“Attraversare il mare delle difficoltà con la consapevolezza dell’approdo sicuro”

//   20 agosto 2011   // 0 Commenti

papa spagna

La visita del Papa in Spagna giunge in momento drammatico per le economie mondiali e certamente il paese iberico è uno di quelli che soffrono di più: gli indignados che evidenziano il malessere della popolazione e la situazione che si è manifestata a Londra sono sintomi di una instabilità che fa il paio con quella del Maghreb e del Medioriente. La politica sta facendo poco e male il proprio lavoro, assistiamo agli appelli accorati di Obama, della Merkel o di Sarkozy, quei leader che sulla carta sembrano avere una maggiore credibilità, ma anche loro difficilmente con parole e annunci riescono ad arginare le speculazioni in atto, così come tanti esperti premi Nobel ed economisti di grande fama continuano a dire in coro che deve essere la politica a scrivere nuove regole, dove l’etica di una economia dedita al fare squadra prenda il posto al selvaggio individualismo che a nulla ormai serve se non a scavare ancora più profondo il solco fra chi è molto ricco e chi è molto povero portando anche le classi medie verso disagi economici e affossando ancora più chi cerca di risalire la china.
Il viaggio del Papa è fondamentale oggi più di prima, i giovani che lo seguono dimostrano il proprio essere ” indignados ” con il preciso impegno di dare corpo alla speranza, alla ricerca di un mondo migliore, senza spaccare vetrine o altri atti vandalici, dove i principi famiglia e condivisione siano valori applicabili alle nuove realtà. Sentiamo Buffet, il terzo uomo più ricco del mondo, dire che vuole pagare di più perchè ha di più dei suoi colleghi americani, non dimentichiamo che in Usa ci sono le multinazionali che in tanti casi hanno più soldi di tanti stati sovrani, dovrebbero essere tassati almeno per un periodo adeguato per far sì che si rilanci l’economia. Senza una classe media che consuma, senza un popolo che consuma, anche chi fa i soldi con i soldi deve poter avere aziende sulle quali fare le proprie speculazioni in borsa, se scompaiono le aziende anche le speculazioni si bloccano, allora in questo caos e nell’impotenza di leader ritardatari, legati ai sondaggi e alle elezioni, pavidi a fronte di decisioni che da sempre fanno grandi i politici elevandoli a ruolo di statisti, la voce del Papa si alza rassicurante e soprattutto in grado di incanalare le energie in positivo, dando ancora una speranza e rilanciando stimoli alle appannate figure di leader che non riescono a dare indicazioni e soprattutto essere ascoltati, dalle lobby come dai popoli. Ci riescono i paesi dove le democrazie sono energiche o inesistenti come in Cina, che con il suo capitalismo comunista segna la strada in cui sono previste ben poche divagazioni democratiche, ma la fa da padrona sfruttando le regole che più gli fanno comodo e aggirandone altre, sopprimendo come sappiamo chi non la pensa come il Governo centrale.
Dunque, la responsabilità di chi è a capo della Chiesa Cattolica  è oggi ancora più importante, non abbiamo visto però attenzione a questa visita da parte dei media nazionali molto impegnati a discettare sulle correzioni alla manovra, attenti come sempre alle polemiche di maggioranza e opposizione dalle quali si evince solo che nessuno è d’accordo con i nuovi provvedimenti; in poche parole, la solita informazione incapace di rendere davvero il servizio al quale tutti siamo chiamati divulgando messaggi e servizi che facciano anche intravedere la luce in fondo al tunnel, che oltre al buio c’è sempre la luce, e il Papa può e deve essere quel punto di riferimento per i giovani e per le folle che sempre più stanno covando il loro risentimento sotto la cenere per far sì che la forza e l’energia sia ancora indirizzata verso il bene, verso la costruzione e non la distruzione. Soltanto così si potranno affermare quei valori che i più attenti osservatori e conoscitori di politica e economia stanno evidenziando, pensando anche alle popolazioni in grande espansione come quelle africane, prima che il terrorismo islamico e i folli isolati come Breivik proliferino trovando nel caos l’humus ideale per fare esplodere le violenze omicide.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *