Nuove ricette per un’Italia da risanare

//   17 settembre 2011   // 0 Commenti

crisi di panico cosa fare curarleSiamo alle solite: tutta la stampa pubblica in prima come apertura la questione intercettazioni che riguarda, evento quasi unico, il Presidente del Consiglio. Fatti illegali che tutti i media contribuiscono a spacciare per verità assolute e soprattutto un diritto. Ma sembrerebbe l’esatto contrario e noi, come giornale, non vogliamo unirci al coro delle comari (perchè di questo si tratta). Quelli che non hanno evidentemente niente di meglio da pubblicare, come le pecore di un gregge, che ha un buon pastore e che tutti seguono come ovini ottusi anche per sentieri perigliosi, di quelli che portano nel proverbiale pozzo.
Noi preferiamo essere fra quelli che tirano l’acqua dal pozzo, quella più potabile, seguiamo i commenti sull’economia perchè è quella che deve interessare. Dopo la finanziaria il problema rimane sempre lo stesso: il debito pubblico. Oltre 1900 miliardi di euro, dobbiamo fare cassa e abbattere il debito, vendere asset demanio e aziende, impegnare parte dell’oro di cui siamo ricchi possessori, abbattendo di 500 miliardi il debito stesso. Solo questo ci porterà ad avere meno carico di interessi da pagare ogni anno, come per le famiglie il mutuo con l’aumento della rata.
Dovremo poi sburocratizzare non solo la facilità nel dare vita ad un’impresa, ma anche facilitarne l’operazione per le giovani leve. Per coloro che fra i 18 e 35 anni hanno voglia di crearne una, allora liberiamoli da Irap, oneri sociali e tasse almeno per i primi 5 anni. Equipariamoci al resto delle regole aziendali allineandoci all’articolo 18 che darà chance alle neoimprese. Giovani che oggi disoccupati si guardano intorno, potranno mettere insieme le forze e dare corpo alle idee, che non mancano fra le nuove generazioni. Ma bisogna frenare le zavorre delle spese generali che, in tanti casi azzerano le energie anche dei più volenterosi. Fra i nostri giovani non mancano espressioni vitali di grande creatività.

Dovremo incentivare davvero gli investimenti stranieri con detassazioni per tutti coloro che vogliono investire in Cina, Usa e India, ogni paese potrà trovare nell’ Italia il posto in grado di valorizzare al massimo le energie economiche e di manualità che, i paesi emergenti/ paesi vincenti hanno già. Tutto cio’ rappresenterebbe un volano per le nostre Pmi. Siamo italiani, abbiamo caratteristiche uniche che attraverso capitali freschi possono decollare, non rimanendo così chiusi in cassetti senza salvadanaio. Pochi ingredienti per una ricetta, aurora di nuove leggi economiche interne, per una rivoluzionaria manovra fiscale, quella che tutti annunciano come indispensabile ma poco visibile all’orizzonte. Tutti si professano liberali, chi da destra chi da sinistra, tutti concordi sui capitoli da affrontare.

Vorremmo così che la grande stampa, quella che fa opinione, avesse scrupolo per la verità delle priorità, i lettori dovrebbero essere affiancati dalla stampa che però, come il fuoco amico ti è a fianco e poi ti bombarda, con l’illegalità partecipata delle intercettazioni pubblicate. Repubblica, il Corriere, La Stampa, Il Giornale, Quotidiano Nazionale e tutti gli altri avessero scritto in coro, anche con l’ironia e la satira del “Il Fatto”, le 4/5 cose da fare. Si sarebbe reso un vero servizio al paese essendo migliori, almeno per una volta di chi sempre critichiamo.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *