Nautica, la nuova tassa di stazionamento mette a rischio 8mila posti di lavoro

//   2 febbraio 2012   // 1 Commento

tassa stazionamento

Ucina, Federagenti, Assomarinas e Assonat uniti in un unico appello al Governo: riconsideriamo insieme la tassa di stazionamento. Il settore nautico si mobilita per opporsi alla nuova tassa imposta dal cosiddetto “Decreto Salva Italia” del Governo Monti. Una normativa pensata per colpire i “ricchi” ma che in realtà affosserà ancor di più lavoratori e imprenditori: gli effetti potrebbero essere devastanti, calcolate dalle associazioni nei termini di 8000 posti di lavoro in meno e 30mila imbarcazioni in fuga dall’Italia verso altri lidi (Francia, Slovenia, Croazia). Danni limitati last minute con un emendamento, il comma 5 bis dell’articolo 16 che dispensa dalla nuova tassa “le unità nuove con targa di prova, nella disponibilità di qualsiasi titolo del cantiere costruttore, manutentore e distributore”.

Ma la grande fuga è già iniziata. La tassa rappresenta l’ultima pietra al collo di un settore già in fortissima crisi, uno di quelli che maggiormente ha risentito della recessione con riduzioni dei fatturati nell’ordine del 70-80%. La nautica, fiore all’occhiello del Made in Italy, invece di poter investire, si ritrova oggi a dover lottare per la sua stessa sopravvivenza, vittima di una visione elitaria che gli viene comunemente (ed erroneamente) attribuita. Prendersela con la nautica rappresenta invece un autogol clamoroso. Potrebbe primeggiare nel mondo, far da spalla e volano al turismo, e invece l’Italia è un paese dove l’arte e la storia sono tenuti in maniera rovinosa e vergognosa, dove è normale chiudere un museo la domenica, dove le imbarcazioni diventano l’incarnazione dei nostri problemi. Così facendo, non otterremo altro che nuovi disoccupati e l’ennesimo contraccolpo sul Pil.

Il testo integrale della tassa di stazionamento

Il decreto-legge 6 dicembre 2011 n. 201 “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”, conosciuto anche come “Decreto Salva Italia” del Governo Monti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 284 del 06.12.2011 – Supplemento Ordinario n. 251, all’Art. 16, “Disposizioni per la tassazione di auto di lusso, imbarcazioni ed aerei”, ha reintrodotto nel nostro ordinamento una tassa sullo stazionamento delle unità da diporto dovuta da tutte quelle di lunghezza superiore superiori a 10 metri a partire dal 1° Maggio 2012.
La legge 22 dicembre 2011 n. 214, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 27.12.2011 – Supplemento ordinario n. 276, ha convertito definitivamente in legge il decreto apportando alcune modificazioni (es. riduzione della tassa per vetustà delle unità da diporto) dettate anche dalla protesta di tutto il mondo della nautica per un provvedimento che può dare il colpo di grazia al settore già disastrato.

Ricordiamo che la “vecchia” tassa di stazionamento era stata abolita nel 2003 dall’Art. 15 della Legge 8 luglio 2003, n. 172 di riforma della nautica (“Disposizioni per il riordino e il rilancio della nautica da diporto e del turismo nautico”).

Nota: salvo diversa indicazione tutti i riferimenti normativi che seguono (es. comma 2, comma 3, ecc.) si referiscono all’Art. 16 del citato decreto-legge n. 201/2011 così come emendato dalla legge di conversione n. 214/2011.

Il comma 2 prevede dunque che dal 1° Maggio 2012 tutte le unità da diporto che stazionino nei porti marittimi nazionali, che navighino o che siano ancorate in acque pubbliche anche se in concessione a privati, sono soggette ogni anno al pagamento della tassa di stazionamento, calcolata in base alla tariffa giornaliera sotto riportata.

Lunghezza dell’unità da diporto

Da metri a metri Euro
10.01 12.00 5
12.01 14.00 8
14.01 17.00 10
17.01 24.00 30
24.01 34.00 90
34.01 44.00 207
44.01 54.00 372
54.01 64.00 521
64.01 oltre 703

Ai fini dell’applicazione e del calcolo della tassa di stazionamento dovuta, la lunghezza in metri dell’unità da diporto cui fare riferimento (comma 6) è quella misurata secondo le norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666 per la misurazione dei natanti e delle imbarcazioni da diporto, corrispondente al vecchio concetto di “lunghezza fuori tutto” al netto di eventuali appendici aggiunte, quali ad esempio piattaforme, plancette, bompressi, ecc. che siano smontabili senza arrecare danni alla struttura dello scafo e/o all’appendice stessa.

