Un Natale che viene da lontano

//   23 dicembre 2011   // 2 Commenti

sol invictus natale 300x249Molti di noi credono che la celebrazione del Natale sia una festa prettamente cristiana che simboleggia la nascita del Messia Gesù, ma in realtà nasconde qualcosa di più profondo e ancestrale. Nella sua origine, infatti, si cela un intreccio di storia antica: una perfetta mescolanza di culture, riti e religioni.
È l’imperatore Aureliano a proclamare il 25 dicembre 274 d.C. il primo Dies Natalis Solis Invicti, in onore della riunificazione dell’Impero Romano. La priorità fu la coesione culturale; la scelta, perciò, ricadde sull’adorazione del Sole, presente in in tutti i popoli dell’Impero.
Se, infatti, a Roma vi era Apollo, in Grecia si pregava Helio, in Egitto Horus, mentre i siriani e gli arabi festeggiavano già dal 600 a.C. il dio Dusares precisamente il venticinquesimo giorno di dicembre.
Ma l’idea del Natale, inteso come nascita, deriva dalle popolazioni celtiche e germaniche che attraverso il culto della Yule (ruota) simboleggiavano la morte e la rinascita del sole durante il solstizio d’inverno che cade di 21 dicembre, giorno più corto e buio dell’anno.
Dalle popolazioni nordiche abbiamo anche ereditato l’usanza di adornare l’albero, tradizione proveniente dal culto sassone di Irminsul, un enorme pilastro che connette il cielo con la terra, che veniva spesso rappresentato come una grande quercia. Un dio simile a Yggdrasill delle popolazioni vichinghe.
Si potrebbe andare avanti ancora per molto, trovando analogie con le culture dei popoli più disparati.
Quello che è importante capire è che molte tradizioni, reputate nostre in maniera esclusiva, fiera e morbosa, in realtà appartengono alla storia dell’uomo nella sua accezione più universale.
È impossibile non rimaner affascinati nello scoprire quante similitudini ci siano nella diversità.
Una realtà apparentemente intangibile per i più di noi che sfiorano solo di tanto in tanto questo infinito mondo di ricerca della conoscenza. Un esempio? Apprendere, conversando con un amico competente in materia, come mai la Madonna sia così importante nella nostra cultura. Ciò è dovuto al fatto che il cristianesimo, sposando le culture pagane legate alla fertilità della terra e all’agricoltura, mette in risalto il culto della donna, simbolo di fecondità e vita. Cosa che non avviene invece nelle zone islamiche e ebraiche dove, a causa dell’aridità del suolo, si predilige la pastorizia. In questo modo la donna-madonna viene relegata in secondo piano.
Una spiegazione razionale ad un fenomeno apparentemente incomprensibile.
In una società come quella odierna, caratterizzata da diversità e pregiudizi, bisognerebbe prendere esempio dall’Imperatore Aureliano, che già aveva capito che per mantenere la pace e tenere uniti i popoli serviva innanzitutto l’affinità culturale. Festeggiamo questo Natale, allora, invocando l’uguaglianza delle persone nella maniera più ortodossa e estrema. Grazie al Natale del Sol Invictus.

di Gianluca Lattuada


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2 COMMENTS

  1. Pingback: Un Natale che viene da lontano. « Sole e Acciaio

  2. By Gianluca Lattuada, 13 agosto 2017

    Tutti i miei articoli vengono raccolti nel blog personale: http://soleeacciaio.wordpress.com/

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