Commercio estero, Polidori: “In Made in Italy speranza ripresa”

//   5 settembre 2011   // 0 Commenti

Catia Polidori1 300x225 “Il nostro made in Italy ha dato prova per l’ennesima volta di capacità di reazione formidabili, con buona pace di chi regolarmente ne pronostica il declino definitivo. E’ un dato di fatto che l’Italia è l’unico Paese tra le sei maggiori economie esportatrici dell’Ue le cui esportazioni sono ancora significativamente cresciute e i dati Istat oggi ne danno infatti ulteriore conferma”. E’ quanto ha dichiarato il sottosegretario allo sviluppo economico, con delega al commercio con l’estero, Catia Polidori, commentando i dati forniti oggi dall’ ISTAT sulle esportazioni italiane nel mese di luglio verso i paesi extra Ue.

Più in particolare infatti, sono due i dati estremamente significativi che vengono messi in luce dall’osservatorio economico del ministero dello Sviluppo economico: nel mese di luglio il valore complessivo delle nostre vendite all’estero ha toccato i 16 miliardi di euro, il dato mensile più elevato registrato, ad oggi, dall’export italiano nell’area extra U.E. a 27. Inoltre, nel corso del periodo gennaio – luglio 2011 le esportazioni italiane nei paesi extra Ue hanno segnato una crescita, su base tendenziale, del 16,7%, totalizzando un importo di poco superiore ai 96 miliardi di euro. Anche in questo caso si tratta di un record: non era mai successo nei precedenti anni che, nei primi sette mesi, si fosse realizzata una cifra simile. Il primato, infatti, spettava al periodo gennaio-luglio 2008 quando si era registrato un valore di poco inferiore ai 90,7 miliardi.

” Le opportunità e le speranze della ripresa economica italiana risiedono dunque nell’export”, precisa Polidori. ” Ora è necessario perseverare in questa direzione concentrando ogni sforzo per mettere in grado le nostre imprese, soprattutto quelle più piccole, a raggiungere i mercati emergenti. La convocazione degli stati generali del commercio con l’estero, fissata ad ottobre, va esattamente in questa direzione: intercettare i ‘colli di bottiglia’ del settore in una sorta di ‘campus’ che metterà a frutto le esperienze, le proposte, le idee innovative di ciascuno, in un grande gioco di squadra a sostegno del made in italy”.


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