Musiche di Bernstein e Gershwin in Auditorium con la bacchetta di Jader Bignamini

//   5 giugno 2017   // 0 Commenti

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Dopo una lunga tournée in Nord America, Jader Bignamini torna in Auditorium per dirigere l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi con una locandina tesa a sottolineare le peculiarità tipiche del cosmo musicale d’Oltreoceano, in un mix di proposte che fa di questo nuovo incontro de laVerdi con il repertorio del Novecento un mosaico completo e sorprendente.254 300x225

Appuntamento giovedì 8 (ore 20.30), venerdì 9 (ore 20.00) e domenica 11 giugno (ore 16.00), all’Auditorium di Milano. In apertura: Leonard Bernstein – del quale l’anno prossimo ricorrerà il centenario della nascita – con l’Ouverture di Candide, operetta comica scritta nel 1954, basata sulla omonima novella di Voltaire, che debuttò a Broadway come musical due anni dopo, riscuotendo grandissimo successo.

Si prosegue con i ritmi caraibici dell’Ouverture cubana di George Gershwin, per chiudere con il superclassico del compositore di Brooklyn Un americano a Parigi.

Ci sarà spazio anche per The Return of Kit Bones, concerto per trombone e orchestra scritto nel 2001 da Fredrik Högberg – vero e proprio “instant classic” che a Bernstein deve molto – accreditando il compositore svedese al grande pubblico, affidato al talento di Giuliano Rizzotto, prima parte de laVerdi.

Giovedì 8 giugno, sempre in Auditorium (Foyer della balconata, ore 18.00, ingresso libero), la tradizionale conferenza di introduzione all’ascolto   dal titolo: “Bernstein, Gershwin. Quelle porte girevoli fra cultura e intrattenimento”, relatore Carlo Maria Cella, interviene Jader Bignamini. Leonard Bernstein era nato musicista colto, in regola con ogni requisito dell’Accademia come interprete e come autore. George Gershwin era cresciuto quasi autodidatta con la musica delle strade, sempre alla ricerca di un pedigree classico di cui non aveva bisogno. Da punti opposti hanno attraversato il loro tempo modellando libere sintesi di musica alta e intrattenimento. In comune? Le radici ebraiche, che li apriva alle culture del mondo.

Racconta Jader Bignamini introducendo all’ascolto di Bernstein e Gershwin: “Candide, operetta scritta da Bernstein con la dichiarata intenzione di volersi cimentare in questo genere musicale, ebbe immediatamente un grande successo, al punto che l’Ouverture – breve   e scintillante – è entrata rapidamente nel repertorio delle più grandi orchestre del mondo. Dal canto suo, Gershwin è autore emblema del matrimonio tra jazz e musica classica. In questo scenario, l’Ouverture cubana apre una parentesi nel solco della tradizione del compositore newyorkese: si tratta infatti di un brano meno noto, caratterizzato dai ritmi caraibici con grande utilizzo delle percussioni peculiari di quella zona del mondo (guiro, maracas, bongo) e gli ottoni messi a dura, prova che spadroneggiano insistentemente, come vuole tradizione, riempiendo l’ambiente di grande emozione.

“Di Un americano a Parigi si è detto tutto e anche di più: classico tra i classici, sorta di quadro multicolore che descrive atmosfera e luci di questa grande capitale europea, visti con gli occhi di una americano. Per quanto mi riguarda, da amante dello swing, posso tranquillamente <confessare> che la mia musica nei momenti di relax è quella di Frank Sinatra. Amo i ritmi sincopati del jazz e non vedo l’ora di cimentarmi sul podio in questo genere, incomparabilmente vivace e accattivante, dove l’energia si respira a sorsi nell’atmosfera. Come direttore, è per me il primo programma in assoluto di musica americana, che mi piace particolarmente eseguire con laVerdi, l’orchestra di casa!”.

Programma

La caleidoscopica realtà culturale americana del Novecento diede vita ad un variopinto cosmo musicale. Candide Ouverture di Leonard Bernstein, dall’operetta sulla omonima novella di Voltaire, è un pastiche di danze che ricreano il caotico e vitale scenario urbano della Broadway degli anni ‘50. Lo stile eclettico di Bernstein è poi approdato anche in Europa, a partire dall’Inghilterra e dai Paesi nordici.

Il Kit Bones, Concerto per trombone e orchestra dello svedese Fredrik Högberg, è un esempio di questa influenza postmoderna in cui il buffo e l’ironico, arricchito pure da brevi sezioni recitate tratte dalla ballad americana The Story of Kit Bones, si accompagnano ad un esplicito richiamo alle melodie dei musical di Broadway, con anche curiosi echi in stile spaghetti western, il tutto con un solista davvero inedito e divertente qual è il trombone.

In chiusura, il celeberrimo George Gershwin nel suo classico abito urbano un po’ jazz, ma questa volta con qualche souvenir dall’estero: nella Ouverture cubana, composta dopo una vacanza a Cuba che il compositore fece nel 1932, Gershwin introduce interi gruppi di percussioni caraibiche come claves e maracas tipiche della rumba, mentre Un americano a Parigi è ispirato al suo viaggio nella capitale francese per incontrare Ravel, città che lo ammaliò al punto da voler inserire i clacson dei taxi parigini dell’epoca nell’orchestra.

Info: (Biglietti: euro 36,00/17.00 info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar/dom, ore 10.00/19.00, tel. 02.83389401/2/3; on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it ).

Masha Sirago, ph © copyright Masha Sirago/ReportersAssociati&Archivi, mashasirago@gmail.com


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