Nasce il museo “Archeologia per Roma: dal centro storico alla città storica” a Tor Vergata

//   22 ottobre 2014   // 0 Commenti

L’archeologia come recupero della memoria storica del luogo

museo tor vergata 2

 

Nei giorni scorsi è stato inaugurato, alla presenza del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini e del Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata Giuseppe Novelli, il museo Archeologia per Roma: dal centro storico alla città storica, presso il campus dell’Università di Roma Tor Vergata.
Il museo è stato realizzato attraverso il progetto “Roma fuori dai Fori”. I lavori di ristrutturazione e adeguamento di Villa Gentile a sede museale e l’allestimento necessario, sono stati finanziati da ARCUS S.p.A., società controllata dal Mibact, per importo di quattrocentomila euro.
L’opera è stata ideata e curata da Andreina Ricci, docente di Archeologia classica dell’ateneo, con la collaborazione di Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, Ettore Pietrabissa, direttore generale di ARCUS S.p.A. e Stefano De Caro, direttore generale dell’ICCROM, il centro internazionale per lo studio e la preservazione e il restauro del patrimonio culturale. Fondamentale è stato il lavoro svolto del Cester (Centro per lo studio delle Trasformazioni del territorio) di Tor Vergata: da oltre 20 anni è impegnato nell’archeologia romana, con particolare riguardo al rapporto tra i resti del passato e la città contemporanea.
L’ambizione dell’opera si intuisce dal sottotitolo: fuori dal centro storico esiste una città storica che custodisce reperti antichissimi. “Morte” e “vita domestica” i due grandi temi del museo, frutto di indagini su necropoli e ville risalenti a periodi compresi fra l’età repubblicana e il tardo-antico.
“Prezioso arricchimento delle attività tradizionali dell’Ateneo di Roma Tor Vergata, il Museo offre uno sguardo nuovo e diverso al patrimonio archeologico romano, soprattutto per ciò che concerne il rapporto fra centro e periferia. Il Museo è aperto non solo agli studenti, ma anche a tutti i cittadini: un esempio di terza missione e di ulteriore contributo dell’Ateneo, dunque, allo sviluppo culturale del territorio” ha dichiarato Giuseppe Novelli, Rettore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
“Abbiamo sostenuto con convinzione questo progetto – ha aggiunto il direttore generale di Arcus Ettore Pietrabissa – per consentire la valorizzazione e la fruizione del patrimonio archeologico diffuso della periferia sud orientale di Roma.” Come ha illustrato la prof.ssa Andreina Ricci la ricerca sul nuovo polo museale assume il significato di rivolgere uno sguardo meno consueto all’archeologia romana come superamento di “politiche della tutela troppo spesso concentrate sul solo centro urbano o immobilizzate nell’ormai radicato e annoso conflitto fra conservazione e trasformazione.”
“Una grande sfida e un segnale importante che dovrebbe servire da esempio per tutto il Paese”, ha detto il ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini, inaugurando l’esposizione. Il museo sorge infatti lontano dai luoghi che abitualmente vengono associati all’archeologia di Roma. Secondo il Ministro, il progetto nasce dall’esigenza di migliorare il tessuto urbano nel complesso, riscattando le periferie dal degrado e valorizzandone le risorse, anche culturali.
“Si tratta di un lavoro che spiega il motivo per cui investire sull’archeologia, ma non in uno dei siti conosciuti in tutto il mondo, bensì nelle periferie urbane. Qui è illustrato il sistema per riscoprire e valorizzare quello straordinario patrimonio di storia e di cultura che c’è in tutte le periferie del Paese” ha sottolineato Franceschini.
Il museo di Tor Vergata si pone l’obiettivo di illustrare resti e rovine distribuiti in tutto il territorio urbano, con la convinzione che è necessario ricomporre l’impropria separazione tra ‘centro’ e ‘periferia’, per restituire a tutta la città una visione d’insieme fra importanti frammenti di storia conservati ai margini urbani.
“L’idea è far leva sulla cultura e sui beni culturali per portare uno dei patrimoni più grandi del Paese nelle zone più disagiate” ha dichiarato il Rettore dell’Ateneo, Giuseppe Novelli.
Far incontrare la cultura e la gente è il principio su cui si fonda quello che “è un piccolo museo, con dietro di sé una grande idea”, come lo definisce Salvatore Settis, parlando del progetto di “riscattare le periferie dalla loro perpetua marginalità e riportarle al centro dell’attenzione del nostro tempo”.
“Le periferie vanno salvaguardate e migliorate, ma questo miglioramento deve partire dal recuperare la memoria storica del luogo. L’archeologia e’ una chiave per farlo e questo museo di Tor Vergata credo sia il primo vero esperimento in questo senso”.

Loredana Bontempi


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