Nuovo Redditometro: a rischio anche gli onesti

//   6 febbraio 2012   // 0 Commenti

fabrizio frosio 300x200di Fabrizio Frosio – Presidente del PDA Partito delle Aziende

Ma cos’è il redditometro? E’ quel meccanismo ideato dall’Agenzia delle Entrate, per stimare un reddito presunto attraverso le spese sostenute e grazie ad una serie di indici prefissati al fine di determinarne una congruità; tale meccanismo è destinato alle persone fisiche. Nel momento in cui il reddito presunto si scosta di un 20% dal reddito reale, parte un accertamento, viene convocata la persona presunta incongruente che deve dimostrare di non essere nel torto (questo si scosta dalla nostra giurisprudenza che sostiene: fino a sentenza di colpevolezza si è presunti innocenti e non presunti colpevoli).

Con l’introduzione del nuovo redditometro “ probabilmente” gli evasori potrebbero avere qualche difficoltà, ma sicuramente i cittadini onesti potrebbero incorrere in spiacevoli inconvenienti. Questo perché non sempre gli accertatori intendono sentire spiegazioni, anche qualora il contribuente avesse chiaramente ragione; spesso soprattutto le persone fisiche o le microaziende, non disponendo quotidianamente di commercialisti ed avvocati, non si assumono l’onere del contenzioso e preferiscono pagare. Anche in virtù del fatto che la somma contestata va erogata immediatamente mentre se si vince il contenzioso, i tempi di restituzione passano da un minimo di 6 /7 anni.

Ma chi controlla i controllori? Questa miriade di dati da chi è garantita? Verranno ridotti i componenti delle Autorità Amministrative Indipendenti (vedi Garante della Privacy), e probabilmente anche quelli delle Autorità Garanti del Contribuente per il fisco e la burocrazia, che hanno la funzione di garantire il rapporto di fiducia tra i cittadini e l’amministrazione finanziaria che è alla base dello Statuto del contribuente e della Costituzione (come richiamato all’articolo 1 dello Statuto stesso). La nuova manovra prevede l’intervento da parte dei Comuni nei confronti dei presunti evasori, alfine di ottenere un premio pecuniario pari al 50% di quanto riscosso; inutile sottolineare la caccia alle streghe che potrebbe inevitabilmente verificarsi.

Se andiamo a verificare alcune delle 100 voci di spesa (alquanto discutibili) presenti nel nuovo redditometro possiamo confermare come lo Stato italiano, voglia controllare la nostra intimità, le nostre libere scelte che vanno dal medico e passano attraverso la possibilità (lusso) o meno di tenere un animale domestico, oppure di crearsi un’assicurazione sulla vita sapendo che la pensione lavorativa potrebbe non essere garantita nel prossimo futuro. Vedi anche il controllo totale del conto corrente con ripercussioni sui costi di gestione dello stesso, per non sottovalutare il diritto allo studio che passerà attraverso la verifica della possibilità economica del genitore.

E’ umiliante sapere che tutti potrebbero essere al corrente di tutte le tue scelte, di tutti i tuoi vizi e decisioni, non è possibile vivere guardandosi continuamente alle spalle per la paura di quello che dovrebbe essere il tuo alleato… lo Stato.
Quello stesso Stato che avrebbe potuto intervenire prima attraverso modalità meno invasive nelle tasche degli italiani, preparando il cittadino a rispettare e versare i tributi in modo più sereno, per esempio evitando la retroattività della manovra e del redditometro, permettendo di poter scaricare tutte le voci spesa contemplate nello stesso.

Uno Stato che continua a chiedere un 50/60% di tasse sul reddito ( 6/7 mesi per il socio Stato) ed in più ci sono tutte le accise (destinate ad aumentare) quindi ulteriori tasse. Sarebbe auspicabile arrivare ad un 25/30 % fisso che sicuramente proverebbe una maggiore adesione anche da parte degli evasori, comprese le aziende in crisi.
Uno Stato che nonostante abbia usufruito dei servizi delle aziende, non ha ancora estinto i debiti verso i creditori, costringendoli a chiudere e nei casi più disperati a suicidarsi; quindi uno Stato che chiede immediatamente il dovuto, pena l’intervento tempestivo di Equitalia, Agenzia delle entrate attraverso sanzioni, pignoramenti ed ipoteche, bloccando l’attività produttiva e portando inevitabilmente alla chiusura delle aziende.

Sembra che lo Stato non dispensi i soldi dovuti alle aziende al fine di mantenere Più basso il debito Nazionale, creando il così detto debito nascosto nei confronti dell’Unione Europea e della realtà finanziaria mondiale; anche se tutto il mondo della finanza, comprese le agenzie di rating sono a conoscenza di questa situazione, non ne conoscono l’entità. Credono, infatti, sia di gran lunga superiore alla realtà e di conseguenza che la nostra situazione sia equiparabile a quella Greca.
Converrebbe invece allo Stato, saldare le aziende creditrici, dimostrando che quest debito nascosto è pari a qualche punto di PIL e quindi tranquillamente sanabile dimostrando che non siamo a rischio default.

Uno Stato che non riesce ad imporsi con determinazione verso l’Europa, i particolare verso la Banca Centrale Europea (BCE) che presta i soldi alle Banche private con un tasso di interesse infimo, le quali andranno a sistemare tutte le loro manovre in negativo, attraverso investimenti in BPT ed evitando di prestare soldi (se non a tassi altissimi) ad aziende che ne avrebbero un gran bisogno ed in questo modo rallentando ulteriormente la ripresa economica.

E’ paradossale che a parlare e a decidere di tasse, di sacrifici e di risanamento dei problemi della Piccola e Media Impresa compresi i suicidi degli imprenditori, siano le persone meno indicate, cioè coloro che non si troveranno mai realmente in questa situazione. Uomini di politica con stipendi assicurati a vita, uomini di chiesa e sindacalisti, gente che non ha mai rischiato di perdere nulla compresi i loro privilegi.


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