Nba, lockout confermato. Saltano le prime 2 settimane di regular season

//   11 ottobre 2011   // 0 Commenti

david stern nbaFumata nerissima. Prosegue il braccio di ferro tra presidenti dei club e giocatori della NBA, ed ora il lockout è ufficiale. Saltano le prime due settimane di regular season, e la prima certezza è che, per la prima volta dal ’98-’99, si giocherà una stagione ridotta. 13 anni fa, il campionato iniziò solo a febbraio, dopo sei mesi di lock-out. L’Nba perse 464 partite sulle 1230 in programma, mentre per ora è stata cancellata tutta la preseason (114 partite per una perdita totale di 200 milioni di dollari) più 15 giorni di gare. Vedremo fino a che punto si arriverà e quando si comincerà a giocare. Posto che Oltreoceano la palla inizi davvero a rotolare.

Le parti in causa sono infatti lontanissime. L’ennesimo e vano tentativo di accordo non ha fatto altro che prolungare la serrata, giunta al 102° giorno. In particolare, manca l’accordo sulla ripartizione delle risorse tra presidenti dei club e giocatori. Le società chiedono ai giocatori di scendere dal 57% al 47%, mentre il sindacato non intende abbassare la percentuale oltre il 53%. I team denunciano che il sistema attuale non è più sostenibile visto che lo scorso anno solo otto società hanno ottenuto degli attivi, per perdite complessive di 300 milioni di dollari. I giocatori ribadiscono che gli introiti sono aumentati grazie ai diritti tv. Visioni inconciliabili che non permettono nemmeno di passare ai punti successivi: salary cap, luxury tax e durata dei contratti.

Sconsolato il commissioner David Stern (nella foto):  ”La forbice è talmente grande che non può essere colmata al momento. Ogni giorno che passa ci deve far pensare ad ulteriori cancellazioni“. Da parte loro, i giocatori non intendono mollare di un centimetro, come chiarisce Billy Hunter, direttore esecutivo dell’associazione dei giocatori. “Sono convinto che tutto questo faccia parte del piano. Tutti aspettano che i giocatori cedano, magari credono che tutto finirà perchè i giocatori non ricevono un assegno o due, ma questo non succederà, i giocatori non molleranno“. Stagione NBA realmente a rischio annullamento? Per Hunter no: “Sarebbe folle da parte loro -ha dichiarato riferendosi ai presidenti delle squadre- cancellare l’annata. Veniamo dal miglior campionato Nba (in termini di entrate e ascolti tv, ndr) e, parlando di economia, non sono sicuro che la Lega recupererà da un lungo lockout“. Il braccio di ferro continua.


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