Passera «arruola» Romani.

//   11 dicembre 2011   // 0 Commenti

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L’ ex ministro, rappresentante del suo successore in Iraq e Afghanistan: «Novità nel costume politico» Passaggi di consegne «Mi sono proposto io durante il passaggio di consegne, parlando dei progetti in corso».

L’ ex ministro dello Sviluppo economico è da pochi giorni rappresentante personale per l’ Iraq e l’ Afghanistan del suo successore Corrado Passera. Scelta che ha provocato perplessità. Un incarico a uno degli uomini più vicini a Berlusconi? Al ministro che ha deciso di affidare le frequenze tv non con un’ asta ma col discusso «Beauty contest»? Ieri Il Fatto Quotidiano si è chiesto: «Perché?». Anche Il Riformista riferisce di «imbarazzo nel ministero di via Veneto, dove la nomina di Romani non deve essere andata giù a molti, visto che una fonte sostiene che forse nemmeno Monti ne era al corrente». Ma Passera ha comunicato la nomina al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. Il capogruppo del Pd nella commissione attività produttive di Montecitorio, Andrea Lulli, parla di «nomina in contrasto con le esigenze di discontinuità rispetto al precedente governo» e presenta un’ interrogazione al ministro Passera. Il portavoce dell’ Idv, Leoluca Orlando, chiede la revoca della nomina: «Ci auguriamo sia stata una svista». Invece il leader dell’ Udc Pier Ferdinando Casini afferma: «Se Romani aveva avviato da ministro dei negoziati in aree strategiche come l’ Iraq penso che la sua nomina sia stata un atto di intelligenza del governo tecnico». Romani risponde con molta sicurezza e protestando «perché nessuno, prima, si era mai occupato di quanto stavamo facendo nelle difficili zone in cui lavorano contingenti con mille nostri ragazzi che hanno pagato un prezzo altissimo, circa quaranta vittime. Non c’ è sviluppo senza sicurezza e viceversa». Ed ecco come Romani spiega il «perché» del suo incarico: «A gennaio ho visitato con attenzione e cura l’ Afghanistan studiando la situazione. Sono andato naturalmente anche a Herat, dov’ è il nostro contingente. Ho parlato con Karzai. E abbiamo concordato che sarebbe stata l’ Italia a occuparsi della realizzazione dell’ aeroporto in quella città, dove si sta sviluppando un polo industriale. Uno scalo aereo moltiplicherebbe la potenzialità economica dell’ area. Ora il Master plan del progetto è pronto e lo porterò a Herat». Ma com’ è nato questo incarico? «Durante lo scambio di consegne, Passera mi ha chiesto quali fossero i progetti vicini alla conclusione. Gli ho parlato dell’ Iraq e dell’ Afghanistan, che mi hanno particolarmente appassionato. Lui ha deleghe pesantissime che gli sottrarranno tempo. Sono stato io stesso a proporgli di chiudere la partita. Mi sento umanamente e politicamente impegnato rispetto ai nostri ragazzi che lavorano duramente lì. Potranno essere fieri di un governo che mantiene gli impegni presi. Non vedo poi perché dovrebbe essere diversamente: questo governo non è in antitesi al nostro. Noi abbiamo responsabilmente compiuto un passo indietro sostenendo un esecutivo di tecnici». Il rapporto con Passera, spiega Romani, risale al 2001, quando l’ ex ministro presiedeva la commissione Trasporti della Camera e il suo futuro successore guidava le Poste: «Una frequentazione assidua, certo, come avviene tra persone dello stesso mondo economico milanese. Ma vorrei precisare che non è questo alla base dell’ incarico. Ciò che poi mi infastidisce è che qualcuno possa pensare a miei interessi personali. Ma dove? A Baghdad o a Kabul? E poi l’ ho già chiarito, lavorerò a titolo gratuito». Domanda: Passera le ha chiesto un consiglio sulle frequenze tv? «Non ancora e non so se lo farà. Ma è ovvio che, in quel caso, non potrei contraddire me stesso e gli spiegherei le ragioni che mi hanno spinto alla nostra scelta».

 


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