Parma: isola felice per l’accoglienza degli immigrati

//   14 luglio 2011   // 0 Commenti

Dopo un “viaggio della speranza”, dopo giorni in autobus e percorsi spaventosi, con la paura e la stanchezza nel cuore, sono molti gli stranieri (soprattutto donne) che si ritrovano in un paese lontano, forestiero, con la certezza nel cuore di essere soli, senza un posto dove dormire, un lavoro, un punto di riferimento. Molte sono le donne dell’Est  che arrivano in Italia: a Parma, ad esempio, solo nel 2008 erano  6187 i collaboratori domestici stranieri iscritti all’Inps, dati che sono notevolmente aumentati negli ultimi anni. Molte di queste immigrate, che ormai vivono in Italia da diversi anni, ci raccontano : «Tanti pensano che sia facile venire a vivere qui – spiega una donna moldava, da 9 anni a Parma – ma siamo sole e alcune di noi affrontano un viaggio spaventoso»; altre spiegano quanto sia difficile allontanarsi da parenti, amici, spesso anche figli, per cercare di sopravvivere altrove; difficile, anche, trovare un visto, spesso pagato a caro prezzo, avendo così la possibilità di entrare nel nuovo Paese anche per soli 30 giorni. «Ho dato20080718 FOTO immigrata d0 300x175 2 mila e 400 euro a un “tipo” dell’ambasciata, o almeno così mi ha detto – dice la ragazza  – e dopo poco, ho avuto il visto per venire 30 giorni in Italia». Molte le straniere che non riescono a comprendere la lingua e a comunicare, così cercano linguaggi comuni, “parole amiche” anche se non sempre si rivelano tali : «Tra straniere ci riconosciamo, se sentiamo parlare la nostra lingua cerchiamo di fare amicizia – aggiunge un’altra ragazza, anch’essa moldava , da 5 anni a Parma – eppure, anche tra di noi, ci sono donne molto furbe». Consapevoli delle difficoltà iniziali, le «furbe» ne approfittano, vendendo lavori alle proprie conterranee, invece di aiutarle: ogni  “buon consiglio” lavorativo, ha un caro prezzo: 500, 600 euro, dipende. Nessuna pietà, nessun aiuto. Ognuno pensa a se stesso. Colf e badanti sono i lavori più gettonati tra le donne straniere provenienti dall’Est: Maurizio Vescovi, medico e responsabile per Parma del progetto Italian Study on depression, spiega: «Queste donne svolgono un ruolo sociale importante hanno permesso di attuare la cura domiciliare della persona e sono una grande forza lavoro». Parma, rappresenta un’isola felice per gli immigrati, l’integrazione funziona meglio- “La città beneficia della situazione economica favorevole all’occupazione straniera, come il Nord-Est, ma ci aggiunge la tradizione cooperativista e sindacale che la vaccina dalle tentazioni leghiste” osserva il sociologo Giorgio Triani. E il sindaco, Pietro Vignali assicura: «Il segreto è tenere insieme il Dna cittadino tagliato sull’accoglienza e un approccio politico non ideologico».


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