PECHINO INVESTE SUL FUTURO “RINNOVABILE” DELL’AFRICA

//   18 settembre 2014   // 0 Commenti

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Un piano di investimenti da oltre 16 miliardi di dollari per finanziare progetti nel settore energetico in sette Paesi africani. La Cina punta su eolico e solare. Ecco i principali progetti avviati in Marocco, Ghana e Zambia.

La compagnia cinese Shanghai Electric, gruppo manifatturiero leader nella produzione di attrezzature meccaniche, impianti energetici e industriali che nel maggio scorso ha acquisito il 40% dell’italiana Ansaldo Energia, ha comunicato che investirà oltre due miliardi di dollari in Marocco nel settore delle energie rinnovabili. Il piano prevede la costruzione di centrali a energia solare nei prossimi cinque anni con l’obiettivo di ridurre la dipendenza energetica del Marocco e trasformarlo entro il 2020 in uno dei maggiori produttori di energia pulita al mondo.

L’investimento rientra nel quadro della strategia messa in atto dalla Banca Cinese per lo Sviluppo (CDB), che ha messo a disposizione 16,5 miliardi di dollari per finanziare progetti nel settore energetico in sette Paesi (tra cui appunto il Marocco) della regione MENA (Medio Oriente e Nord Africa). Un passo in avanti del governo cinese per ridurre le distanze verso uno dei suoi più preziosi partner, vale a dire il continente africano.

Quanto alle rinnovabili in Marocco, l’Ufficio nazionale per i servizi elettrico e idrico (ONEE) ha proceduto in questi giorni alla visione delle offerte relative all’acquisizione dell’appalto (n. SP 40311) per la progettazione, la costruzione, lo sfruttamento e il mantenimento del “Progetto eolico integrato 850 MW”, un progetto di grande peso strategico che punta a raggiungere la produzione di 2.000 MW entro il 2020.

L’iniziativa rientra in un programma per lo sviluppo dell’energia eolica lanciato dal governo marocchino nel 2010 e la cui realizzazione è stata divisa in due fasi. La prima ha visto la realizzazione della centrale di Taza (150MW), mentre la seconda riguarda la costruzione di cinque impianti (Midelt, Tiskrad, Tanger II, Jbel Lahdid e Boujdour, dal valore complessivo di 850 MW) che entreranno in funzione tra il 2016 e il 2020. Gli assegnatari dell’appalto dovrebbero essere resi noti entro gennaio 2015.

A contendersi la commessa sono tra gli altri EDF énergies nouvelles (Francia), Mitsui &CO (Giappone) e Alstom (Francia); Nareva Holding (Marocco), Taqa (Emirati Arabi), Enel Green Power (Italia) e Siemens (Germania); International Power (Regno Unito) e Vestas (Danimarca); Acwa Power (Arabia Saudita), Gamesa Eolica (Spagna) e Gamesa Energia (Spagna); Acciona Wind Power (Spagna), Acciona Energia (Spagna) e Al Ajial Funds (Marocco).

 

I progetti in Ghana e Zambia

A fine agosto il governo di Pechino ha posto un’altra pietra miliare della cooperazione tra Cina e Africa firmando un accordo nel campo delle energie rinnovabili (“Renewable Energy Technology Transfer”) con il Ghana e lo Zambia e con la partecipazione della Danimarca, un progetto patrocinato dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP). Si tratta di un accordo che non prevede la fornitura di materiale e attrezzature da parte di Cina e Danimarca, bensì lo sviluppo di programmi locali che consentano ai due Paesi africani di introdurre lo sfruttamento delle rinnovabili come priorità nazionale. Il governo danese, in base all’accordo, dovrebbe fornire oltre 5 milioni di dollari iniziali mentre al ministero di Scienze e Tecnologie del governo cinese spetterebbe il sostegno delle attività che verranno condotte dai governi di Ghana e Zambia.

 

Fonte: lookoutnews

 


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