Il card. Bertone al I FESTIVAL DELLA DOTTRINA SOCIALE

//   29 settembre 2011   // 1 Commento

Stare nel mondo per cambiarlo, partendo dalla consapevolezza che “il vero cristiano –come scrisse nel 1968 Joseph Ratzinger – non è colui che appartiene allo stesso nostro gruppo confessionale, bensì colui che, attraverso il suo essere cristiano, è divenuto veramente umano”. Queste le parole del segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, a Verona in occasione del I Festival della dottrina sociale, che aveva per tema “Economia, istituzioni e società: volti, idee, azioni”.

‘’Impegno diffuso e durevole’’ sono state le parole chiavi della sua lectio magistralis. “La società italiana, grazie a Dio, nutre un’apertura e un interesse sempre attuali per il pensiero cattolico e la sua proposta etica”, ha esordito il card. Bertone; inoltre “la dottrina sociale della Chiesa sta conoscendo un rinnovato interesse, teorico e pratico”. Queste le due ragioni che, secondo il porporato, hanno reso possibile questo festival, occasione per dare “visibilità a un impegno diffuso e durevole”. Su questi temi il cardinale ha poi invitato a seguire quello che dirà il Papa nella prossima visita pastorale in Germania, e in particolare il discorso al Bundestag. Parlando della “vocazione dei laici a vivere la spiritualità cristiana come modo di essere nel mondo per cambiarlo”. E ancora “In questi ultimi decenni – ha richiamato – è emersa con chiarezza l’affermazione della responsabilità dei laici in tali ambiti di azione. Occorre soprattutto valorizzare il loro apporto originale, arricchito dall’esperienza e dalla competenza”.
E poi si e’ soffermato sul tema della disoccupazione e del ‘’lavoro come vocazione’’ in quanto l’ambito lavorativo, “richiede, nel mutare dei tempi, nuove reti di solidarietà sostenute da una robusta spiritualità”. La “dottrina sociale della Chiesa – ha precisato – coglie questa dimensione teologica del lavoro là dove indica la sua realtà collettiva e sociale e là dove afferma che il lavoro umano contribuisce, certo in modo misterioso ma reale, alla nuova creazione, ai cieli nuovi e alle terre nuove. Il lavoro vissuto come vocazione è mezzo ordinario di santificazione, perché vissuto come attuazione laica e concreta della volontà di Dio”.
E ancora “Partecipazione sociale”, “collaborazione”, “conversione perenne”, “incarnazione” e “condivisione” sono “alcuni elementi di una spiritualità vissuta a beneficio della convivenza umana”, ha continuato il card. Bertone. “Oggi più che mai la Chiesa – ha evidenziato – può e deve esserlo’’.
E collegata all’impegno sociale vi è pure, come “dimensione ineliminabile”, quella della “croce”, “perché il male esiste, e chi s’impegna per il bene e la verità necessariamente si trova ad affrontarlo”. A tal riguardo il cardinale ha ricordato quanti “hanno pagato di persona, con la sofferenza e a volte con la vita, il prezzo della loro coerenza”, citando Rosario Livatino e Vittorio Bachelet.

bertone medium

 

Come è nata l’idea? Dall’intreccio relazionale dei soggetti promotori e dai numerosi confronti con le molte persone che vivono la loro attività lavorativa con serietà e onestà, è nata l’idea di evidenziare idee, azioni e persone che rischiano di stare dentro le cose per costruire un futuro positivo.

Perché un festival? La parola festival è di solito abbinata a tematiche di spettacolo molto popolari. L’abbiamo scelta volutamente perché vogliamo portare in piazza il patrimonio della Dottrina Sociale e non lasciarlo al chiuso delle stanze di chi la conosce già. La Dottrina Sociale è stata concepita per essere un lievito, non può stare separata dalla farina della vita quotidiana.

E la Dottrina Sociale? La Dottrina Sociale è il nostro punto di riferimento condiviso. Essa esprime un pensiero sull’uomo, sulla società e sull’attività umana. Formula un pensiero vero che coniuga ragione e fede. In forza della verità in essa contenuta fa crescere l’azione sui sentieri della giustizia e della pace, motiva all’azione, orienta al bene. Trasmette il fascino della passione per la sperimentazione di cose nuove che, innestate nella continuità di una tradizione e di una storia, favoriscono lo sviluppo dei singoli e dell’umanità nel rispetto dell’originaria dignità.

