Prato una volta, … fu’ “potente”!

//   6 maggio 2019   // 0 Commenti

 
Nel 1983 l’esportazione del tessuto pratese nel mondo era pari valore all’importazione del petrolio dal mondo. Oggi Prato ha perso questo primato, ha perso l’imprenditoria italiana pratese, ha perso la possibilita’ di ricliclare lane, ha perso migliaia di posti di lavoro… in uno Stato normale secondo me eventuali responsabili di questo disastro sarebbero da fucilare subito dopo condanna per “alto tradimento”. Ma vediamo due letture di questa situazione. Una realistica e l’altra fantastica ma ugualmente fantasiosamente realistica.

La prima mazzata gli industriali pratesi la ebbero dall rigidita’ dei contratti sindacali per il tessile. La “cardatura” ha bisogno di mano d’opera e considerando i costi globali di una busta paga appesantita dalle tasse, diventava difficile competere con l’estero. Il ricligaggio delle lane che era eccellente business che a causa di leggi restrittive in ossequio alle leggi sull’ecologia divenne praticamente impossibile in Italia favorendo le aziende straniere. Il tutto condito da una assenza di collegamento tra industriali pratesi individualisti e la classe politica incapace di proteggere d’imperio il fatturato di Prato. Praticamente dal 1983 al 1990 il mondo imprenditoriale pratese si e’ estinto, con grave danno all’economia nazionale.

L’altra lettura dei fatti potrebbe fantasticamente essere che gia’ dal 1980 erano cominciate delle lotte interne ai servizi segreti, tra proStato e prointeressi personali, con questi ultimi vincenti in accordo con potenze straniere. Ma questa versione dei fatti potrebbe essere scritta solo col sangue dei “traditi” per essere poco fantastica, ma molto realistica. Forse un nuovo inatteso similare dossier Mitrokin potrebbe fare luce su queste oscure pagine della nostra economia, perche’ in verita’ mi appare inverosimile che lo STATO sia stato cosi imbecille da distruggere la realta’ industriale pratese di vitale importanza per la nostra economia nazionale.


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