Nutrizione e salute cognitiva: un delicato equilibrio

//   25 settembre 2017   // 0 Commenti

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Una nutrizione corretta costituisce, assieme a una adeguata attività fisica e al controllo di altri fattori di rischio, come il fumo o l’alcol, un elemento fondamentale nella prevenzione di numerose condizioni patologiche. E’ infatti ormai stato dimostrato che lo stile di vita e le scelte alimentari agiscono in modo incisivo nella possibilità di evitare lo sviluppo di malattie, di controllarne l’evoluzione o, al contrario, provocarne l’insorgenza, o di aumentare e diminuire le facoltà cognitive.

Il nostro sistema digestivo produce diversi tipi di ormoni e peptidi che influenzano i processi con cui ci alimentiamo e con cui ricaviamo energia dal cibo. Quattro di questi si sono rivelati essere importanti anche nell’influenzare le emozioni e i processi cognitivi: leptina, grelina, GLP1 e insulina.

La leptina, sintetizzata dal tessuto adiposo e deputata a ridurre l’appetito, sembra intervenire nella depressione e nelle difficoltà dell’apprendimento spaziale.

La grelina, ormone prodotto dallo stomaco quando siamo a digiuno, ha anch’essa a che fare con l’apprendimento spaziale, e con la formazione della memoria.

Il GLP1, che regola la produzione di insulina e l’uso di zuccheri da parte del muscolo, svolge un ruolo importante nell’integrazione dei processi che influenzano sia la cognizione che le emozioni.

L’insulina, ormone ben noto per le funzioni anaboliche, è implicata in disordini psichiatrici e in segnali periferici che modulano i processi mentali.

Ecco quindi che si delinea un primo schema di influenza tra cibo e cervello: quando mangiamo, a prescindere da cosa mangiamo, il nostro corpo produce degli ormoni che hanno un effetto primario sul sistema digestivo, ma che agiscono anche a livello di sistema nervoso centrale.

Sappiamo, inoltre,  che la pratica costante di attività fisica è una variabile indipendente per il nostro benessere fisico e per la prevenzione di malattie metaboliche; le ricerche ci dicono che lo sport praticato fin da piccoli permette anche di avere migliori prestazioni legate a intelligenza, memoria ed emozioni. L’attività fisica è associata a un minor declino cognitivo nell’anziano, migliore memoria nei giovani ed un più rapido recupero funzionale dopo incidenti che abbiano leso un qualche distretto del nostro sistema nervoso. Quando unita ad una dieta adeguata l’effetto è ancora maggiore, in particolare se l’alimentazione è ricca di DHA e di flavonoidi.

In ultimo, da tenere sempre nella propria dispensa per essere reattivi e concentrati ci sono i seguenti alimenti: curcuma e curry, tè verde, cacao e cioccolato, frutti di bosco, buon vino rosso, carne da allevamento non intensivo pesce azzurro, olio extra-vergine e frutta secca.

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