Una manovra rompi tabù l’inizio di un nuovo cammino?

//   14 agosto 2011   // 1 Commento

berlusconi_tremonti

Siamo arrivati a stendere i punti cardine finalmente il Governo ha disegnato i nuovi capitoli ” lacrime esangue ” di Berlsuconiana definizione, il decreto che Napolitano ha avvallato che passerà al vaglio del Parlamento ma è già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, i punti li trovate in altro servizio e in tutti i maggiori quotidiani nazionali e locali li hanno sintetizzati in chiari specchietti. Tanti si lamentano pochi sono soddisfatti ma chi lo è quando in un modo o nell’altro si alzano i costi di tutti, tagli agli enti pubblici provincie che già hanno cominciato  a urlare per presunte  discriminazioni, la soglia dei 300mila abitanti ( vanno tolte tutte ) sembra scontenti tutti, meno che i cittadini che  hanno voglia di vedere qualche fatto nella riduzione benefit delle ” caste “, hanno anche tagliato  i voli blu..i ministeri ci dicono riparmieranno alcune miliardi di euro bene ma non abbastanza, i prelievi sulle buste paga pesanti dice ( gli esperti ) che non sai mai di che parte sono e si fanno spesso condizionare dalle idee politiche, non vanno bene ma che si doveva fare fare prelievi su tutti? Colpire chi da di più diceva il Pd, ma ora non va bene perchè anche le classi medie hanno poco di cui godere… l’Iva che forse l’aumenteranno di uno o due punti, staremo a vedere. I sindacati e in particolare Cgil dice che farà lo sciopero generale ma non si doveva lavorare di più a parità di stipendio ? La battaglia vetusta poi sull’articolo 18 quello che rallenta le assunzioni proprio per le difficoltà dei licenziamenti, anche l’ Europa che sembra dettare l’agenda delle riforme ci sottolinea che dobbiamo liberalizzare, dimenticano forse nell’ Ue che da noi il sindacato ha ancora velleità politiche e preconcetti nei confronti dell’ impresa che non ha ancora capito che ogni imprenditore serio e in Italia sono la maggioranza, tutela e custodisce il proprio collaboratore fino all’ultima possibilità, ricordiamo alla Camusso che nel nord est ci sono stati decine di suicidi fra i piccoli imprenditori proprio perchè hanno cercato di tenere in vita e pagare gli stipendi fino al fallimento, la vecchia mentalità classista che vede il padrone sfruttatore li pronto a licenziare per puro godimento sadico fa parte della preistoria delle lotte di lavoro e il mondo intero ci guarda incapace di comprendere queste dinamiche autolesioniste. Condurre battaglie per il lavoratori significa fare di tutto non solo per fare riprendere fiato alle aziende esistenti ma soprattutto fare sviluppo e creare nuovi poosti di lavoro, sburocraticizzare e agevolare l’apertura di una azienda come da nuove indicazioni nelle quali ” tutto è permesso escludendo ciò che è vietato “e vogliamo mantenere l’ art. 18 che equipara le microaziende alle grandi in fatto di materia del lavoro ? Non si trova grande traccia delle dismissioni del demanio che come abbiamo già ricordato vale 300 miliardi, comprendiamo che non sia il momento delle privatizzazioni a questo dati di borsa ma le Poste Eni Enel e Finmeccanica prima poi le useremo per fare cassa e abbattere il debito pubblico perchè riducendolo riduciamo l’enorme quantità di interessi che  paghiamo, come il classico mutuo sulla casa se paghiamo più rate insieme paghiamo meno interessi sul capitale che si riduce. In rapidità con le tempistiche dell’emergenza forse non si poteva fare meglio, quello che si doveva fare era prevedere e senza dover attender come sempre “qui crolla tutto “agire per tempo impedendo scuse alle speculazioni anche se come abbiamo visto considerano abbastanza influenti le manovre interne ai paesi, che la scossa che abbiamo dovuto fare scattare serva almeno a far continuare un volano che se sappiamo ben sfruttare può essere quella consapevolezza che si può fare come diceva Obama, qualcosa si può fare, non sappiamo quanto lo scontrino obbligatorio con aumento sanzioni addirittura la ciusura dell’esercizio faccia parte dell’innovazione, crediamo che il cittadino si senta ancor più considerato ” a piede libero “, una riforma fiscale prevede che si possano davvero fare le deduzioni dando così al consumatore l’arma per una richiesta obbligatoria della ” pezza giustificativa ” ricevuta scontrino ecc. sidevono  ampliare incentivi al sud per chi vi vuole investire e si devono destinare risorse alle infrastrutture come quelle per il Ponte sullo stretto dimostrando al mondo che anche noi sappiamo fare le cose e si sa che se le garanzie che possono avere gli investitori nazionali e internazionali sulla concessione dell’opera e relativi incassi ci può essere la coda a voler finanziare l’opera, si dovrebbe pensare a queste iniziative come delle pubblic company con costi e ricavi con i controlli operativi del Ministero e con la cassa depositi e prestiti a fare da garanti, con un pò di soldi del demanio investire sul ponte come sulle altre opere necessarie, con leggi davvero obbiettivo e tutelare cantieri dai vari comitati alla No Tav che come abbiamo visto non solo fanno danni e sono spesso pretestuosi e non rappresentano la maggioranza ma le minoranze che come vuole la democrazia stanno in panchina in attesa di poter governare, appunto quando si vincono le elezioni e non le si perdono, non si può sempre far decidere ai referendum( questo si è commissariare un Governo ) come con il nucleare o le false informazioni sugli acquedotti,  con questi No Tav e Blak Bloch si rischia sempre il morto o fra i dimostranti o fra le forze dell’ordine, come visto in Inghilterra un pò di decisionismo e pugno di ferro servono. Con il varo del decreto firmato da Napolitano  si aspettano le battaglie in parlamento ma speriamo che il buon senso , quello dentro le teste di politici classi sociali ecc.,  abbia finalmente  spazio  andando oltre alle linee maginot a difesa di orticelli di  caste sindacali industriali politiche e la lunga fila degli enti ecc. e si faccia davvero il meglio, pur prendendo per buone le assicurazioni di Tremonti ” in mia coscienza ho fatto il meglio e tutto il possibile per servire il mio Paese” oltre le demagogie e le favole delle quali il popolo è davvero stanco,abbiamo ancora nel beneficio del dubbio delle forti perplessità sulla tenuta finale dei provvedimenti.


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1 COMMENT

  1. By Carlo Gianoglio, 18 agosto 2017

    Mi perdoni sig. Federico Tassinari,
    ho incominciato a leggere mentalmente il Suo articolo, in quanto preceduto da un titolo che ha attirato il mio interesse. Purtroppo ho perso ben presto il filo del discorso. Ho allora provato a leggerlo ad alta voce, ma ben presto sono rimasto senza fiato. A causa della mia età avanzata, avrei bisogno d’incontrare ogni tanto qualche segno d’interpunzione per rifiatare.
    Lei mi dirà che conta la consistenza del pensiero, ed ha pienamente ragione; ma, vede, penso che Le sia noto il detto “anche l’occhio vuole la sua parte”. Ad esempio, poche persone accetterebbero di consumare un ottimo pasto in una stamberga sporca e disordinata. Analogamente, è più facile dar credito a persone che vestano in modo congruo al loro ambiente sociale o di lavoro.
    Lei mi dirà, con ragione, che esistono le eccezioni; ma io le faccio notare che di Marchionne ne esiste uno solo.
    Grazie per avermi letto e buon lavoro.

    Carlo Gianoglio

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