Per superare la crisi occorre garantire il credito alle imprese

//   27 marzo 2012   // 1 Commento

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Le prospettive economiche del territorio di Rimini, come recentemente rilevato dall’Indagine Congiunturale di Confindustria Rimini, restano problematiche con dati consuntivi del 2011 non positivi e previsioni per i primi sei mesi del 2012 che confermano l’ingresso in recessione.
A complicare la situazione per le imprese c’è il fenomeno del credit crunch che continua ad accentuarsi e a rimanere uno dei principali fattori di freno penalizzando la competitività delle aziende rispetto ai concorrenti internazionali.
Di conseguenza il tema del credito alle imprese, soprattutto alle medio-piccole, continua a rimanere tra le priorità su cui è necessario concentrarsi per superare questo difficile periodo economico.

Ecco perché Confindustria Rimini, Ance Rimini, Piccola Industria di Confindustria Rimini, hanno promosso un incontro con i rappresentanti degli imprenditori, di tutti gli istituti di credito del territorio, di Banca d’Italia, di ABI, del Confidi Romagna e Ferrara.
L’incontro che si è svolto oggi, lunedì 26 marzo 2012 presso la sede di Confindustria ed Ance, è stato indetto perseguendo il rapporto di collaborazione fra banche e aziende intrapreso già da alcuni anni al fine di confrontarsi in maniera costruttiva sulle problematiche che potranno presentarsi nei prossimi mesi.

“Le aziende continuano a sentire il peso della crisi – hanno sottolineato il Presidente di Confindustria Rimini, Maurizio Focchi e il Presidente della Piccola Industria di Confindustria Rimini, Mario Formica – Le nostre associate evidenziano come persista una restrizione del credito.
Nella Provincia di Rimini (dati Banca d’Italia) gli impieghi alle imprese private a dicembre 2011 rispetto a gennaio 2011 si sono ridotti di circa 227 milioni di euro.
Una difficoltà confermata anche dal nostro Consorzio di Garanzia Fidi, Confidi Romagna e Ferrara i cui dati dicono che nel 2011 nella Provincia di Rimini sono state garantite 108 pratiche contro le 130 pratiche del 2010 (-17%). I finanziamenti concessi nel 2011 sono stati 16 milioni e 900 Mila Euro contro i 18 Milioni e 700 Mila Euro del 2010 con una variazione del – 9%. Nel primo bimestre 2012 il volume dei finanziamenti erogati è calato del 60%, mentre il numero delle operazioni è calato del 33%.
In questo quadro le banche ancor più di prima devono continuare a svolgere un ruolo strategico e fondamentale per le imprese focalizzandosi su 3 punti: garantire il credito e la liquidità alle imprese a tassi concorrenziali; sostenere l’innovazione; sostenere la penetrazione di nuovi mercati specialmente all’estero”.

“Inoltre – ha aggiunto il Presidente Maurizio Focchi – auspichiamo che i finanziamenti che stanno ottenendo le banche dalla Banca Centrale Europea al tasso dell’1%, vengano in parte destinati ai finanziamenti delle imprese, naturalmente a tassi più convenienti di quelli attualmente in essere.
Nell’incontro una particolare attenzione è stata data all’analisi della situazione critica che sta attraversando il settore edile.

“In occasione dei recenti Stati Generali dell’Edilizia convocati dalle associazioni di categoria riminesi, dagli ordini professionali e dai sindacati – ha spiegato il Presidente di Ance Rimini, Ulisse Pesaresi – abbiamo lanciato l’allarme sullo stato del nostro settore che oggi rischia il collasso.
E in un momento così critico è indispensabile che le banche sostengano sia le imprese che i cittadini sottolineando l’importanza della liquidità per iniziative nel settore, come quelle di riqualificazione della struttura edilizia ed ai progetti riguardanti l’ambiente e il risparmio energetico.
Senza dimenticare per le imprese edili come per tutte le aziende di altri settori, il tema legato ai rientri e le difficoltà causate dall’allungamento dei tempi di pagamento sia del settore pubblico sia tra privati. Occorre superare, soprattutto per i comuni virtuosi, i vincoli del Patto di Stabilità Interno al pagamento dei lavori.
Il nostro settore è strettamente legato all’avvio di nuove iniziative e precludere questa possibilità, con una forte restrizione del credito, significa condannare molte aziende alla cessazione della propria attività”.

“Si è trattato di una nuova importante occasione per fare il punto e confrontarsi sullo stato delle relazioni tra imprese e banche in un clima di dialogo riscontrato da ambo le parti – hanno convenuto il Presidente Focchi, il Presidente Formica e il Presidente Pesaresi – Ci rendiamo conto che le banche sono imprese e come tali funzionano. Quindi comprendiamo da parte degli istituti una maggiore prudenza rispetto al passato nel concedere finanziamenti.
Concordiamo sulla necessità di fare analisi approfondite ed oculate, che avvengano però in tempi consoni alle esigenze del mercato, ma ciò non deve significare escludere a priori la possibilità di sostenere le aziende in grado di dimostrare di potere avviare importanti progetti di sviluppo, indispensabili per l’esistenza di un’impresa soprattutto in un momento come questo.
Da parte loro le aziende devono presentare progetti alle banche con grande trasparenza e professionalità”.

I rappresentanti degli Istituti di credito hanno sottolineato la crescita dell’impegno messo in campo e presentato le iniziative adottate per favorire il credito.

Nell’incontro sono stati presentati I DATI DELL’INDAGINE CONOSCITIVA SUL RAPPORTO BANCA-IMPRESA aggiornata a gennaio 2012 e realizzata a campione fra gli associati di Confindustria Rimini.
L’84,72% del campione ritiene che sia in atto un razionamento del credito (75,86% a gennaio 2011).
Il 73,91% del campione dichiara che la concessione del credito da parte delle banche è stata più selettiva (49% a gennaio 2011). L’80,33 % risponde che si sta registrando un allungamento dei tempi di delibera per la concessione dei fidi e il 91,55% che si sta registrando un aumento degli spread/tassi d’interesse. Il 63,77% delle aziende campione non ha chiesto nuovi investimenti.
Inoltre, il 69,86% del campione ha evidenziato che incrementano gli insoluti da parte dei propri clienti.
Anche a livello nazionale (dati Confindustria Area Fisco, Finanza e Welfare) si nota un irrigidimento delle condizioni di concessione del credito alle imprese (Bank Lending Survey – BCE), una riduzione degli importi erogati rispetto alle richieste, una richiesta di maggiori garanzie e un aumento di tassi e spread (Spread su euribor a 3 mesi: a gennaio +2,8 contro il +1,7 di giugno. Per PMI +3,8 da +2,2).

All’incontro sono intervenuti Maurizo Focchi Presidente di Confindustria Rimini, Ulisse Pesaresi Presidente di Ance Rimini, Mario Formica Presidente della Piccola Industria di Confindustria Rimini, Franco Raffi Direttore di Confindustria Rimini, Evangelista Castrucci Direttore di Confidi Romagna e Ferrara Scarl, Francesca Brunori Resp. Area Fisco, Finanza e Welfare di Confindustria Roma i rappresentanti di ABI e di tredici Istituti di Credito del territorio di Rimini.


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