Prima i DC

//   25 ottobre 2011   // 0 Commenti

C’è ancora qualche amico che continua a chiedermi: cosa intende fare Formigoni? Non sono il suo portavoce, ma solo un suo convinto supporter, per le ragioni che da molto tempo sostengo.
Ritengo, infatti, che, dopo il presidente del consiglio in carica, il più autorevole candidato alla presidenza del Consiglio sia la persona che ha saputo guidare con grande competenza e autentica capacità innovativa l’unica autentica Regione-Stato italiana, ossia la Lombardia.

In una fase difficilissima dell’economia e della finanza mondiale, con pesanti riflessi sull’Italia, pensarBerlusconi Formigoni 1e di consegnare il Paese nelle mani di qualche sprovveduto e improvvisato leader, come ce ne sono tanti che pure vanno per la maggiore, forte del solo curriculum di navigato sempiterno attore nel teatrino della politica, mi sembrerebbe tragicamente autolesionista.
Come pure comico risulta il pensare di affidarci ai Montezemelo o ai Profumo che, a ben vedere, se e quando la magistratura si impegna a scavare anche solo un poco e con assoluta discrezione, rischiano di non apparire più come quei candidi gigli ai quali si attribuiscono taumaturgiche capacità di guida intemerate.
Confesso che in tutti questi anni nei quali sono intervenuto, con i miei scritti o con la mia voce al tempo della web radio formigoni, non sono mai stato invitato alle frequenti riunioni milanesi di reteitalia. Non ho pertanto alcun titolo particolare a parlare di Formigoni, se non la mia personale stima e fiducia nei confronti della sua capacità di leadership e di governo .
Cosa pensi di fare il governatore lombardo, lo scrive lui stesso nella sua Newsletter del 20 ottobre: “Bisogna cominciare a pensare a nuove alleanze, a un’altra conformazione del centro-destra. Il nostro obiettivo, a poco più di un anno dalla fine della legislatura, dev’essere la riunificazione delle diverse anime che si riconoscono nel popolarismo europeo. Occorre una grande generosità e la disponibilità a rimettere in discussione le “case” attuali.”

Più chiaro di così, caro e assai dubbioso Ciccardini, cosa dovrebbe dire e fare il Nostro?
So che qualche anima candida e pura anche di nostra conoscenza, in cuor suo , spera per il Cavaliere una fine ingloriosa. Non è la mia e la posizione degli amici di ALEF e di FEDELIF . Noi riteniamo che una soluzione al caso Berlusconi possa e debba essere ricercata e realizzata solo ed esclusivamente sul piano politico e istituzionale. La fantasia a noi italiani, patria delle “convergenze parallele”, non manca, quando ci si lasci condurre dalla razionalità e non dalla rabbia e dalla cieca volontà di rivincita.
Noi dei circoli veneti di Insieme e degli amici di ALEF , d’altronde, da molto tempo perseguiamo ciò che Formigoni con la sua ultima newsletter va proponendo: unificare le diverse anime che si riconoscono nel popolarismo europeo.

Ecco perché abbiamo apprezzato la seppur tardiva, ma sempre opportuna folgorazione dell’On Sacconi sulla via dei “ Liberi e Forti”, così come siamo interessati a concorrere alla costruzione della sezione italiana del PPE con quanti, laici socialisti e liberali si riconoscano negli stessi valori.
Ovviamente interessati, soprattutto e in primis, a riunire la grande famiglia dei democristiani non pentiti.
Essi sono ancora tanti, molti disillusi e sfiduciati, dopo la lunga stagione dei veleni della seconda repubblica, ma pronti a ricostruire una presenza attiva e a consegnare alle nuove generazioni il testimone di un’esperienza politica di cui l’Italia ha ancora un’assoluta necessità. Noi ci stiamo provando e siamo certi che ce la faremo, non per impossibili e anacronistiche velleità personali, ma per rispetto della verità storica e per il futuro dei nostri eredi.

Solo chi si era illuso di “ non morire democristiano” può ancora tentare di gridare affannosamente: “dalli al DC”, tragicomicamente nello stesso tempo in cui, a destra, come al centro e alla sinistra, i partiti italiani, senza leader di scuola democristiana sarebbero praticamente …..alle terre.


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