”Puliamo il mondo”. Al via da Napoli l’iniziativa di Legambiente

//   19 settembre 2011   // 0 Commenti

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Una giornata dedicata a 360° alla salvaguardia dell’ambiente e al delicato tema dei rifiuti e della raccolta differenziata, quella dei napoletani, che si sono riuniti a Piazza del Plebiscito insieme al sindaco della città, Luigi De Magistris. Il primo cittadino ha partecipato all’iniziativa di Legambiente “Puliamo il Mondo”.

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Tanti i cittadini accorsi per partecipare all’evento che é stato trasmesso in diretta dalla Rai. Protagonisti anche i bambini, che come gli adulti e lo stesso De Magistris, hanno indossato pettorine e cappellini di colore giallo, forniti da Legambiente.

Presente uno stand di Legambiente, in cui era possibile ritirare guide e materiali, riguardanti la salvaguardia dell’ambiente. Intorno allo stand, sono stati allestiti sedie, tavolini, cestini interamente realizzati in cartone riciclabile.

Puliamo il Mondo è la trasposizione italiana dell’evento “Clean Up the World“, che rappresenta un importante appuntamento annuale per il volontariato ambientale in ogni parte del globo. L’iniziativa è nata nel 1993 e Legambiente ne è diventata il comitato organizzatore, con sedi in tutto il territorio nazionale italiano. La sua forza si basa sul lavoro meticoloso e massiccio di migliaia di volontari che si adoperano per un mondo più pulito, attraverso azioni che, seppur simboliche, lanciano un messaggio forte alla cittadinanza: mantenere sano il proprio territorio per elevare il livello di vivibilità e salvaguardare l’ambiente con sistemi ecosostenibili.

puliamo il mondo

Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania, ha dichiarato che è stata scelta la città partenopea per l’iniziativa “Puliamo il Mondo”, poiché “Napoli è una città simbolo, nel bene e nel male per l’eccellenza e per le emergenza. [...] Non è la prima volta che scegliamo Napoli, però questa volta l’abbiamo scelta con una convinzione ulteriore: che da Napoli sia ripartita un’Italia diversa, un’Italia che vuole impegnarsi, che vuole liberarsi da una serie di infrastrutture pseudoculturali, che, purtroppo, ci vengono dal Governo centrale“.


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