Parlangeli al vertice delle Fondazioni d’Europa: “Efc lobby dell’UE”

//   13 settembre 2011   // 0 Commenti

marco parlangeli

Siena al vertice dell’economia europea. E’ davvero importante il riconoscimento ricevuto da Marco Parlangeli, provveditore di Mps, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, e consigliere d’amministrazione di Mediobanca, eletto presidente di EFC, European Council Foundation. Un organismo che mette insieme fondazioni di piccole comunità a grandi enti quali Volskwagen Stiftung, Bosch, Cariplo e Compagnia San Paolo, per un totale di 253 fondazioni di cui 55 italiane, anche se grazie agli accordi con il network Dafne si arriva a quota 5mila ‘affiliati’. “Da diversi anni ho ricoperto ruoli dirigenti all’interno di Efc – commenta Parlangeli – Ora sono presidente, ho pronunciato il discorso d’insediamento a Cascais lo scorso maggio. Ho preso il posto di Emilio Rui Vilar, presidente della Gulbenkian Foundation, che ha avuto il grande merito di aver formato l’attuale classe dirigente portoghese con le sue borse di studio“.
Il neo regista delle fondazioni europee ricoprirà l’incarico per tre anni, periodo in cui cercherà di “rafforzare il ruolo delle fondazioni nella società civile europea e far acquisire agli enti maggior visibilità“.  Ha le idee chiare, il provveditore di Mps, e le carte già in tavola: “Innanzitutto è necessario approvare lo statuto, piattaforma legale comune con tutto il terzo settore necessaria sopratutto perché nell’est Europa non ci sono tradizioni filantropiche. La seconda mossa è l’apertura della Foundation House a Bruxelles: sarà il quartier generale delle fondazioni per organizzare convegni, seminari e far attività di lobby presso l’Unione Europea“.
Ma come fa l’Efc a conciliare le esigenze dei piccoli e grandi patrimoni?: “Esistono in realtà due gruppi di fondazioni: le grant making foundation, che erogano fondi su progetti di terzi, come ad esempio la Bill&Melinda Gates, e le operative foundation, che attuano progetti propri. La più importante è la Ford, mentre in Italia abbiamo il Pio Albergo Trivulzio. Le fondazioni bancarie, invece, hanno in prevalenza l’aspetto erogativo.  Come consistenza patrimoniale le italiane non scherzano, visto che vantano un patrimonio di oltre 50 miliardi di euro“. E l’importanza acquisita dalle fondazioni bancarie nostrane, ricapitalizzazione o no, è testimoniata dall’elezione di Parlangeli che chiarisce anche quale dev’essere il loro ruolo in tempi di vacche magre e sacrifici per tutti con la nuova manovra: “In Italia come altrove i patrimoni delle Fondazioni non devono sostituirsi mai alla spesa pubblica – termina – Devono integrarla, affiancarla, arricchirla. In un ruolo sussidiario all’intervento statale”


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