No Tav, non scherziamo!

//   13 settembre 2011   // 0 Commenti

Scontri tra No Tav e forze dell'ordine

Francesco Saverio Di Lorenzo Presidente ASSOCIAZIONE CULTURALE ONLUS “CARPE DIEM, nata in Calabria, sodalizio che ha nel proprio DNA la cura della legalità e la crescita civile dei cittadini.

Autore del libro UNAVITA IN PRESTITO – COME D.I.A. COMANDA.

E’ da tempo che il sindacato di polizia SAP lamenta un’eccessiva e spropositata protesta dei cosiddetti No-Tav. Io stesso su questo giornale mi sono occupato più volte della questione, mettendo in guardia l’opinione pubblica e gli stessi abitanti della Val di Susa da possibili infiltrati e facinorosi che nulla hanno a che fare con la sacrosanta protesta civile e democratica di chi non vorrebbe la realizzazione dell’opera.

Il Ministro dell’Interno Maroni ha accolto e fatto sue le proteste del SAP circa la volontà di andare oltre da parte di alcuni. “…temo che questi (manifestanti) hanno intenzione di uccidere e temo che sia così, perché quando prendono le bombe carta, le molotov, i massi da lanciare addosso a poliziotti e carabinieri, si ha intenzione di uccidere” – ha dichiarato Maroni.

E’ di queste ultime ore il ritrovamento nella boscaglia intorno ai lavori dell’alta velocità di un “ariete” in legno perfettamente funzionante e pronto all’uso per il lancio a distanza di oggetti chiaramente e deliberatamente diretti ad offendere le persone.

A questo punto, fermiamoci per l’amor di Dio!

Una vita umana da qualunque parte sia schierata e qualunque settore della società rappresenti deve essere protetta e salvaguardata sempre e comunque.

E’ chiaro che per alcuni non è così. Gli abitanti della Valle e coloro che capeggiano o partecipano alle proteste devono assumersi la responsabilità di ciò che fanno e controllare che al loro interno non si annidino violenti delinquenti. Costoro sono pronti a correre là dove vi sia la concreta possibilità di colpire lo Stato costituito e chi lo rappresenta. Li troviamo nelle manifestazioni politiche, in quelle sindacali, in quelle sportive e così via. Per essi è facile cavalcare la protesta ed insinuarsi tra le fila dei contestatori o delle tifoserie che dir si voglia. Sono preparati e capaci si assumere il controllo, di gestire la folla, poco attenta e facilmente manovrabile se sollecitata nel modo giusto.

E’ grave se si prova a rivoltare la frittata asserendo che le azioni provocatorie provengano dall’altra parte, cioè dalle forze dell’ordine. Vanno in tal senso le dichiarazioni rilasciate da uno dei leader del movimento No-Tav e la cosa mi fa sorridere, seppure si possa comprendere lo stato di agitazione e la difesa d’ufficio di chi si arroga diritti che visto sotto l’ottica dell’ordine pubblico e della corretta applicazione di un dispositivo governativo ed istituzionale che ne tutela la legittimità, onestamente appare del tutto fuori luogo.

Ogni opera che produce cambiamenti strutturali nel territorio e coinvolge la vita privata dei singoli può provocare insoddisfazione ed incomprensione, è sintomatico. E’ accaduto per quanto concerne il ponte sullo Stretto di Messina, anch’esso avversato e contestato, si evidenzia quando si effettuano lavori di restailing delle nostre città, è stato e sarà sempre così..

Il metro di giudizio opportuno è quello di stabilire quanto quell’opera sia utile o meno alla collettività. Prevedere, insomma, se l’interesse generale vada ad inficiare quello particolare e viceversa.

Sull’alta velocità e sui lavori in Valle di Susa ritengo che non ci siano dubbi.

Semmai i promotori dei No-Tav, con a capo gli amministratori locali, potrebbero collaborare e proporsi parte diligente proponendo soluzioni e varianti tali da andare incontro alle esigenze della valle il cui ambiente e la pace è stata per certi versi sconvolta dall’opera giganteggiante e futuristica.

Sotto questo aspetto mi sento di solidarizzare con loro.


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