Perché vale la pena di affidarsi alla vigilanza privata

//   3 dicembre 2018   // 0 Commenti

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Il settore della vigilanza privata nel corso degli ultimi anni ha messo in evidenza una crescita molto significativa non solo dal punto di vista della qualità ma anche sul piano quantitativo. La dimostrazione si rileva nell’incremento del numero delle agenzie che sono attive nel comparto, e di conseguenze del numero degli addetti coinvolti, mentre i servizi proposti hanno messo in luce un costante miglioramento degli standard di qualità. Per averne conferma, è sufficiente un paragone tra lo scenario del 2011 e quello del 2017: nel giro di sei anni, il numero di imprese attive è cresciuto di più dell’11%, mentre il numero di operatori è salito fin quasi al 17%. Nel nostro Paese, in totale ci sono circa 1.600 agenzie distribuite su tutto il territorio nazionale, con quasi 65mila dipendenti coinvolti.

Il rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia

Nel mese di giugno del 2018 è stato presentato il primo rapporto dedicato alla filiera della sicurezza nel nostro Paese, che è stato messo a punto dal Censis con la collaborazione di Federsicurezza. Ad emergere, come si è visto, è una crescita globale di tutto il comparto dellasicurezza privata, che va a inserirsi in un contesto di generale recessione economica. Stando al report che è stato diffuso, il numero dei reati è in calo, anche se la sicurezza percepita non aumenta. Quello che sembra un paradosso, però, ha diverse ragioni, a cominciare dal fatto che sempre più spesso i cittadini decidono di non denunciare i soprusi che subiscono, rassegnati al fatto che le forze dell’ordine non riusciranno a trovare i colpevoli: vale per i furti di biciclette come per le rapine in casa.

Un clima di insicurezza collettiva

Se è vero, quindi, che tra il 2016 e il 2017 il numero dei reati denunciati è diminuito di più del 10%, è altrettanto vero che sul territorio italiano si respira un clima di insicurezza diffusa, in un’atmosfera di paura collettiva a cui contribuisce la stessa crisi economica, ancora ben lungi dall’essere risolta. Sono soprattutto i reati predatori, come appunto i furti in casa, a innescare una sensazione di fastidiosa incertezza che compromette la serenità della quotidianità, sempre più appesa a un’impressione di precarietà: in questo quadro, poi, si inseriscono le ondate di flussi migratori e, anche se in misura minore, i rischi connessi al terrorismo internazionale.

La vigilanza privata

Appare evidente, allora, il motivo per il quale si sceglie sempre più spesso di tutelarsi con il supporto della vigilanza privata, anche a fronte delle carenze che emergono dal punto di vista della sicurezza pubblica: il rapporto del Censis mette in evidenza la fiducia nutrita dai cittadini nei confronti delle forze dell’ordine, che però non sono ritenute in grado di far fronte alla criminalità sia a causa di un equipaggiamento non adeguato sia per la mancanza di risorse umane. La dimensione privata della sicurezza, di conseguenza, si presenta come complementare alla sicurezza statuale, che soffre di carenze strutturali: ecco perché aumenta il numero delle agenzie private, che assumono un ruolo sempre più rilevante sul fronte della prevenzione dei reati.


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