PROFUGHI MESSI A LAVORARE IN ATTIVITA’ D’UTILITA’ SOCIALE?

//   13 agosto 2015   // 0 Commenti

MACRI FRANCESCO 770x4081FRATELLI D’ITALIA AN ALLEANZA PER AREZZO DICE NO ALL’INIZIATIVA DEMAGOGICA TOSCANA

C’è chi dice “No!” ed è un no ad un qualcosa di assennato, di apparentemente ragionevole: attività socialmente utili per i richiedenti asilo assistiti nei centri profughi, in cambio dell’accoglienza pervenuta loro dal “buon cuore” italiano. La Toscana ha tanto di regolamento regionale, in vigore dal 25 maggio scorso, deliberato dalla Giunta sotto elezioni, su proposta del Partito Democratico. Consente ai Comuni aderenti ai lavori socialmente utili programmati per i profughi che li accettano volontariamente, di attingere al fondo di 100mila euro, immediatamente stanziato dalla Regione in contemporanea al regolamento, i soldi necessari a coprire i costi assicurativi di  ciascun immigrato in attesa di asilo, il quale prima di essere impiegato utilmente in mansioni senza fine di lucro, deve essere messo in regola con l’Inail e coperto da un polizza contro eventuali danni a terzi. Di primissimo acchito, sembrerebbe un’iniziativa corazzata contro qualunque genere di opposizione. E invece c’è chi dice “No!” ed è un no esclamato forte e chiaro ad Arezzo,   un Comune da poco amministrato dal centrodestra in cui una molto diligente assessore tecnico al ramo partecipa al tavolo di coordinamento regionale istituito alla Prefettura fiorentina. Il problema dove sta? si dirà. Ce ne sono più di una di ottime ragioni contrarie, ad avviso di Federico Dini, Francesco Macrì e Giovanna Carlettini, in ordine di comparizione portavoce provinciale e consiglieri comunali di  Fratelli d’Italia AN Alleanza per Arezzo, la voce contro scesa in campo, anche a dispetto del possibile coinvolgimento del Comune amministrato dal centrodestra in questo programma ideato con l’intenzione di dare in pasto all’opinione pubblica toscana un modello di governo dell’immigrazione basato sull’integrazione stabile anche di chi è a tutti gli effetti uno straniero non identificato con nome, cognome e nazionalità. Il problema è questo. E non è da poco.  Mondolibero ne ha parlato con Dini, Macrì e Carlettini.

Federico Dini, la Toscana è da mesi la principale base di smistamento del sistema di prima accoglienza ai mille sbarchi giornalieri sulle coste italiane…
“La nostra regione è ormai satura e messa a dura prova dal continuo arrivo di profughi e di immigrati irregolari. I prefetti non hanno ancora comunicato come avverrà la ripartizione di questi arrivi, lasciando i Comuni in difficoltà e nella più totale incertezza. Fra gli stessi Comuni, alcuni (come Arezzo di centrodestra) sono costretti a farsi carico di incombenze e persone che altri (targati centrosinistra) tranquillamente rifiutano”.
Il governo regionale toscana si vanta di aver creato un nuovo modello di governante dell’immigrazione ed ha messo a disposizione dell’accoglienza ben 39 centri, tutti di piccole dimensioni. Fratelli d’Italia contesta senza mezzi termini anche questo regolamento regionale sui lavori socialmente utili, perché.
“Di sicuro Regione e Governo per questi presunti profughi si sforzano sempre di trovare soluzioni. E i nostri indigenti? Chi subisce sfratti, chi si avvicina alla soglia della povertà, chi fa la coda alla Caritas, chi perde il lavoro? E a proposito di lavoro rispondo alla domanda: ecco l’ennesima leggina pro-immigrati di Rossi e del Pd: le attività socialmente utili su base volontaria. Due o tre foto scattate ad hoc durante il recente diluvio a Firenze e questa presunta soluzione ha fatto il giro delle tv e del web. Peccato che anche in questo caso nulla sia chiaro, dalle coperture assicurative e infortunistiche per queste persone alle spese che i Comuni devono sostenere. Noi non ci stiamo a questo gioco. Ogni sforzo delle istituzioni diretto a individuare nuove risorse va diretto solo ed esclusivamente verso gli italiani in difficoltà”.

