Romney vince anche in Illinois e si prepara alla battaglia con Obama

//   21 marzo 2012   // 0 Commenti

Mitt Romney elezioni primarie repubblicane usa 2012

Mitt Romney vede il primo traguardo all’orizzonte. L’ex governatore del Massachusetts fa un altro passo per la vittoria nelle Primarie Repubblicane Usa, vincendo anche in Illinois. Un successo netto, che lo ha visto prevalere con il 47% dei consensi, molti di più (35%) del primo inseguitore Santorum. Ormai niente pare più potergli togliere il ruolo di anti Obama: da un lato, aver espugnando l’elettorato conservatore del grande Stato industriale del Midwest ha offuscato il ricordo delle sconfitte subìte nel Sud, in Alabama e Mississippi, dall’altro la conta dei delegati lo ha visto doppiare il rivale più prossimo, Santorum. Difficile, se non impossibile, raggiungerlo entro la convention di agosto.

Così l’ex governatore del Massachusetts può lanciarsi, con grande anticipo, nella battaglia contro Obama, proprio nella città natale del presidente (Chicago). Basta ascoltarlo per capire che la campagna elettorale è già iniziata: “Basta con questo presidente, tre anni del suo governo ci lasciano una disoccupazione alta, le buste paga con un potere d’acquisto in calo, la benzina alle stelle. Per questo sono venuto qui all’università di Chicago a fare il mio ultimo comizio, l’ho centrato sulle libertà economiche. E’ la stessa università dove Obama insegnava legge. Ma la forza dell’America è la libertà d’intrapresa, questa non la impari facendo il professore di legge costituzionale come Obama. La libertà economica è l’unico principio capace di sostenere la prosperità, questo presidente attacca le nostre libertà, i suoi burocrati impediscono di estrarre petrolio dal sottosuolo americano”. Un attacco diretto, pesante, che si conclude con una prospettiva ottimista: “Obama non ha capito nulla di questa crisi, non ha idea di come si debba uscire da questo disastro. A novembre si voterà sul principio fondamentale che ispira la nostra nazione. Io vedo un’America dove le prospettive per i nostri figli saranno ancora migliori di quelle che ha avuto la mia generazione”.


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