo Corrado Passera, dal ministro del Lavoro Elsa Fornero e dal collega per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda, metteranno a fuoco per chiudere la partita su una manovra che dovrebbe valere 25 miliardi di euro, metà sul rigore, metà sulla crescita.
Irpef più salata
È la sorpresa più forte che, se verrà confermata, dovrebbe però finire nella delega fiscale per il riordino delle agevolazioni. Riguarda l’aliquota del 41% e quella del 43% che passerebbero a 43 e 45%. L’origine di questa svolta, che dovrebbe però comportare la rinuncia a rincarare l’Iva per evitare un marcato effetto recessivo, risiede in una verifica legale sul famoso contributo triennale di solidarietà introdotto in estate dall’ex ministro Giulio Tremonti soltanto sui redditi del pubblico impiego oltre i 90 mila euro lordi annui. Una norma che, se impugnata, sarebbe risultata sicuramente incostituzionale e quindi ecco la decisione di rispolverare la vecchia e comoda idea di colpire i soliti noti. Al volo la Cgia di Mestre ha fatto due conti e calcolato che la platea coinvolta sarebbe limitata a poco più di un milione e mezzo di persone (il 3,7% dei contribuenti). L’aggravio fiscale sarebbe di 100 euro annui per i redditi da 60 mila euro, fino a circa 2.000 euro per chi guadagna 150 mila euro.
Il pacchetto pensioni
Secondo le ultime stime dovrebbe valere complessivamente 6 miliardi di euro. In parte generati da un blocco dell’adeguamento dell’inflazione (ma soltanto per gli assegni oltre i 50-60 mila euro lordi l’anno) in parte dall’allungamento dell’età di uscita, sia per gli uomini sia per le donne, e dall’introduzione del contributivo pro rata per tutti. C’è anche un modesto rincaro per i contributi a carico dei lavoratori autonomi che passerebbero dal 20 al 22%.
Tassa sulla casa
È un pilastro ormai certo della manovra di Monti. Si dovrebbe in sostanza anticipare l’introduzione dell’Imu prevista dal federalismo fiscale e modularla in modo progressivo a seconda del numero degli appartamenti posseduti, e dalla qualità (pregio o meno). In pratica dovrebbe contenere anche la patrimoniale. È scontata l’esenzione dell’imposta sulla prima casa per i redditi bassi e un sistema di detrazioni per i nuclei familiari numerosi. Quasi sicura anche una rivalutazione automatica delle rendite catastali del 15%. La revisione delle rendite, ferme al 1996, verrà avviata ma occorre qualche anno per metterla a regime.
Liberalizzazioni
Verrà eliminato qualsiasi ostacolo all’apertura di nuovi esercizi commerciali e a ogni limite di orario e di giorni di apertura. Finora una possibilità del genere è stata riservata alle zone turistiche, adesso verrà estesa a tutti. Le Regioni dovranno adeguarsi entro 90 giorni. Per le farmacie si prospetta la possibilità che anche i farmaci da ricetta medica possano essere venduti fuori dai canali tradizionali e che l’apertura di nuovi esercizi sia collegata ad un quorum ridotto da 5.000 a 4.000 abitanti.
Vantaggi alle imprese
Oltre al bonus del 12% per la ricerca e al rafforzamento del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (fino a un massimo di 2,5 milioni di euro a impresa) ieri è spuntata anche una detrazione del 19% per chi dichiara oltre 100 mila euro e investe in fondi di venture capital che non siano però holding, immobiliari e con soci parenti. L’investimento agevolato ha però un tetto fissato a un milione di euro a patto che sia mantenuto per almeno tre anni. Per stimolare la crescita dimensionale delle imprese allo studio ci sono quattro ipotesi da affiancare all’Ires. Quelle più gettonate riguardano una reintroduzione della Dit (Dual income tax) di nuova generazione per favorire la capitalizzazione delle imprese e il ricorso all’Ace (Allowance for corporate equity) che abbatte le imposte sulla remunerazione del capitale proprio. Finalmente trova pace l’odissea dell’Ice (Istituto per il commercio con l’estero) che finirà al ministero dello Sviluppo.
Carceri ai privati
Per risolvere l’emergenza del sovraffollamento delle carceri si prevede il ricorso al capitale privato e a un ruolo delle fondazioni bancarie (con almeno il 20% del costo dell’investimento). La concessione non dovrà essere superiore a 20 anni, però ci sarà una tariffa di compenso comprensiva dei costi di gestione.

Benzina meno cara
Arriva più concorrenza nella vendita dei carburanti che dovrebbe produrre effetti positivi sui prezzi praticati agli automobilisti. Nella bozza della manovra si legge che «i gestori dei singoli punti vendita di carburanti al dettaglio dal primo gennaio possono liberamente rifornirsi da qualunque produttore o rivenditore».


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2 COMMENTS

  1. By Ennio, 22 agosto 1081

    E’ una manovra vergognosa! Non c’è il minimo riferimento alla famiglia, a tutte quelle famiglie che non riescono più a mantenere i loro bimbi e che verranno espropriate di ogni diritto da questa vergogna! Vergogna!
    Vergognatevi!

    La Chiesa faccia sentire il suo grido una volta tanto!!

    Altro che recupero dalla crisi. Qui ci rimettono i BAMBINI!!
    Chiesa, RICORDATI di cosa ha detto Gesù: I BIMBI VENGANO A ME!!!

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  2. By Marco, 22 agosto 1087

    Cosa c’entrano e liberalizzazioni delle farmacie con la crisi ???? Consentire la vendita dei medicinali di fascia c che hanno il prezzo bloccato di legge fuori dalle farmacie non fa scendere nessun prezzo, fa soltanto un favore ai supermercati e alle coop…… Così sappiamo da che parte sta Monti. Dalla parte delle banche e della lobby della grande distribuzione, invece leggi sui loro sporchi stipendi e sulle super liquidazioni niente. Complimenti !!!

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