New Panama. È prevista nel 2014 l’inaugurazione dell’ampliamento del Canale di Panama

//   24 agosto 2011   // 0 Commenti

nuovo canale panama

panama dallalto1La notizia che il Canale di Panama, storico capolavoro di ingegneria idraulica del 1914, subirà un ampliamento nel corso dei prossimi anni, suscita tra esperti dell’ambiente ingegnersitco-architettonico, esponenti politici e popolazioni dei territori interessati pareri discordanti circa la realizzazione del progetto. Il celebre Canale artificiale, lungo poco più di 81 km, inaugurato solo nel 1920 (circa sei anni dopo la sua realizzazione, per evidenti motivi legati al conflitto mondiale), permise la comunicazione diretta tra oceano Pacifico e Atlantico, evitando così a migliaia di imbarcazioni il percorso obbligato di circumnavigazione dell’intera America Latina.

Da sempre, il canale è però attraversabile solo da navi aventi determinate caratteristiche impegilo logodimensionali: le imbarcazioni infatti non possono superare i 292,68 metri di lunghezza e i 32,31 metri di larghezza (misura soprannominata a tal proposito “Panamax”), a causa della grandezza delle “conche” del Canale. La portata limitata del canale, attraversato in media da più di 14mila navi l’anno, sarà superata nel 2014 – giusto un secolo dopo la realizzazione del progetto originale -, con un piano di espansione del lungo tratto a cura del Consorzio “Grupo Unido por el Canal”, guidato da Impregilo, multinazionale italiana, fiore all’occhiello nel settore delle costruzioni e dell’ingegneria.

Secondo le dichiarazioni del Consorzio vincitore dell’appalto, oltre all’allargamento del canale, il progetto prevede la costruzione di una serie di chiuse su entrambi gli imbocchi (Pacifico e Atlantico) lunghe più di un chilometro, larghe centinaia di metri e profonde oltre 30, che consentirà, entro il 2025, il raddoppiamento delle merci in transito lungo il Canale di Panama. La continuità del  flusso di navi (dalle attuali 35 al giorno dovrebbero passare a circa 70 nei prossimi anni), punta ad accorciare le lunghe attese delle imbarcazioni per l’attraversamento del grande naviglio, snellendo anche gli intasamenti dovuti agli ormeggi delle navi al largo delle coste, costrette ad aspettare il proprio turno per giornate intere.

paname alto2Armatori, ingegneri e costruttori navali hanno subito iniziato i lavori di adeguamento delle proprie imbarcazioni ai nuovi canoni dimensionali del canale in fase di espansione; al varo quindi la nuova misura (“New Panamax”) per le strutture marittime che solcheranno i due oceani sfruttando il Canale: imbarcazioni più lunghe del 25 per cento, più larghe del 50 per cento e con un pescaggio in grado di trasportare un carico due o tre volte maggiore.

Un affare, quello del New Panama, da 5,25 miliardi di dollari e “con un grande impatto sugli altri Paesi”, secondo Jorge L. Quijano, vice presidente dell’Autorità Panama Canal, che dirige il Canale da quando gli Stati Uniti lo hanno consegnato a Panama nel 2000. Certo, un piano infrastrutturale in grado di muovere e risvegliare il commercio e l’economia mondiale, di creare migliaia di nuovi posti di lavoro, e riattivare il flusso navale. Ma soprattutto un affare per lo stato di Panamá, che trova nella tassazione dell’attraversamento del corso marittimo la sua fonte principale di sostentamento.

La realizzazione del progetto, approvato con referendum popolare nel 2006, desta però anche polemiche e risentimenti sia da parte della popolazione che, a quanto parte, dalla classe dirigente del governo panamense: secondo note governative pubblicate dall’organizzazione internazionale WikiLeaks, Juan Carlos Varala, vice presidente della repubblica di Panamà, avrebbe definito il progetto iniziato nel 2007 “un vero disastro”. La domanda allora sorge spontanea: sarà l’Autorità del Canale di Panama, istituzione di un paese colpito da un debito estero vertiginoso e coperto per anni da scandali e corruzione, all’altezza della gestione di un progetto monumentale e ambizioso come questo?


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