Pasqua 2018: gusti e consumi “dell’italiano medio”

//   3 aprile 2018   // 0 Commenti

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Con il weekend di Pasqua appena trascorso, si iniziano a fare bilanci su quali siano state le tendenze alimentari,  gli articoli più acquistati e le mete che hanno riscosso maggior successo.

Per l’abbondante pranzo pasquale sulle tavole degli italiani non sono mancati i primi piatti, mentre si registra quest’anno, come del resto negli ultimi cinque anni, un crollo dell’acquisto dell’agnello, sostituito da altri tipi di carne per alcuni e da opzioni veg per altri. Immancabile, invece, la colomba sia essa con le mandorle o con gli zuccherini ma rappresenta la degna conclusione del pranzo pasquale per gli italiani.

Per ciò che concerne i doni pasquali, un’indagine condotta dal centro studi Cna, in collaborazione con Cna agroalimentare, rivela che il mercato delle uova di Pasqua di cioccolato vale 230 milioni di euro con un consumo di oltre 15 milioni di uova vendute ai consumatori mediamente a 15 euro l’una e tra i 38 e i 40 euro al chilo.

Secondo l’indagine, un terzo delle uova di Pasqua è di produzione artigianale e al vertice delle preferenze ci sono i prodotti ‘from bean to bar’ (letteralmente: dalla fava di cacao alla barretta). Inoltre, sembrerebbe che il bel paese rispetto alla tendenza internazionale consumi più prodotti ‘premium’, vale a dire di qualità/prezzo di fascia alta.

Per chi ha deciso di trascorrere le festività pasquali fuori porta, non sono mancate le mete straniere come Madrid e Berlino, le più gettonate, o, per gli amanti dello sci, la Pasqua a inizio primavera è stata un occasione per trascorrere un ultimo weekend sulla neve. Per il lunedì di Pasquetta sembrerebbe confermata la tendenza di ogni anno, ovvero gite in campagna o sul lago, luculliani pranzi in agriturismo, oppure visite ai meravigliosi musei italiani.

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