Naufragio Costa Concordia, i numeri del risarcimento danni

//   28 gennaio 2012   // 0 Commenti

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“Alcune centinaia di consumatori hanno già dichiarato di volersi avvalere dell’accordo che consentirà rimborsi in tempi strettissimi”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), in riferimento all’accordo tra Costa Crociere e le associazioni dei consumatori per i risarcimenti dei passeggeri vittime del naufragio del Costa Concordia.

“L’accordo -precisa Dona- non è vincolante e quindi lascia liberi i consumatori di rivolgersi al giudice. Va ricordato, comunque che quanti accetteranno eviteranno le lungaggini e le incertezze di una causa civile decennale”.

Facciamo qualche calcolo: i passeggeri della nave crociera erano 3206, di cui 989 italiani (gli altri di 61 nazionalità diverse); la compagnia, che complessivamente ogni anno ospita circa due milioni di passeggeri, ha stabilito per ciascun passeggero del Concordia un indennizzo in denaro di 11 mila euro ai quali si aggiungono rimborsi che possono superare i 3000 euro. Sulla base delle segnalazioni ricevute, vediamo infatti il caso di questa famiglia di quattro persone composta da due adulti e due bambini:

RIMBORSO FORFETTARIO

11 mila euro x 4

44 mila euro

 

PREZZO CROCIERA

900 euro x 2 persone

1800 euro

SPESE VIAGGIO PER L’ARRIVO AL PORTO DI PARTENZA

170 euro x 4 persone

680 euro

SPESE A BORDO

300 euro x 2 persone

600 euro

SPESE MEDICHE

90 euro x 4 persone

360 euro

SPESE VIAGGIO PER IL RIENTRO A CASA

170 euro x 4 persone

680 euro

RIMBORSO BAGAGLIO DA MONDIAL ASSISTANCE

1400 euro x 2 persone

2800 euro

RESTITUZIONE BENI CASSAFORTE CABINA (se non danneggiati)

600 euro x 2 persone

1200 euro

CONSULENZA PSICOLOGICA (su richiesta)

200 euro x 4 persone

800 euro

TOTALE

INDENNIZZO + RIMBRORSI

 

14830 euro

 

52920 euro

 

“Questi numeri -commenta il Segretario generale- dimostrano la bontà dell’accordo in termini quantitativi e di tempistica: chi critica l’intesa non sa (o preferisce tacere) le difficoltà di un processo nel quale sarà necessario provare dettagliatamente i danni ed attendere i lunghi tempi del giudizio. Poi -conclude l’avvocato Dona- sui media non mancano mai gli speculatori che preferiscono vendere illusioni per un po’ di visibilità alle spalle dei consumatori danneggiati”.


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