Cosa possono fare i giovani? I giovani saranno i protagonisti del Festival in tutte le sue fasi, dalle conferenze in Fiera fino ai momenti culturali e ludici nel centro di Verona. Ai giovani sarà data la responsabilità di interloquire in maniera diretta con esponenti del mondo culturale, economico, politico e sindacale del Paese sui grandi temi della nostra attualità. Partecipare è un’occasione da non perdere per poter costruire un futuro improntato sul bene comune e sostenuto dalle solide fondamenta della Dottrina Sociale della Chiesa. Insieme ai propri genitori e dirigenti scolastici, i giovani testimonieranno la loro volontà di far parte della comunità educante, in cammino con gli adulti e i propri coetanei, che cresce e si apre alla società.

 

In queste quattro domande il “perchè’”e il “come’’ di questo evento spiegato a chiare lettere nel blog dedicato alla I edizione della manifestazione che ha richiamato l’attenzione di oltre 4mila giovani da tutta Italia. Una tre giorni di incontri, manifestazioni e dibattiti dedicati al rapporto tra Dottrina Sociale della Chiesa e il mondo dell’economia, con particolare riferimento ai temi dell’etica, della formazione e della responsabilità sociale dell’impresa. L’occasione per il mondo cattolico di confrontarsi su questioni economiche e sociali, partendo dal bagaglio culturale e valoriale sintetizzato all’interno della dottrina sociale.
Questo e’ stato il tema centrale del primo Festival della Dottrina Sociale, che si e’ tenuto a Verona dal 16 al 18 settembre e che si e’ concluso, la mattina di domenica alla Gran Guardia, da una «lectio magistralis» del cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato della Santa Sede.
Lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rivolto in una nota un saluto e un augurio agli organizzatori e a tutti i partecipanti. “La tradizione della dottrina sociale della Chiesa ha profondamente influenzato il progresso del Paese, perseguendo l’intento di tradurre orientamenti spirituali e morali in fattivi interventi per la costruzione di una società fondata sui valori di libertà, uguaglianza e giustizia sociale”.Nella nota , inoltre, si sottolinea il fatto che “la storia della dottrina sociale e la sua azione hanno concorso in modo incisivo nell’organizzazione dei sistemi produttivi coerenti con i principi della centralità della persona e della tutela della dignità del lavoro e nella promozione di un sistema di garanzie diretto a favorire una compartecipazione responsabile e attiva alla vita dell’impresa”. Concludendosi con l’auspicio che dal dibattito emergano riflessioni e proposte concrete per “riaffermare l’imprescindibile fondamento etico dell’agire economico” dello “sviluppo sostenibile e socialmente equilibrato” che coinvolga in primo luogo “le generazioni più giovani”.
Il festival, occorre specificarlo, è stato promosso dalla Fondazione Toniolo di Verona, dal Collegamento sociale cristiano, dal Movimento degli Studenti Cattolici, dalla rivista «La Società», dai Gruppi della Dottrina sociale, dalla Fondazione Segni Nuovi e dal Movimento nazionale giovani Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti).
In primis e’ proprio ai giovani che il Festival si rivolge e a confermarlo e’ Claudio Gentili, portavoce del Festival e direttore della rivista “La Società” che e’ sorpreso e compiaciuto dalla dimostrazione e partecipazione alla vigilia dell’evento, di ‘’oltre mille iscritti di cui molti giovani”.
La parola e’ stata data anche ad alcuni giovani partecipanti che hanno rilasciato commenti sull’evento ad esempio: “Mi interesso a questi argomenti perché sento la responsabilità di un mondo che mi è stato dato da chi è venuto prima di me ed io voglio essere all’altezza delle persone che hanno lottato per darmi delle ottime condizioni di vita”. A raccontare la sua scelta e la sua esperienza è Giulia Olivato, studentessa di lingue all’università di Verona. O anche Andrea Braga, studente di Verona racconta che si è interessato a questa iniziativa perché fa parte del Movimento studenti cattolici, una delle organizzazioni protagoniste del Festival. “In particolare – ha detto – mi sono interessato perché il mio sogno è essere significativo per i miei coetanei e credo che i principi della dottrina sociale riescono a portare nella nostra quotidianità quei valori, quelle idee e quell’entusiasmo che per noi, sono importanti per guardare al futuro”.
E poi, in tema di crisi, e’ stato lo stesso sindaco di Verona, Flavio Tosi, portando i saluti dell’amministrazione a sottolineare che “in questo momento di crisi tornare a parlare di valori, etica e dottrina sociale è un’occasione importante perché è da qui che di deve partire per ricostruire società”.
