Musiche di Frescobaldi nella Chiesa di San Bernardino alle Monache a Milano

//   10 luglio 2017   // 0 Commenti

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Domenica 23 luglio, gli spazi della Chiesa di San Bernardino alle Monache saranno animati dalle note del clavicembalo, assoluto protagonista di questa undicesima edizione di Milano Arte Musica. Alle ore 18.30 il Prof. Renato Meucci sarà il relatore della conferenza dedicata alla storia dello strumento; si proseguirà poi alle 20.30 con Luca Guglielmi, poliedrico artista torinese che presenterà un programma interamente dedicato alla musica di Frescobaldi. Il concerto è l’occasione per l’inaugurazione di un clavicembalo italiano anonimo del 1639 restaurato dal cembalaro Andrea Restelli.

La ricerca musicologica ha messo in luce, oggi più che mai, la straordinaria genialità di Girolamo Frescobaldi (Ferrara, 1583 – Roma, 1643). Questo spiega perché sempre più musicisti e musicologi si applichino per restituire al compositore il posto che merita nel pantheon dei più grandi maestri della nostra storia. Il concerto di questa sera vuole illustrare, attraverso brani ripartiti su tutta la parabola creativa del compositore, due degli aspetti più rilevanti dell’estetica frescobaldiana: lo stile fantastico con le sue inesauribili invenzioni applicate alla forma della toccata e l’arte della variazione, contrappuntistica, tematica, metrico-ritmica, all’interno delle partite e successioni di danze.

La toccata frescobaldiana è un multiforme serbatoio d’invenzioni. Essendo una forma libera, varia e ricca di effetti inattesi, possiamo metterla in relazione con i lavori di Luzzasco Luzzaschi ed Ercole Pasquini, rispettivamente suo maestro e suo predecessore all’organo della Cappella Giulia a Roma. Per il virtuosismo, l’estensione e la ricchezza d’idee, supera di gran lunga le sontuose composizioni dei napoletani Mayone e Trabaci, anche se a volte mostra tracce molto evidenti delle formule utilizzate da Merulo e dai due Gabrieli. La grande varietà le distingue a tutti i livelli: una sorprendente ricchezza armonica, il rifiuto sistematico di ogni figurazione stereotipata che troppo spesso appesantisce il genere della toccata, l’imprevedibilità degli episodi – passando dall’intenso recitativo al “fuoco d’artificio” sonoro. Dal 1627 il linguaggio si arricchisce di altri tratti tipici e personali, quali le formule ripetute in ostinato, spesso in ambito cadenzale, oppure l’uso frequente di episodi costruiti in forma di canzona per mezzo di motivi vivaci, trattati in modo contrappuntistico e che quindi vanno eseguiti rigorosamente a battuta. Notiamo ancora il caso molto frequente in cui viene dissimulata una sottile tecnica di variazione motivica, che crea un tessuto omogeneo per chi ascolta; è qui che troviamo una delle caratteristiche più importanti della toccata frescobaldiana: il senso di unità discende da una costruzione dominata da un naturale processo di sviluppo per intensificazione. Questo tipo di toccata, che sembra essere predominante, non è però il solo nella produzione frescobaldiana: vi sono, infatti, dei lavori basati su progressioni armoniche visionarie, lente, chiamati Durezze e legature (dissonanze e ritardi) chiaramente ispirati alla tradizione napoletana e a Ercole Pasquini. Questo atteggiamento è principalmente una maniera di scrittura piuttosto che una forma vera e propria, e lo ascolteremo nella Toccata Ottava di durezze e ligature. Anche l’Ancidetemi pur rientra nel genere della toccata. Questo madrigale di Arcadelt è divenuto un emblema: spesso diminuito (“passaggiato”) per la tastiera già da Mayone e Trabaci prima di Frescobaldi, in questa versione sembra anticipare la moderna toccata: la differenza è che è il testo poetico, esistente ma nascosto, a creare le condizioni per quell’esecuzione enunciata da Frescobaldi nei suoi Avvertimenti al Primo Libro di Toccate (1615-16): si troverà il senso di queste toccate se ci s’ispirerà ai “moderni madrigali”, dove si muoverà il tempo a seconda dell’affetto della parola.

La variazione, in molte delle sue manifestazioni, forma l’altro polo d’interesse di questo programma. Frescobaldi la associa quasi regolarmente come tecnica di scrittura a diverse forme, che siano contrappuntistiche o no.

Come forma nel senso più stretto del termine, fa la sua comparsa nell’Aria detta la Frescobalda, che diverrà il modello del futuro “tema e variazioni”. In questo caso notiamo come alla variazione vera e propria si aggiunga la forma della suite di danze (quali sono anche le Quattro Correnti e la Corrente Seconda con relativo Alio modo, vero e proprio “double” ante litteram in stile luthé), di cui costituisce uno dei primi esempi conosciuti.

La variazione contrappuntistica, particolarmente cara a Frescobaldi e che troviamo utilizzata in alcuni dei suoi più grandi capolavori, è rappresentata qui dalla Canzona III e dalla Canzona IV, del 1627. Forme molto vicine e tra loro molto somiglianti, in ambo i casi si osservano, nei vari episodi in cui è articolata, diverse trasformazioni melodiche o metriche del soggetto, in cui appaiono anche brevi passaggi di transizione in stile “recitativo”, proprio dello stile toccatistico.

Concludono il nostro programma le Cento Partite sopra Passacagli, apparse nell’Aggiunta al Primo Libro di Toccate nel 1637, vero capolavoro di Frescobaldi che lo colloca all’apice dell’invenzione formale e dell’uso della variazione come “motore” di tutto il brano. Come Etienne Darbellay ha rilevato e sapientemente descritto, l’opera è frutto di un’abile “compilazione” di cicli di variazioni in sé conchiusi e giustapposti uno dopo l’altro. Siamo al livello dell’ars combinatoria del Bach delle Variazioni Goldberg o della terza parte della Clavier-Übung. Il piccolo “mattone” del tetracordo ostinato discendente fornisce la base per una summa quasi enciclopedica dell’arte della variazione. Anche lo spettro tonale è esplorato in modo assolutamente vario e innovativo: sono toccati, infatti, i toni di re, la, fa, do, ancora la e re, per approdare a una conclusione in mi, Altro Tono, che non è solo capriccio creativo o esigenza editoriale ma ben meditata scelta artistica.

È con grande interesse, quindi, che notiamo che il maggiore interesse del Frescobaldi della maturità (a partire quindi dal 1624 circa) è portato verso la variazione in tutti i suoi aspetti, con una predilezione particolare per la mescolanza di forme e stili di scrittura, nonché verso un’infaticabile ricerca nell’invenzione di nuove combinazioni formali.

Info: Chiesa di San Bernardino alle Monache, via Lanzone 13, Milano – MM Sant’Ambrogio, tram 2, 3, 14, bus 50, 58, 94

Biglietti: Circuito Vivaticket www.vivaticket.it

Nota – Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno.

Masha Sirago, mashasirago@gmail.com


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