La nuova tassa, a differenza dalla vecchia tassa di stazionamento abolita nel 2003, va pagata per ogni giorno o frazione di effettiva messa in acqua dell’unità da diporto ed indipendentemente dalla nazionalità della stessa.

Il comma 7 demanda ad un successivo provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate (tuttora non emanato) le modalità ed i termini di pagamento della tassa di stazionamento, di comunicazione dei dati identificativi dell’unità da diporto e delle informazioni necessarie all’attività di controllo. In ogni caso dovrà essere possibile effettuare il pagamento con moneta elettronica.

Il comma 8 stabilisce che la ricevuta di pagamento, anche elettronica, dovrà essere esibita dal comandante dell’unità da diporto all’Agenzia delle dogane oppure all’impianto di distribuzione di carburante, per l’annotazione nei registri di carico-scarico ed i controlli a posteriori, al fine di ottenere l’uso agevolato del carburante per lo stazionamento o la navigazione.

L’omesso, ritardato o parziale pagamento della tassa di stazionamento (comma 10) comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa tributaria dal 200% al 300% dell’importo non versato oltre all’intero importo della imposta dovuta.

Le Capitanerie di porto, gli organi di polizia giudiziaria e tributaria e tutte le altre forze preposte alla tutela della sicurezza e alla vigilanza in mare (comma 9) possono effettuare il controllo dell’avvenuto pagamento della tassa di stazionamento elevando verbale, in caso di violazione, da trasmettere alla direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate competente per territorio, in relazione al luogo della commissione della violazione, per l’accertamento della stessa .

Esclusioni dal pagamento

Sono escluse dal pagamento della tassa di stazionamento:
unità da diporto di proprietà o in uso allo Stato o ad altri Enti pubblici;
unità obbligatorie di salvataggio;
battelli di servizio, purché rechino l’indicazione dell’unità da diporto al cui servizio sono posti;
unità che si trovino in un’area di rimessaggio e limitatamente ai giorni di effettiva permanenza in rimessaggio (comma 5-bis);
unità da diporto possedute ed utilizzate da enti ed associazioni di volontariato esclusivamente ai fini di assistenza sanitaria e pronto soccorso;
unità nuove con targa di prova, nella disponibilità a qualsiasi titolo del cantiere costruttore, del manutentore o del distributore;
unità ritirate dai cantieri costruttori o distributori con mandato di vendita ed in attesa del perfezionamento dell’atto.

Riduzioni della tariffa

Secondo quanto previsto al comma 3, la tassa di stazionamento, calcolata in base alla tariffa giornaliera di cui sopra, è ridotta alla metà nel caso si tratti di:
unità a vela con motore ausiliario;
unità di lunghezza fino a 12 metri, utilizzata esclusivamente dal proprietario residente, come proprio mezzo di locomozione abituale, nei comuni ubicati nelle isole minori italiane oppure nella laguna di Venezia.
Riduzione della tariffa per vetustà dell’unità da diporto

Il comma 15-ter, aggiunto dalla legge di conversione del decreto, ha inoltre introdotto un’ulteriore riduzione della tassa di stazionamento in funzione degli anni trascorsi dalla costruzione dell’unità da diporto come indicato dalla seguente tabella:

Anni dell’imbarcazione – Riduzione della tassa
5 15%
10 30%
15 e oltre 45%

La riduzione della tassa per vetustà si applica alla tariffa eventualmente già ridotta secondo quanto disposto dal comma 3 di cui sopra. Il numero di anni indicato decorre dal 1° Gennaio dell’anno successivo a quello di costruzione dell’unità da diporto. Pertanto se ad esempio un’imbarcazione viene ultimata il 10 Gennaio 2012, la data da prendere come riferimento sarà il 1° Gennaio 2013 ed avrà pertanto 5 anni (15% di riduzione della tariffa) a partire dal 2018.

fonte: www.nautica.it/norme/tassa-stazionamento.htm


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1 COMMENT

  1. By Tommaso, 29 maggio 1695

    Primo: ho riguardato il testo è non c’è riferimento ai coefficienti di vetustà.

    Secondo: la tassa è calcolata sugli effettivi giorni di permanenza nelle acque nazionali. Facciamo l’esempio mi voglia recare all’estero dal 1°di Luglio (facciamo con rientro 1°Gennaio) al 30 Giugno (malauguratamente) causa panne del motore non parto.
    Ovviamente avrò pagato la tassa fino al 1° compreso. Ebbene, cosa devo fare?
    Paghiamo tutti la tassa per 365 giorni per far contento Marietto?

    Rispondi

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