Piano strategico Arpav

//   27 settembre 2011   // 0 Commenti

Per quanti si interessano di ambiente, la notizia è ghiotta: stando a quanto è riportato in un comunicato stampa della Regione del Veneto del 23 settembre, i vertici dell’A.R.P.AV. – l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente – hanno presentato alla Regione il Piano Strategico 2012_2014.
Dove sta la notizia? La notizia è che l’Agenzia, fino a ieri considerata a ragione una delle migliori d’Italia, si avvia – in base al Piano approvato – a subire tutta una serie di tagli, che se attuati la porteranno ad una insignificante sopravvivenza.

Le sedi sparse nel territorio veneto passeranno dalle attuali 47 a 12-14; i dirigenti passeranno da 127 a 115; le attività sul mare verranno, cioè ridotte all’osso, i fondi stanziati fino a due anni fa dalla Regione, pari a quasi sessantatre milioni, sono già stati ridotti a quarantanove e verranno rosicchiati ulteriormente in futuro. “Do atto alla nuova dirigenza – afferma un soddisfatto Assessore all’Ambiente Conte – di aver presentato un piano che garantisce un risparmio alla Regione e costi gestionali più contenuti, preservando l’efficienza dei servizi….”. Contento lui..!
Insomma, per la tutela dell’ambiente, nel Veneto, al di là delle belle parole,si preparano tempi bui, e la “nuova dirigenza”di A.R.P.A.V., approfittando dello strano (?) silenzio di Legambiente, di Italia Nostra e degli stessi sindacati, anziché ergersi ad argine contro la marea montante dei tagli indiscriminati, anziché sollevare nell’opinione pubblica l’attenzione su questo che minaccia di trasformarsi in uno scempio di un’Agenzia essenziale nella lotta per la tutela dell’ambiente, anziché fare la voce grossa come dovrebbe e potrebbe, la “nuova dirigenza” si piega silente alla tacita ma chiarissima volontà di certi poteri forti di demolire un baluardo contro tante speculazioni in danno del patrimonio ambientale veneto. Tutto questo avviene, si diceva, nella connivente omertà di tanti, ma chi un po’ capisce di queste cose, sa quanto sia ingiusto quel che si sta architettando attorno ad A.R.P.A.V. Tagliando i laboratori (da sette a due), ad esempio, le analisi delle acque, e dei terreni inquinati d’ora in avanti le faranno certi laboratori privati, a caro prezzo. Le iniziative di formazione ambientale, importanti quanto quelle di protezione, spariranno, i controlli alle discariche e alle industrie inquinanti si ridurranno all’osso, e via dicendo. E tutto questo in una delle Regioni più industrializzate d’Europa….
Si dirà, perché c’è sempre il benpensante che deve dire la propria, che in un momento di crisi, è giusto che tagli siano anche in A.R.P.A.V. Possiamo rispondere che altro è tagliare, altro è demolire. Non c’è proporzione.Se tagli analoghi venissero applicati ad esempio al grande mondo delle A.S.L., staremmo ora a piangere la chiusura di decine di ospedali, il licenziamento di centinaia di primari, per non dire delle attrezzature ecc. Ma non è così.

cropped logoarpavhr40x8 3Pur subendo (modesti) tagli alle spese, il mondo della sanità continuerà invece ad assorbire somme pazzesche. L’ambiente veneto, invece, privo di tutele, ma anche di interessati alla sua tutela, evidentemente, verrà schiacciato, e non è giusto.
Viene la malinconia, in questo quadro di squallore e di miserabile pochezza morale, quando si va a rileggere lo splendido sermone che Papa Benedetto XVI ha recentemente tenuto al Bundestag, il Parlamento tedesco. Tra le tante perle di intelligente saggezza che vi rifulgono, vera lezione di un grande del pensiero europeo, il papa tedesco ha anche trovato il modo di chiarire che nei nostri rapporti con la realtà, e dunque con l’ambiente che circonda, c’è qualcosa che non va: …“ la materia non è soltanto un materiale per il nostro fare.. ma è la terra stessa che porta in sé la propria dignità e noi dobbiamo seguire le sue indicazioni…. L’importanza dell’ecologia è ormai indiscussa. Dobbiamo ascoltare il linguaggio della natura e rispondervi coerentemente..”

Quel che sta avvenendo nel Veneto, in una terra cioè che già troppo ha fin qui pagato allo sviluppo, in termini di inquinamento del terreno, delle acque e dell’aria, è profondamente ingiusto. Ma, si dirà, cos’è giusto, a questo mondo? E’ ancora Papa Ratzinger a spiegarcelo: quando il giovane Re Salomone venne intronizzato, Dio gli concesse di avanzare una richiesta. Che cosa chiederà il giovane sovrano? Successo, ricchezza, lunga vita, l’eliminazione dei nemici? Niente di tutto questo. Re Salomone rispose: “Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo”.

Il cuore docile è appunto il senso della giustizia, di ciò che è bene e di ciò che è male, ed è innato in tutti noi, ci spiega il Papa tedesco. E quel che stanno facendo, i nuovi dirigenti di A.R.P.A.V., possiamo dirlo con cuore docile, è male.


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