Nautica: tra l’orgoglio degli appassionati e il pregiudizio per la categoria. Ultima chiamata per salvare il settore

//   12 ottobre 2012   // 0 Commenti

salone nautico genova 2011

di avv. Nunzio Bevilacqua

“Un comparto industriale come quello della nautica con i suoi primati internazionali e la sua capacità di sviluppare indotto economico ed occupazionale lungo le coste del nostro Paese deve poter contare su una più chiara legislazione, sensibile alle reali esigenze, quelle della gente che lavora nel settore.
Da una parte la crisi economica, dall’altra un “atavico pregiudizio” per la categoria hanno fatto di questo 2012 l’anno orribile per il comparto, lasciando dietro di sé disoccupazione e “svuotamento” dei porti nostrani.
Dobbiamo in ogni modo scongiurare il rischio che alcuni indirizzi politico-normativi recenti possano inasprire questa situazione.
Occorre, dunque, tracciare un quadro di politiche fiscali, leasing e prassi amministrative non afflittive o punitive. Occorre farlo mettendo a confronto da subito, in tutte le sedi, amministrazioni pubbliche e operatori nazionali e internazionali alla luce delle sfide che l’economia globale pone alla nautica da diporto”

“Sono particolarmente vicino alle vicende che toccano i piccoli imprenditori balneari, i quali in molti casi hanno instaurato un rapporto “irripetibile” con il territorio e che rischiano oggi, con la Bolkestein, di non sopravvivere con la propria attività. La “legge di interpretazione” potrebbe ricavare alcuni casi di deroga senza però riuscire ad escludere la materia dalla direttiva. Sarebbe necessario da parte del nostro Paese un maggiore interesse alla fase genetica delle normative europee, in quella sede si potrebbero sollevare istanze e proporre interventi correttivi derivanti dalle nostre peculiarità territoriali. Nella fase applicativa della normativa europea, quando è già venuta ad esistenza la norma, siamo limitati ad “acrobazie legislative” per ottenere dei risultati tutt’altro che soddisfacenti”

“Occorre rilanciare l’immagine della nautica italiana, da sempre di grande richiamo a livello mondiale, affinché si riprenda ad investire su di essa e fare in modo che in tutte le località costiere e insulari si riappropri della funzione di volano imprenditoriale per le economie del territorio; lo sviluppo della fascia dei natanti consentirà quell’auspicato passaggio generazionale dei “valori del mare”e la creazione degli utenti sportivi e diportistici di domani, senza i quali il settore, e le molte Pmi ancora, fortunatamente, operanti, non hanno futuro.”


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