Più privato e meno pubblico e le strade si fanno

//   23 gennaio 2012   // 2 Commenti

Finalmente i costruttori entrano in maniera importante nelle autostrade, come dice il Presidente della Save, Marchi che ha recentemente ceduto le quote: “è tempo che i concessionari siano direttamente coinvolti ed essere anche quelli che le autostrade e le strade le costruiscono“. Siamo assolutamente d’accordo come siamo in linea con l’ Ing. Piergiorgio Baita che alla stampa il 9 dicembre scorso dichiarava: “non siamo più ai tempi di Benetton che con grande tempismo e furibizia comprava dall’ Iri Autostrade per l’ Italia, una vera gallina dalle uova d’oro, gli investimenti infatti li aveva fatti lo Stato il canone di concessione non incideva quasi per niente, le tariffe non erano commisurate agli investimenti effettivi, vedi variante di valico ferma per vent’anni. Un tempo era più facile approfittare della poca attenzione dello Stato, con ulteriore lungimiranza Benetton ha allungato la concessione al 2036 e macina dopo le imposte 3 miliardi di euro di utili all’anno”. Non male diciamo noi e da buon imprenditore Benetton ha fatto bene ad attivare il business autostrade, uno dei tanti e ben lontano dalle origini dei filati. Ora che sono Gavio, Astaldi, Mantovani gli attori che nel nord attuano investimenti in autostrade riteniamo che non solo ci saranno vantaggi per il territorio andando a colmare lacune che vergognosamente attendono da anni, come la Valdastico Nord; a questo proposito Baita sottolinea che “Brescia Padova ha la possibilità di estendere la durata concessioni fino al 2026 a patto che completi la Valdastico Nord, altrimenti scade nel 2013, fare la Valdastico significa investire 2 miliardi e 700 milioni, soldi che il pubblico non ha”. Spesso poi il pubblico oltre a non avere il denaro non ha  le valide competenze tecniche è figlio di conflittualità politiche e di promesse elettorali fatte sui territori, è vittima anche di tante associazioni di verdi e ambientalisti che hanno il no preconcetto, a questo proposito il Presidente della Mantovani sottolinea che: “ l’opposizione di Trento è di tipo politico, in un confronto tecnico potrebbe essere rimossa, infatti a Trento si vorrebbe che la Valdastico Nord scarichi il traffico dopo la città, non sul tratto urbano dell’ A 22 altrimenti al posto di una autostrada se ne trova due, il Presidente della Brescia Padova è Attilio Schneck, leghista che ha imposto la questione su un braccio di ferro politico, dall’altra parte c’è Lorenzo Dellai che ha puntato a Roma e non può perdere, ma i tempi stretti fanno avvicinare il 2013 e se si perde la concessione tutti ci perdono a cominciare dalle Banche e in particolare Banca Intesa che sia attraverso la capogruppo sia attraverso Bis la sua banca di investimento con il 30%, c’è anche Invester altro socio privato dentro al quale c’è Mario gambari sempre banca Intesa“. Siamo sempre stati per più privato e meno Stato, in tutti comparti perchè il libero mercato si basa su Governi che controllino ma non gestiscano, troppo facilmente le gestioni sono contaminate da poca oculatezza e diventano terreno fertile per assunzioni a pioggia, pastoie politico istituzionali che poco hanno a che fare con l’interesse dei cittadini. Nel nord est per fare il Passante di Mestre e il Mose c’è voluto il decisionismo di un uomo comse Giancarlo Galan, che certamente avrà tanti difetti ma è uno che se prende un impegno fa di tutto per portarlo avanti. Senza i project financing negli ospedali la sanità sarà sempre in affanno, senza concessionari autostradali costruttori le strade non si fanno e non si sistemano, il privato sotto la minaccia di perdere la concessione farà gli investimenti e realizzerà le infrastrutture, auspichiamo che anche le visioni del Ministro Passera con la delega alle infrastrutture siano l’adeguato volano per far si che si rilancino gli investimenti e i programmi senza i quali difficilmente l’economia potrà ripartire.Le cassandre di recessione per il 2012 e 2013 hanno già intonato i nefasti cori, i riassetti in atto nel nord est sono una voce fuori dal coro e siamo certi che imprese solide e da anni all’opera su progetti colossali saranno più di una speranza per il territorio e per l’intero Paese. Sarà però fondamentale che l’impegno dell’ultimo provvedimento Monti che recita “le aziende che lavorano per il pubblico devono essere pagate entro 60 giorni oppure dovranno pagare interessi salati”, caro Monti meglio pagare in tempo come da tempo ci dice l’ Europa. In newsveneto imgbig 473456897Germania la media è 57 giorni, gli interessi li dovremo pagare tutti noi e solo per fare un esempio il Mose ha ricevuto 600 milioni relativi al 2009 e il resto? Quanta credibilità bancaria devono avere i gruppi per aspettare con banche che non danno più soldi? Quanto devono anticipare ai propri fornitori che altrimenti fallirebbero? Oltre agli annunci servono fatti e certezze cose che fino ad oggi Monti o non Monti l’ Italia non riesce a dare alle imprese, che anche con grandi progetti da attuare nulla posssono senza un mondo del credito a fianco in grado di sostenere le opere piccole e grandi.

