Otturazione con materiali compositi: un salto di qualità sotto tutti i punti di vista

//   15 maggio 2018   // 0 Commenti

otturazione

Se vi siete recati almeno una volta da un dentista, saprete sicuramente cos’è un’otturazione. Si tratta di uno degli interventi più comuni e di routine che vengono svolti in ambito odontoiatrico, che consiste nel debellare la parte cariata di un dente. Il lavoro viene poi completato da un’attenta pulizia della parte interessata e dall’utilizzo di materiali specifici per riempirla e renderla solida e forte. Questo è l’iter che riguarda un intervento di otturazione, che si può effettuare non solo in presenza di carie da rimuovere, ma anche qualora ci si trovasse di fronte a denti fratturati o rotti.

I materiali utilizzati per eseguire un’otturazione

Le otturazioni dentali hanno fatto passi da gigante anche per quanto riguarda i materiali da utilizzare. Se prima venivano effettuate perlopiù con l’amalgama d’argento, adesso dobbiamo registrare una notevole salto di qualità sia sul piano funzionale che su quello estetico. Questo grazie principalmente al’evoluzione medico-scientifica, che ha portato all’utilizzo del cosiddetto “materiale composito”: un passo in avanti notevole a beneficio di tutti i pazienti.

Ma quali sono i reali vantaggi legati a questa tecnologia?

Prima di tutto c’è da segnalare il colore. Con l’utilizzo del materiale composito infatti, si arriva a una riproduzione praticamente identica del dente originale. In questo modo l’otturazione sarà quasi invisibile: il dente apparirà assolutamente naturale e integro quando si sorride, si parla e si svolgono le normali azioni quotidiane. Una svolta per tutti coloro che devono sottoporsi ad un intervento spesso “antipatico” come un’otturazione. A beneficiarne è principalmente il lato estetico, perché si può tornare ad avere lo stesso aspetto che si aveva prima dell’ intervento. Ma non è da trascurare di certo nemmeno il piano funzionale, visto che non ci saranno problemi per la struttura e la solidità del dente. Passi da gigante della scienza, a beneficio di tanti odontoiatri di tutto il mondo. Basta ad esempio informarsi sull’ implantologia dentale in Croazia per testare con mano quanto stiamo scrivendo.

Negli anni si è lavorato, per quanto riguarda i materiali compositi, all’utilizzo delle principali varianti di bianco. Solo in questo modo si poteva riprodurre, il più fedelmente possibile, la forma e il colore del dente “originale”. Se pensiamo che in passato c’era solo il grigio a disposizione dei dentisti, ci rendiamo conto del balzo in avanti che è stato compiuto in questo senso. Basta pensare a quanto può essere impattante per una persona un lavoro svolto sull’arcata superiore: è in questi casi che il materiale composito riesce davvero a fare la differenza in termini estetici.

La natura dei materiali compositi

Dopo aver esaltato la componente estetica garantita dall’utilizzo di materiali compositi, passiamo ad analizzarne nello specifico la parte strettamente tecnica.

il materiale composito per le otturazioni comunemente utilizzato in odontoiatria viene prodotto con una resina fluida in sintetico e integrato con delle particelle riempitive di diversi materiali come il silicio, il quarzo e il vetro.

La percentuale di utilizzo dei materiali oscilla tra il 15 e il 30% per la resina sintetica, mentre la parte riempitiva ha chiaramente un apporto superiore che si aggira tra il 70 e l’85%. Chiaramente sarà sempre lo specialista a stabilire, di concerto con il paziente, come strutturare il lavoro a seconda del caso e delle esigenze specifiche di chi ha di fronte.

In ogni caso l’otturazione con materiali compositi si rivela una soluzione molto duratura nel tempo. In passato si credeva che le precedenti tecniche fossero più solide nel tempo, ma la realtà ha dimostrato che questo tipo di intervento ha una resistenza che va di pari passo con lo smalto naturale dei denti. Per questo motivo un’otturazione con materiali compositi può essere applicata anche una sola volta e garantire risultati soddisfacenti.


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