E anche Mons. Giuseppe Zenti, Vescovo di Verona, restando in tema, ha poi concluso con un richiamo al ruolo della famiglia nella società. ”Per uscire dalla crisi” ha detto “non possiamo non guardare alla famiglia vero volano della politica, del sociale e del settore economico-finanziario” dunque “se puntiamo su di essa, potremmo finalmente uscire dalle secche in cui si trova questa società”.
Infine “questa crisi ha accentuato una grossa incomprensione su cosa sia il ruolo dell’imprenditore” ha detto Manlio D’Agostino, presidente del Movimento nazionale Giovani dell’Unione Cristiana imprenditori e dirigenti (Ucid). Per D’Agostino “non si è più capito cosa è il rischio, che è un concetto molto legato al codice civile e cosa è l’incertezza, che è invece una percezione”. Ciò significa, ha spiegato il presidente dei giovani Ucid che “l’imprenditore sa affrontare il rischio, perché lo calcola e lo gestisce, ma non lo può annullare”. Mentre, ha chiarito D’Agostino “l’incertezza, in momenti di crisi, diventa un problema che non si riesce più a gestire, perché entra nei sentimenti non del singolo individuo, ma della collettività”. Perciò, ha aggiunto, “essendo l’imprenditore un attore sociale, punta al guadagno, ma soprattutto a costruire per reinvestire” e lo vediamo oggi “dove il piccolo imprenditore ha impegnato beni personali per non chiudere e non licenziare”.
I lavori della parte convegnistica del programma, svoltosi a Veronafiere, sono stati aperti, poi, da una relazione del professor Vittorio Possenti, della Cà Foscari di Venezia. “Uno dei principi fondamentali della dottrina sociale della Chiesa è quello che il lavoro è un lavoro della persona”. Lo ha così ricordato Possenti docente di filosofia politica all’Università Cà Foscari di Venezia, nel corso dei lavori del 1° Festival della dottrina sociale. Per il filosofo, “ciò comporta che quando si offre lavoro, si deve tener presente che lo si offre ad un essere umano”. Purtroppo, oggi, “questo principio risulta fortemente diminuito a causa della grande difficoltà a creare nuovo lavoro per le giovani generazioni”. “Ma per creare occupazione c’è bisogno di crescere”, ha ricordato il docente, “quindi il principio persona e quello della partecipazione all’attività sociale contenuti nella dottrina sociale oggi risultano fondamentali”. Secondo Possenti, “l’economia deve essere ripensata in funzione della persona umana, come spesso è già accaduto, a cominciare dall’epoca della ‘Rerum Novarum’ di Leone XIII”. Inoltre, per il docente, è “importante rilanciare il tema della dottrina sociale non solo a livello culturale ma anche per creare nuove vocazioni all’impegno sociale”.
Nella sessione su «Dottrina Sociale e sviluppo economico» e’ intervenuto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Nelle altre sessioni sono intervenuti tra gli altri il presidente di Cattolica Ass., Paolo Bedoni, del Banco Popolare Carlo Fratta Pasini, di Federcasse Alessandro Azzi, della Banca Popolare di Vicenza, Gianni Zonin, diFondazioni Bancarie Giuseppe Guzzetti. Ed esperti professori universitari delle principali università italiane.
“Da questa manifestazione sono partiti dei segnali incoraggianti come l’annuncio di una serie di eventi simili da realizzare nei territori tra fine 2011 ed inizio 2012”. Questo per Claudio Gentili, portavoce del Festival “è un importante risultato raggiunto da questa iniziativa”. “Si riprende un cammino di attenzione al collegamento tra pensiero e azione sociale con un forte radicamento popolare”. Inoltre, secondo Gentili “da questi tre giorni di confronto e dibattito è emerso con chiarezza il bisogno di una maggiore unità dei cattolici, soprattutto dal punto di vista della visione sulla grave crisi morale che stiamo attraversando, c’è bisogno di una ‘sinfonia’, che pur tra le diversità delle opinioni e delle posizioni politiche, promuova una maggiore unità del Paese”. Infatti “senza dirittura morale e senza comportamenti etici non si va da nessuna parte, ciò vale, prima che per la politica, per la finanza. Si è visto molto bene in questa crisi che l’aver separato l’etica dall’economia e dalla finanza è stata la fonte di molti dei nostri guai”. “Per questo – ha concluso Gentili – serve una classe politica dotata di qualità morali, perché con la faziosità e il moralismo non si va da nessuna parte”.


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1 COMMENT

  1. By Bertone Amedeo, 20 agosto 2017

    Egr.Cardinale Bertone,sono Bertone Amedeo figlio di Bertone Guglielmo,abito in Sicilia (in un piccolo paese della provincia di Agrigento).I miei familiari discendono dalla Calabria mi piacerebbe sapere se tra di noi c’è una comune parentela Distinti Saluti Bertone Amedeo

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