Presentata la Legge Finanziaria 2012. Le previsioni per la sanità

//   7 dicembre 2011   // 0 Commenti

sanita toscana deficit 300x199«Pensavamo di dover affrontare una Legge Finanziaria e, invece, è risultato con evidenza che le previsioni di stretta pertinenza del bilancio sono solo una minima parte di quanto normato». È quanto sostengono in una nota congiunta i consiglieri regionali di opposizione Stefano Mugnai (PdL), Marco Carraresi (UdC) e Gian Luca Lazzeri (Lega Nord) dopo aver letto la proposta di legge n° 122/2011 relativa alla Legge Finanziaria per l’anno 2012.

«In sostanza – spiegano –, con questa Finanziaria si delinea il nuovo assetto della sanità anticipando o, comunque, creando i presupposti per un nuovo modello organizzativo che non si ha il coraggio di indicare già da ora. Un’anomalia che non è sfuggita neppure agli Uffici Legislativi della Giunta Regionale che, nella scheda di legittimità a tale proposta di legge, lamentano il contrasto con la legge di contabilità della Regione Toscana, in quanto varie norme innovano e modificano le normative di settore senza ricadute sul bilancio. Di conseguenza, si invita a presentare delle specifiche proposte di modifica della legge 40/2005 (legge che disciplina, appunto, il servizio sanitario regionale, ndr). L’articolato della legge finanziaria è un articolato di norme programmatiche che non hanno valenza contabile. Inficiano e vanificano, quindi, il futuro Piano Socio-sanitario Integrato che, svuotato di ogni contenuto, risulterà solo un libro di buone intenzioni». Sono queste, all’unisono, le critiche che hanno mosso congiuntamente i tre consiglieri d’opposizione alla Giunta Regionale toscana dopo una prima lettura della legge Finanziaria.

In particolare, Mugnai ha stigmatizzato, invitando il presidente della commissione Sanità Remaschi, a iniziare un nuovo tour nel territorio per spiegare alle associazioni e ai soggetti incontrati in fase di consultazione sul nuovo Piano Socio-sanitario Integrato che tutto il lavoro svolto e i contributi ricevuti risultavano perfettamente inutili. Infatti, sono superati dall’attuale proposta di legge». Il consigliere dell’Udc Carraresi ha, tra le altre cose, evidenziato che «la scelta politica della compartecipazione degli utenti al costo delle prestazioni sanitarie (questo in base agli indicatori ISEE, ndr) rischia di smantellare il sistema della sanità pubblica in quanto oggi numerosi imprenditori privati si stanno attrezzando per fornire prestazioni sanitarie in termini economici più vantaggiosi all’utenza di quelle offerte dal settore pubblico. La compartecipazione deve essere in fase di denuncia dei redditi e non anche dopo».

Lazzeri, invece, si dichiara «sconcertato in quanto nella presente Finanziaria vengono ripresentate, nascoste tra gli articoli, delle proposte che la Giunta aveva già presentato al Consiglio Regionale e che lo stesso aveva respinto. Questo è un modo di operare che la dice lunga su come la Giunta Rossi si ritenga depositaria di ogni potere non riconoscendo il ruolo del Consiglio Regionale».

I tre consiglieri regionali di opposizione hanno evidenziato maliziosamente come venga «amplificato il ruolo delle tre Estav. Appare, quindi, completamente non attuata la mozione del Consiglio Regionale che ne chiedeva la fusione in un unico Ente; anzi, si danno nuovi poteri ai tre Estav anche in materia di integrazione sociale. Che si vada verso tre grandi Aziende sanitarie corrispondenti alle aree vaste? Non a caso viene valorizzato anche il coordinatore del Comitato di Area Vasta dandogli nuovi poteri». Questa è una delle tante domande alle quali non è stata data una risposta.

Per quanto riguarda le previsioni strettamente di una Legge Finanziaria, vi sono la riduzione del 10% per gli emolumenti direzionali del Servizio Sanitario Regionale (Direttori Generali, Direttori Amministrativi e Direttori Sanitari), la riduzione del 7% della spesa in materia di farmaceutica e disposizioni medici e il tetto di spesa per il personale ancorate alla spesa sostenuta nell’anno 2004 diminuita dell’1,4% nonché la riduzione in confronto alle spese sostenute nel 2010 ridotte del 4% per gli interventi di innovazione, riorganizzazione e semplificazione dei servizi.


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