Progetto “Casa Bellaria” approvato dal Comune

//   4 febbraio 2012   // 0 Commenti

casa catasto 300x199Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità il documento di indirizzo con il quale l’Amministrazione Comunale definirà il nuovo progetto “Casa Bellaria”.

Si tratta della prosecuzione dell’avviso pubblico recentemente predisposto dall’Amministrazione, con il quale si è verificata una prima disponibilità da parte dei proprietari, ad esempio di appartamenti sfitti, a stipulare contratti di comodato o di locazione, con il Comune a fare da garante a favore di nuclei famigliari in temporanea difficoltà.

“Ad oggi”, spiega l’Assessore ai Servizi Sociali Filippo Giorgetti, “già un immobile è stato messo a disposizione da parte di un privato nel contesto di quest’iniziativa, ed il bando appena concluso si è tradotto nell’interessamento di diversi altri proprietari.”

“Abbiamo voluto, con questa delibera di indirizzo, formalizzare tale iniziativa, strutturarla ulteriormente da un punto di vista amministrativo e darle continuità nel tempo”, continua l’Assessore. “Alla base del progetto, vi è la consapevolezza che quella abitativa sia una delle emergenze più stringenti in questo momento; l’Emilia Romagna non fa eccezione, basti pensare a ciò che riportano le statistiche: aumentano le richieste di aiuti e contributi e crescono parallelamente gli sfratti, con il picco di 124 sfratti medi raggiunto nel luglio 2011.”

“E’ stato di recete istituito un tavolo provinciale per capire quali siano le soluzioni più consone a livello locale. Non c’è la pretesa di avere tutte le risposte in tasca, ma crediamo che gli enti locali possano fare molto per contribuire alla lotta all’emergenza abitativa, a partire dagli aspetti normativi e dalle politiche sociali perseguite dalle amministrazioni.”

“Il progetto Casa Bellaria”, spiega Giorgetti, “è rivolto a quella che spesso viene chiamata la ‘zona grigia’, ovvero nuclei famigliari a rischio, messi sulla soglia della povertà dall’attuale congiuntura economica o da una recente perdita di lavoro. Altra peculirità dell’iniziativa è quella di agire su strutture già esistenti, come, appunto, le seconde case che rischiano di rimanere sfitte.”

Le basi dell’accordo che lega il privato all’Amministrazione sono chiare: “Ai possessori degli immobili chiediamo di ridurre le proprie pretese in termini di affitto di almeno il 20-30 % sul prezzo di mercato. In cambio, l’Ente locale ‘garantisce’ a più livelli, non da ultimo in caso di morosità da parte del locatario.”

“L’attuale azione amministrativa è compresa in quella che consideriamo una prima fase del progetto, cui farà seguito, una volta reperiti gli alloggi, la selezione degli assegnatari, su cui l’ultima parola verrà affidata alla Commissione Affari Sociali.”

Ampia condivisione per gli indirizzi approvati dall’assemblea, ed apprezzamento unanime, in primis tra i banchi della maggioranza, per le scelte di politica sociale in cui rientra anche lo stesso progetto Casa Bellaria.

“Si tratta di un progetto pilota funzionale alla ricerca di affitti a canone calmierato, facilitando l’intermediazione con il privato ed avvicinando l’Ente alle famiglie più in difficoltà”, commenta il Consigliere Gianluca Medri (FLI).

“Vediamo con favore questo tipo di iniziative in campo sociale, in ragione della novità che esse portano con sé da un punto di vista amministrativo, e perché dimostrano come le idee innovative possano contribuire ad alleviare le difficoltà delle famiglie maggiormente messe alla prova dalla crisi. Per questo”, conclude Medri, “accogliamo con favore il generale rafforzamento dei provvedimenti in campo sociale, che affiancano quelli mossi nei confronti del comparto lavorativo tout court, come il sistema di contributi all’imprenditoria giovanile nato nel 2010 e confermato anche per quest’anno.”

“Anche in Consiglio Comunale”, afferma il Consigliere Primo Fonti (PDL) “ho avuto modo di spiegare che, nei momenti di difficoltà come quello che ci è imposto dall’economia globale, occorre non rimanere inerti ma trovare risposte nuove, se necessario anche attraverso soluzioni alternative.”

“Entrando nel merito della delibera, è positivo come essa trovi ispirazione nel modello di sussidiarietà che sta prendendo piede, diverso sia da quello orizzontale che da quello verticale. Parliamo di sussidiarietà circolare, in cui più soggetti si coordinano per raggiungere un risultato; il privato o i soggetti del terzo settore sono chiamati a rinunciare a qualcosa per ottenere un risultato socialmente accettabile, in questo caso una locazione a prezzo equo e calmierato. Lo troviamo positivo”, conclude Fonti, “anche perché una crescente apertura verso il terzo settore, magari riservandogli benefici fiscali simili a quelli delle cooperative, può significare, per il futuro, crescita sociale ed occupazionale.”


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