Non siamo sognatori ma idealisti senza illusioni

//   5 giugno 2012   // 0 Commenti

Idealisti___________________1go_bigger

Dai rilevamenti ISTAT dell’ultimo trimestre in Italia la disoccupazione è stimata al 10,9%, un solo decimo inferiore a quella media europea, con il dato drammatico della disoccupazione giovanile al 35,9%.
Quasi quattro giovani su dieci risultano disoccupati. Una situazione mai sperimentata prima nel nostro Paese almeno dalla generazione, come la mia, nata con la Repubblica.
Avevamo sperato, illudendoci, che con la moneta unica dell’euro avremmo conosciuto con la libera circolazione delle persone, delle merci e l’ampliamento dei mercati, più occupazione, meno inflazione e una condizione di vita generalmente migliore all’interno dell’Unione.
Le spietate analisi che hanno condotto in questi giorni gli amici Nino Galloni e Marcello Di Tondo, puntualmente da noi editate sul nostro blog (www.insiemeweb.net) ci hanno rivelato le ragioni e le responsabilità che stanno alla base di questa enorme crisi economica e finanziaria, che sta provocando conseguenze imprevedibili sul piano dei comportamenti sociali e politici di cui l’astensionismo e i risultati delle ultime elezioni amministrative sono solo un assaggio di ciò che potrà accadere di qui al fatidico 2013.
La crisi politica, economica e finanziaria si accompagna ad una crisi sociale, culturale e morale che non lascia indenne alcuno dei settori in cui si articola la vita nel nostro Paese: dal calcio, alle istituzioni e nel cuore degli organismi dirigenti (banchieri, imprenditori, dirigenti pubblici e privati) sino al sancta sanctorum della stessa istituzione ecclesiastica sottoposta ad una serie di attacchi concentrici dall’interno e dall’esterno di proporzioni inaudite.
La drammatica vicenda del terremoto che ha colpito le zone di confine di quella bassa emiliano-veneto-lombarda, a me assai cara, si accompagna ad una situazione di crisi, sicuramente tra le più gravi vissute nel dopoguerra.

Mai la credibilità della politica era giunta così in basso e. d’altra parte, quando si assiste sbigottiti e increduli a ciò che sta emergendo nell’affare Margherita-Lusi a proposito della gestione irresponsabile e truffaldina dei cosiddetti rimborsi elettorali è difficile che la gente non reagisca. Si comincia con l’astensione e il voto di pancia e di protesta a favore di Grillo e dei suoi giovani puliti, ma si corre il rischio di una delegittimazione totale con la politica delle stesse istituzioni repubblicane.
E’ in questo quadro che, grazie a una sentenza definitiva della Cassazione, con un gruppo di “democristiani non pentiti” si é deciso di ricostruire gli organi di un partito che non è mai stato giuridicamente sciolto.
Lo abbiamo fatto e continuiamo a lavorare verso il XIX Congresso nazionale della DC, non con la testa rivolta all’indietro e/o sostenuto da inutili sentimenti nostalgici, ma nella convinzione che si tratta di ripartire dai fondamentali della migliore tradizione democratico cristiana per ridare all’Italia una speranza.
Nel fallimento totale delle ideologie che hanno caratterizzato tutta la seconda metà del secolo scorso e della fase postbellica in Italia e in Europa e con la fine delle illusioni della seconda repubblica, nello sfacelo totale dei partiti sopravvissuti e ricostituiti su basi cesariste e leaderistico- personali, con istituzioni occupate a tutti i livelli da nominati, ossia cooptati in molti casi senz’arte né parte, crediamo sia necessario partire dal passato per costruire insieme alle vecchie e nuove generazioni una forma diversa di partecipazione politica.
Nostro obiettivo è quello di favorire il passaggio dal vecchio al nuovo con metodo democratico e costruire insieme un nuovo modo di fare politica, con strumenti di ampia partecipazione democratica diretta e con un sistema di rappresentanza di eletti scelti dagli elettori con mandato a termine, fondato sulla passione civile e la volontà di servire il bene comune.

Concordiamo tutti noi sulla necessità di ricostruire attraverso il ritorno della funzionalità della DC una presenza rinnovata dei cattolici all’interno della città dell’uomo.
Riconosciamo tutti noi che, nello sfascio generale della politica e dei partiti espressione della crisi della seconda repubblica, esiste una domanda forte di rappresentanza e una richiesta di speranza e di un’offerta politica ispirata dai valori della dottrina sociale della Chiesa.
Concordiamo tutti noi sulla necessità di concorrere, con quanti intendono riconoscersi nei valori sturziani e degasperiani e sugli orientamenti pastorali della Caritas in Veritate e con coloro che sono portatori di diversa ispirazione ideale, alla costruzione della sezione italiana di un PPE, ricondotto alla coerenza dell’ispirazione dei padri fondatori: Adenauer, De Gasperi, Schuman.
Non siamo sognatori, ma kennedyanamente degli “idealisti senza illusioni”.
Ce la faremo? Dipenderà dalla nostra determinazione e se con lo spirito di uomini “Liberi e Forti” riusciremo a organizzare per il prossimo XIX Congresso una proposta politica e programmatica all’altezza delle attese di una società stanca e sfiduciata.
Non lo facciamo per noi, ma per le nuove generazioni alle quali intendiamo consegnare il testimone di una tradizione che ha fatto grande l’Italia e che è stata alla base della migliore stagione europea.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *