Oltre il danno anche la beffa

//   18 agosto 2011   // 0 Commenti

reato omicidio stradale

Francesco Saverio Di Lorenzo Presidente ASSOCIAZIONE CULTURALE ONLUS “CARPE DIEM, nata in Calabria, sodalizio che ha nel proprio DNA la cura della legalità e la crescita civile dei cittadini.

Autore del libro UNAVITA IN PRESTITO – COME D.I.A. COMANDA.

 OLTRE IL DANNO ANCHE LA BEFFA

Introdurre il reato specifico di omicidio stradale per chi si mette alla guida ubriaco o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti,  ritengo che sia cosa buona e giusta.

Sotto tali auspici, pare che si stiano muovendo Roberto Maroni e Francesco Nitto Palma, i Ministri dell’Interno e della Giustizia, propensi a portare in uno un prossimo Consiglio dei Ministri, un provvedimento di tale portata, dopo il caso dell’automobilista ubriaco che ha causato la morte di quattro persone sull’A26, senza subire alcuna misura restrittiva della libertà personale.

E’ la risposta alla richiesta di certezza e serietà della pena, avanzata da più parti, che ne chiedono da sempre l’introduzione, a fronte delle numerose sciagure perpetrate sulle strade ad opera di sconsiderati ubriachi e drogati che distruggono in un attimo la vita di incolpevoli vittime e quella delle loro famiglie. E’ giusto e sacrosanto che chi si rende colpevole di tali disastri soggiaccia, ad una pena commisurata al danno causato e soprattutto che la condanna venga espiata da questi in carcere fino al termine.

Il nostro codice della strada rubrica tali eventi (delittuosi) nella casistica degli omicidi colposi e ne prevede il risarcimento del danno fisico e materiale, come avviene per qualsiasi altro sinistro stradale (diciamo così, comune).

Ciò che offende la pubblica opinione, è constatare quanto sia inadeguata la pena nei confronti degli autori materiali, seppure dichiarati ubriachi o in preda a sostanze stupefacenti. Tutto in virtù di una norma che giudica tali eventi scaturiti da negligenza, imprudenza, imperizia o inosservanza di leggi e regolamenti.

Si potrebbe dire, oltre il danno anche la beffa.

Ben venga, quindi, l’iniziativa dei due Ministri  che non è isolata. Tutt’altro, coincide con le aspettative e le richieste che provengono da parte della società civile che si è mobilitata da tempo per l’introduzione del reato di “omicidio stradale”, che colpisce chi guida sotto l’effetto di droga o di alcool.

Su questo versante hanno fatto sentire la propria voce associazioni di categoria e non, circoli culturali, movimenti di opinione, familiari delle vittime della strada, singoli cittadini, personalità politiche e cattedratici, tutti accumunati dal desiderio di veder passare la norma che preveda la specificità del reato.

Il provvedimento è “urgente e necessario”, ancora di più, se pensiamo che l’uomo, l’albanese che ha ucciso le quattro persone sulla A26, è stato rimesso in stato di libertà. Costui, prima dell’impatto fatale, ha percorso 30 km contromano e con un tasso di alcolemia tre volte superiore al limite. Ci chiediamo quali elementi abbiano indotto a ritenere che non sussistono pericoli di fuga o di reiterazione di condotte altrettanto scriteriate?

La superficialità di una tale decisione e le norme attuali del codice sono inefficaci, per cui ritengo sia giunta l’ora di fare ordine ed offrire alla magistratura uno strumento legislativo più idoneo e meglio attrezzato a punire reati di questo genere evitando che gli autori di omicidi in tutta regola possano andarsene in giro impunemente e tranquillamente.

Io ho votato SI per l’introduzione del delitto di omicidio stradale e tu?

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