Carceri sovraffollate: nessun rimedio per pigiarvi altri detenuti

//   21 novembre 2011   // 1 Commento

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Il livello dei detenuti nelle carceri italiane ha raggiunto la fase parossistica e a decine si contano ormai i suicidi. Fare altre carceri non è possibile. Manca il denaro e la volontà. Per detenere l’attuale numero di detenuti occorrerebbe raddoppiate gli istituti carcerari ovvero le galere nelle quali occorrerebbe rinchiudere i ministri dei governi sin qui succedutisi. Basti pensare che dall’inizio della legislatura, ovvero da tre anni a questa parte sono andati in carcere altri 10mila individui, mentre il ministro Maroni si è sin qui compiaciuto della efficienza del nostro sistema repressivo dimostrato dall’orda umana che trabocca incontenibile dalle celle dove i detenuti rigurgitano, e spesso, cono costretti a dormire a turno. Tutto questo nel bel Paese, il Paese della civiltà, dell’arte, della cultura, nel quale per impedire che il Colosseo si rovinasse, è dovuto intervenire recentemente il noto industriale calzaturiero, Diego della Valle, con 25 milioni di tasca propria. Siamo proprio noi, presunta culla della civiltà che siamo additati, dagli altri paesi autenticamente civili, di essere dei torturatori da isolare dal consorzio civile. Dentro i nostri penitenziari abbiamo 6.626 detenuti che stanno da tempo attuando lo sciopero della fame, ma non gliene frega niente a nessuno. L’anno scorso abbiamo raggiunto la cifra di 55 suicidi magari sollecitati a suicidarsi anche dalle “piacevoli” condizioni ambientali e spaziose delle nostre patrie galere. I tentati suicidi nel corrente ANNO SONO STATI 1.137 SENZA CONTARE GLI ATTI DI AUTOLESIONISMO.
Non entriamo nel merito della funzione rieducativa delle pene ormai tralasciata perchè il numero degli ospiti essendo smisurato implica certe rinunce. E’ vero poi che in Europa, esiste soltanto la Bulgaria che ha battuto il nostro record delle 149mila presenze ovvero 22mila detenuti in più dei posti di letto disponibili: Come fanno a dormire? A turno, naturalmente. Come fanno ad essere tanti? Magari anche per la procedura penale che prevede il carcere preventivo. Ma nel caso italiano, dovrebbe essere messa in atto la depenalizzazione per i reati minori e o insignificanti. Per esempio per le minime quantità di droga in possesso di soggetti ritenuti spacciatori. C’è dunque da domandarsi, quale effetto ha avuto in Italia la lotta contro la diffusione della droga ed in maniera particolare della più diffusa, che è la cocaina. Se la diffusione della cocaina è arrivata all’uscio delle scuole secondarie?


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1 COMMENT

  1. By giuseppe FIORE, 21 agosto 2017

    Esiste una proposta de “La DESTRA”, vista l’alta presenza di stranieri nelle nostre carceri, quella di istituire accordi con i paesi d’origine affinchè gli stranieri condannati in Italia vadano a scontare le pene nei loro paesi alleggerendo così il sovrappopolamento delle nostre carceri ed i costi per l’amministrazione e quindi per i cittadini italiani.

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