Pirateria – Il mondo civile impotente? No, fesso!

//   3 gennaio 2012   // 0 Commenti

Non si sa se ridere o piangere di fronte alla pusillanime impotenza degli Stati, delle presuntuose potenze, che poi diventano debolezze da ridere di fronte agli innumerevoli sequestri di navi e dei relativi  equipaggi. Dopo avere pagato un lautissimo, relativo riscatto per recuperare i nostri marinai prigionieri dei criminali della neo pirateria che continua a beffare le cosiddette potenze mondiali, eccoci di fronte ad un’altra nave, l’ennesima sequestrata sempre da codesti “gentiluomini” CHE DOPO IL SEQUESTRO PRETENDONO E OTTENGONO REGOLARMENTE I MILIONI CHE CHIEDONO PER RESTITUIRE LE VITTIME ALLA RISPETTIVE FAMIGLIE. NON SI SA QUANTI SIANO I CRIMINALI CHE FANNO PARTE DELLE BANDE PIRATESCHE CHE SI CONTENDONO IL SEQUESTRO DI NAVI MERCANTILI  Si sa che di fronte alla neo pirateria, il mondo civile, le cosiddette “potenze” occidentali  con armamenti sofisticatissimi fanno la solita figura dei pirla. Forse non superano qualche centinaio poco più questi criminali assassini attivi o potenziali che siano, dediti all’abbordaggio e al sequestro di natanti e relativi equipaggi. Il mondo civile (si fa per dire) allibisce e reagisce con annunci e proclami, ma non ha sino ad oggi preso le opportune misure per sconfiggere questo tipo di criminalità che sta diffondendosi vieppiù al fine di realizzare profitti da capogiro. Gli Stati protestano, senza però prendere misure drastiche per combattere il fenomeno criminale che sta terrorizzando gli armatori e gli equipaggi, e nessun governo ha sino ad oggi escogitato una strategia anticrimine per debellare le strutture e debellare drasticamente il fenomeno. Certo, il mondo cosiddetto civile (si fa sempre per dire) allibisce, si lamenta e resta inoperoso, fermo nel suo stupore e nella sua conclamata imbecillità. Dovrebbe invece usare la strategia della inesorabile reazione durissima per difendere le vie del mare da questa pirateria moderna che con mezzi veloci e pochi uomini sta mettendo in crisi gli armatori e i traffici navali. Petroliere e piroscafi commerciali dovrebbero essere muniti di scorte armate per reagire energicamente. Scorte con l’ordine perentorio di usare le armi e affondare i natanti pirata e i criminali che vi sono a bordo. Sino ad oggi i riscatti assai onerosi richiesti dai nuovi pirati, sono stati sempre pagati profumatamente, il che ha incoraggiato e perfezionato le iniziative della neo pirateria del ventunesimo secolo. Quindi, come s’è visto, dopo il profumato pagamento del recente riscatto, ecco il sequestro bene incoraggiato di altra nave. Riscatto che finirà come il precedente, col pagamento di milioni di euro. Ma ben più criminali di questi  sono gli Stati occidentali che continuano a subire e a pagare riscatti, invece che iniziare la strategia della difesa con scorte armate e non indurci a pensare a questa complicità di apparati burocratici che non intendono affrontare il fenomeno con uomini e mezzi adeguati per porre fine al fenomeno che dilagando come dilaga, renderà  la vita impossibile ai traffici marittimi e agli stessi Stati.La Enrico Ievoli


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