Francesco Macrì è il capogruppo di FdI al Comune di Arezzo. Gli abbiamo domandato se la posizione espressa a livello di partito trova riscontri nel gruppo consiliare…e manco a porre la domanda…
“Come gruppo consiliare esprimiamo il netto dissenso di Fratelli d’Italia AN Alleanza per Arezzo contro la possibile adesione del nostro Comune all’improponibile normativa regionale, nata dal PD e rapidamente deliberata dalla Giunta del governatore Rossi, alla vigilia delle scorse elezioni”.

E precisa Giovanna Carlettini, consigliere comunale…
“Il nostro dissenso non è pregiudiziale. Sappiamo che questa normativa offre ai clandestini richiedenti asilo, i finti profughi presenti nei centri di accoglienza-hotel 4 stelle, l’impiego in attività utili socialmente, sovvenzionate a spese della Regione Toscana, a copertura dei costi assicurativi contro gli infortuni e per la responsabilità civile verso terzi. Ma ciò che non si dice è che questi costi ricadono anche sui Comuni aderenti a questa contestabilissima iniziativa, messa in atto demagogicamente senza neanche un sufficiente appannaggio di soldi ma voluta per dare un’ulteriore legittimazione al traffico di essere umani chiamato immigrazione”.

Al capogruppo è inevitabile domandare se tutta la maggioranza alla guida del Comune di Arezzo è sulla vostra linea.
“Reputiamo una manifestazione di buona fede la sensibilità espressa in un’interrogazione presentata nell’ultima seduta del Consiglio Comunale da un collega, che dai banchi della maggioranza di centrodestra ha chiesto all’assessore Barbara Magi, esperta di governance prefettizia in materia di gestione del fenomeno migratorio, se c’è intenzione nella Giunta di coinvolgere il Comune in questo programma per noi di FdI-Alleanza per Arezzo inaccettabile.

Alla luce del sommo stupore con cui abbiamo appresso dell’avvenuta presenza anche di Arezzo al tavolo di coordinamento predisposto dalla Regione, come gruppo di maggioranza giudichiamo la partecipazione dell’assessore Magi incoerente con il patto e il programma elettorale che sono i pilastri del centrodestra eletto alla guida di Arezzo, anche grazie al decisivo contributo di forze politiche come Fratelli d’Italia AN Alleanza per Arezzo e di due leader nazionali come Giorgia Meloni e Matteo Salvini. La coerenza con il centrodestra vorrebbe che un assessore della Giunta in carica devolvesse ogni suo sforzo al fine di drenare, contenere altra immigrazione e non al fine di assecondare l’applicazione anche ad Arezzo di un progetto di inserimento lavorativo di finti profughi, l’identità dei quali è ignota in larghissima parte, in un territorio che sconta una percentuale di disoccupazione giovanile che è al 36%.”.

Giovanna Carlettini, quindi possiamo dire che il no di Fratelli d’Italia è un no senza appello?
“Non ci interessa se queste attività socialmente utili sono senza fini di lucro e non si prevede un salario in cambio dell’adesione volontaria a tali lavori. Noi di Fratelli d’Italia Alleanza per Arezzo siamo contrari in quanto questo programma non è di pubblica utilità ma di appesantimento della spesa pubblica già generosamente devoluta all’accoglienza dei finti profughi e al mantenimento dei medesimi. Pone anche dei grossi e insormontabili problemi di sicurezza. Questi sono clandestini che verrebbero inseriti in ambienti sociali, educativi, sportivi, culturali, ma non posseggono una nazionalità certa né generalità accertate”.

E il portavoce provinciale ribadisce…
“Arezzo resti fuori da qualunque tavolo regionale incaricato di studiare e verificare le condizioni di applicabilità della normativa suddetta. Sconosciuti senza generalità impiegati in strutture associative, sportive, adibite a verde pubblico, ricreative, parchi, strade, danno garanzia di sicurezza? Arezzo resti fuori perché quel tavolo regionale è targato Pd. Che sta per: Partito Demagogico”.

E di demagogia applicata al governo dell’immigrazione ce n’è fin troppa, ci permettiamo di osservare.


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