Not in my term of office

//   12 settembre 2011   // 0 Commenti

poltrona 300x188Abbiam detto in più occasioni che l’irresponsabilismo è una delle chiavi di volta della frammentazione di poteri e di competenze che caratterizza il costume italico nella gestione della Cosa Pubblica. E per responsabilità si vuole intendere precisamente la possibilità di essere chiamati a rispondere del proprio operato.
Uno degli aspetti storici e cronici di questo atteggiamento di inazione e sovente purtroppo di malaffare è il timore quasi religioso di guardare avanti, nel senso di uno sviluppo dell’azione politica che vada al di là di quei gesti minimi finalizzati ad assicurarsi il rinnovo del mandato elettorale o di nomina. Per fare un esempio banale, l’Italia è uno dei Paesi che meno investono sulla prevenzione in sanità, per la semplice ragione che i risultati di tale iniziativa si vedrebbero solo dopo anni, per l’appunto durante il mandato di un altro: quale ministro o direttore generale di ULSS vorrebbero augurarsi di lavorare per la gloria altrui?
Not in my term of office (NIMTOO, non durante il mio mandato) è una felice espressione anglosassone, ricordata di recente da Fulvio Conti, AD dell’Enel, proprio nell’occasione di chiedere maggior coraggio alla classe politica nell’investire sul futuro, che ben descrive questa pericolosa tendenza a lasciar tutto com’è. La quale espressione può declinarsi nei comportamenti silenziosi ed omissivi che consistono nel non intraprendere quegli aggiustamenti e progetti a lungo termine che metterebbero in sicurezza il Paese, ovvero diventare stentorea fanfaronaggine nei termini devono passare sul mio corpo quando si tratta di fare scelte difficili come ridimensionare un sistema previdenziale sproporzionato e insostenibile, o smantellare enti locali e clientele connesse che ci dissanguano da troppo tempo, o ancora fare scelte energetiche o logistiche o infrastrutturali cercando di vedere più in là dei piccoli egoismi delle popolazioni residenti.
Forse un mandato in Italia dura troppo poco, o forse troppo alta è l’età media di chi lo ricopre, o troppo volubile chi è chiamato a riconfermarlo; ma in tutto questo sicuramente troppo scarso il senso di responsabilità da ambo le parti. Eppure il NIMTOO, espressione non a caso straniera, si riferisce a durate istituzionali anche più brevi delle nostrane, ma che non impediscono altrove di intraprendere disegni che vanno ben oltre le brevi prospettive di riconferma. Siamo pertanto obbligati a considerare che la mancanza di senso di responsabilità e l’incapacità di guardare al futuro mettendosi in discussione nel proprio presente, è una delle grandi malattie storiche italiane che stiamo pagando e pagheremo.

Carlo Matteo Peruzzini


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