Le acquisizioni dei privati (Astaldi- Save- Autovie Venete- Mantovani)

Gruppo Gavio attraverso la controllata Argo finanziaria, ha acquistato la quota del 4,64 per cento della Autostrade di Venezia e Padova che faceva capo alla Save di Enrico Marchi e, ora, si candida a salire ancora con un’offerta per il 3 per cento dell’ex concessionaria autostradale che fa capo al Comune di Venezia. image2L’entrata di Gavio, che tramite Argo finanziaria ha acquistato per 10 milioni di euro da Archimede 3 del gruppo Save la quota del 4,64%, ha avuto, per statuto, il gradimento degli altri principali azionisti della società, che oggi sono Autovie Venete, con il 22,3%, la Brescia Padova (A4Holding) con il 19%, Mantovani che è arrivata anch’essa ad una quota del 22%. Il gruppo torinese, però, potrebbe comprare altre quote in vendita, tra le quali quella del Comune e del Porto di Venezia (che ha il 5,3 per cento) diventando un’azionista privato di peso. È un asse che fa presupporre future alleanze sulla Serenissima (Autostrada Brescia-Padova) – dove i privati sono sul filo della maggioranza con Astaldi in posizione importante – ed è in corso una privatizzazione di fatto che si sta definendo in queste settimane.

Il patrimonio
La Società delle Autostrade di Venezia e Padova ha un bel patrimonio. Centoventi milioni di euro, di cui una ventina in partecipazioni e il resto in liquidità. 40 milioni spartiti tra nove azionisti. Le due fette maggiori ad Autovie e Mantovani, la società capitanata da Piergiorgio Baita che con la Serenissima Holding si è comprata le quote dell’Autostrada dai soci pubblici, Comune e Provincia di Padova in primis, e ora controlla il 22% della spa (pochi decimali in meno di Autovie, un’inezia).
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2 COMMENTS

  1. By federico, 24 marzo 2017

    Il NO preconcetto?In Veneto?cosa mi tocca sentire. Inviterei il signor Baita a recarsi in un posto qualsiasi della pedemontana vicentina e osservare cosa hanno creato 40 anni di “SI preconcetto” a qualsiasi tipo di attività che consumasse territorio.
    Riguardo la Valdastico nord, la vergogna è che dopo 40 anni di delirio ci sia ancora una fetta di persone che, malcelando interessi economici o politici, la propone come il toccasana per i problemi del veneto.Nessuno si pone il problema di cosa succederà alle falde a cui attingono poi parecchi paesi della pianura! L’importante è distruggere qualsiasi cosa rimanga di naturale in questa regione di narcolettici.
    Ciliegina sulla torta: accendo la tv e sento un membro della Commissione trasporti del Senato asserire che in Italia bisogna puntare su altre tipologie di trasporto merci, perchè l’86%avviene su gomma. Ma dai!un luminare!
    Cominciate a ragionare con una filosofia diversa che pensi alle prossime generazioni e non ai soldi, mandate a spalare merda questi mentecatti arraffoni che vivono devastando la nostra terra.

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  2. By Massimo, 24 marzo 2017

    Vacci tu a spalare la merda bifolco di un ingnorante che non sei altro. Se l’economia non
    viene salvata da personaggi come questi, che hanno ancora la forza e la voglia di investire nel nostro paese, andremo tutto a picco. Intanto se a picco vuoi andarci tu legati pure un bel macigno addosso e buttati da un ponte.

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