Miracolo veneto in Campania

//   3 marzo 2012   // 0 Commenti

Bortoletti 61 300x188A chi di noi non è mai capitato, osservando strutture pubbliche, anche ben fatte, anche di un certo pregio, magari anche a sud di Roma, mal gestite, mal curate e soprattutto con cronico ed inevitabile deficit multimilionario, di pensare: “Basterebbe che a gestire tutto questo fosse un veneto, un tedesco, ed allora vedresti come si eliminerebbero gli sprechi ed il parassitismo!”
Ebbene il miracolo è avvenuto! Si tratta, però, di un miracolo senza santi; si tratta del miracolo della serietà ed onestà d’impresa. In breve, e lo dice il Procuratore Generale della Corte dei Conti della Campania, la A.S.L. di Salerno, che alla fine del 2010 venne commissariata con un deficit di oltre 1,7 miliardi di euro, dopo poco più di un anno si ritrova con un bilancio sostanzialmente in pareggio e con oltre 30 milioni di euro investiti, “senza contrazione dei servizi, senza ricorsi ad incarichi o consulenze esterne; si dimostra che una oculata e trasparente dirigenza può favorire una gestione virtuosa.”
Il mago di tutto questo è il padovano d’adozione, di scuole e di estrazione Maurizio Bortoletti, colonnello dei Carabinieri, cui era stato ordinato di resettare una delle aziende sanitarie più dissestate da malaffare e sprechi, quantomeno sospetti; ad esempio è stato chiuso un rubinetto da cui erano transitati oltre 600 milioni di euro di cui, sfortunatamente, si erano perse le tracce. Con silenzioso senso dello Stato, con l’abitudine professionale ad una legalità vissuta e non solo dichiarata, o peggio ostentata, il nostro carabiniere ha passato mesi a discutere ogni singola spesa, a controllarne la necessità e la congruità, ed a fare una cosa semplicissima che, però ai precedenti amministratori non era stata suggerita: controllare tutto. E così è avvenuto quello che in ogni buona famiglia sarebbe solo normale amministrazione di cui è anche inutile parlarne, mentre in Italia ha del prodigioso.
Caro Maurizio, so che non ti aspetti neppure una pacca sulle spalle da chi dovrebbe almeno vergognarsi per aver consentito che si riducesse al fallimento un’azienda pubblica. So che la maggiore soddisfazione per te sono le centinaia di migliaia di persone a cui non hai fatto mancare la sanità e il soccorso. Ma almeno lascia che attraverso le pagine del Corriere ti possa giungere il saluto affettuoso del tuo Veneto e della tua Arma che sono orgogliosi di quanto sei riuscito a fare con la forza della timidezza di sempre.


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