Per rilanciare lo sviluppo le decisioni agli imprenditori prestati alla politica

//   23 settembre 2011   // 0 Commenti

squadra polidori

Massimo Calearo l’imprenditore onorevole ex presidente di Federmeccanica e Assindustria Vicenza, ha spezzato una lancia in favore di Emma Marcegaglia la quale, ha dichiarato che “o questo Governo fa veramente le riforme per un rilancio dell’economia e quindi delle imprese, oppure ha terminato il suo corso“. Calearo è il consigliere personale del Presidente del Consiglio per il commercio con l’estero, componente di punta della squadra che ha messo insieme il Vice Ministro per il Commercio con l’ Estero On. Catia Polidori, eppure, ha giustamente, sottolineato che: “Emma Marcegaglia ha perfettamente ragione a dire che è l’ora di fare le riformeLe misure per la crescita sono più che necessarie ma ci vuole coraggio, così come sarà necessario con coraggio mettere mano alla previdenza. Ci vogliono misure innovative sul fronte pensioni, credo poi che sia stato un errore arrivare alla firma di un accordo fra Confindustria e sindacati per depotenziare la rilevanza dell’articolo 8 della manovra, solo Cgil e Fiom con ideologie vetero comuniste possono pensare di mantenere lo status quo attuale, è gente fuori dal mondo, solo con accordi precisi fra aziende e lavoratori dentro il territorio si potranno attivare i tanto richiesti investimenti stranieri, fondamentali per un vero rilancio”.

Per Calearo sono i fondamentali della nostra economia che vanno rilanciati – “noi viviamo di turismo, opere d’arte e commercio estero e le aziende hanno bisogno di una risposta, per questo sto pressando il Presidente del Consiglio perchè si riparta con il Ministero con il Commercio Estero che sarebbe più importante di alcuni che ci sono ora“. Non risparmia critiche all’operato del Ministero dell’ economia che proprio nel giorno del voto su Milanese ha fatto pesare la sua assenza in parlamento – “la sua presenza avrebbe almeno omaggiato chi fino a poco tempo fa gli stava accanto come primo consigliere…Tremonti invece è volato al G20 in anticipo”.

Per l’ex On. Calearo ” è un grosso problema, se io non risolvo i problemi della mia azienda fallisco e non si può aspettare oltre se non si vuole fare quella fine“.Senza Tremonti o almeno ridimensionato nel suo strapotere, il Governo dovrebbe fare leggi economiche targate Palazzo Chigi e non solo scritte nella cabina del “divino Giulio “. Infatti, per il Consigliere prescelto per l’estero, il problema Berlusconi non esiste,è l’ultimo dei problemi per il Paese. Siamo d’accordo considerando che solo imprenditori prestati alla politica come sono Silvio Berlusconi, l’On .Catia Polidori, sottosegretario allo sviluppo economico per il commercio con l’ estero e l’ On. Massimo Calearo, con la squadra dei sei imprenditori, da Rana a , passando per Marinella ecc. si puo’rilanciare il nostro export.

Negli imprenditori l’energia la produce l’entusiasmo e la tensione della sfida, quando le difficoltà aumentano il dna del made in Italy positivo viene a galla e la forza straordinaria riesce a prevalere.

PXP9365a 640 300x199Aspettiamo davanti al baratro quel colpo d’ala che solo la vera rivoluzione liberale potrà dare, se non ci riescono quelli della vera politica del fare non pensiamo possano essere capaci quelli che, nell’impresa hanno sempre visto un “nemico”. Come quelli che ancora oggi scendono in piazza dimenticando che il corso della storia li ha già seppelliti, anche se come zombi a volte riemergono dalle tombe, con le loro mani scheletriche, cercando di agguantare in una morsa mortale lo sviluppo, l’ottimismo, la voglia di fare e di vincere. La crisi saprà divincolarsi dalla mortale presa e far ripartire di slancio le nostre aziende che aspettano il sostegno legislativo di quelle riforme che hanno oggi, in un momento storico nuovo e drammatico, la porta d’accesso per la nuova dimensione.

Un’Italia del futuro, quella vera, liberata dalle zavorre di una burocrazia statalista e assistenzialista. Crediamo che Calearo & c. possano insieme a Berlusconi, provare a fare il miracolo, siamo al momento giusto nel quale anche l’Europa ci sprona nell’attuare la rivoluzione, se non ora quando? Muoviamoci allora con o senza Tremonti.


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