Ministeri al Nord? Un errore politico

//   25 luglio 2011   // 0 Commenti

ministeri a monza

Francesco Saverio Di Lorenzo Presidente ASSOCIAZIONE CULTURALE ONLUS “CARPE DIEM, nata in Calabria, sodalizio che ha nel proprio DNA la cura della legalità e la crescita civile dei cittadini.

Autore del libro UNAVITA IN PRESTITO – COME D.I.A. COMANDA.

MINISTERI AL NORD? UN ERRORE POLITICO

Chiedo venia agli elettori se non parlo esclusivamente di legalità, trasgredendo per la prima volta al compito imposto da questa rubrica. Chiedo scusa, ma non potevo sottacere, né trascurare, lasciando che passasse inosservato, una vicenda, a mio parere grave, qual è stata quella di trasferire pezzi di Ministeri a Monza. Le televisioni nazionali hanno enfatizzato l’evento propinandoci le immagini di Bossi che è andato all’inaugurazione dei locali, dopo aver glissato il precedente Consiglio dei Ministri e l’invito di Berlusconi al chiarimento, circa la “questione” dell’autorizzazione all’arresto del deputato Papa. L’impedimento pare sia da far risalire ad un’operazione urgente alla cataratta.

Ma torniamo al trasferimento dei Ministeri al nord. La Lega lo aveva fatto sapere a chiari lettere e, come volevasi dimostrare, il decreto è passato facilmente, non senza, però, lasciare sul tavolo strascichi inevitabili e divisioni ancora più profonde nella maggioranza e cosa più preoccupante, anche, tra i “tifosi” che, ammettiamolo, seguono a fatica le evoluzioni di questo Governo.

Un grave errore, dicevo, prima di tutto politico che ci consegna una Lega settoriale e poco propensa ad effettuare quel salto di qualità verso le altre Regioni italiane che non siano del nord Italia. Eppure, la Lega alla precedente tornata elettorale, si è presentata con simboli autonomisti altrove, leggasi centro Italia, dove sono stati eletti Deputati che ora siedono sugli scanni del Parlamento, iscritti al Gruppo Parlamentare Leghista. Vuol dire forse che quei Parlamentari hanno abiurato le proprie origini, a vantaggio di uno statuto partitico leghista che li vedrebbe succubi e sottomessi ai voleri del popolo padano? Aborrisco alla sola idea. Non immagino lontanamente che possa accadere una cosa del genere.

Il Sindaco Alemanno e la Presidente Polverini, che non sono proprio gli ultimi della classe, hanno manifestato la loro contrarietà, prima e dopo, verso questa decisione. Posizioni che pesano enormemente nei rapporti, già di per se, tesi tra esponenti della Lega e quelli del PDL. Una tensione che parte da lontano, quando Casini lasciò la maggioranza, poi seguito da Fini e Lombardo. Un “harakiri” politico inarrestabile con sobbalzi continui. Ricordate l’immagine mediatica tra Bossi, Alemanno e la Polverini, quando si inscenò la supposta pax politica dopo le solite dichiarazioni del leader leghista che definì Roma Capitale, “ladrona”?

Divagazioni a parte, rimane il fatto che né Bossi, né i suoi colonnelli, sono stati attratti o sfiorati dall’idea di una qualsivoglia unificazione nazionale, i loro interventi Istituzionali e pubblici si limitano a poche e scarne dichiarazioni quando si tratta di rappresentare la nostra bandiera.

D’altronde il federalismo, come è stato sempre inteso dalla Lega, non è altro che l’abbandono dello Stato centralista a vantaggio delle autonomie Regionali che di per sé potrebbe essere una buona cosa, se non fosse che strutturalmente ed economicamente la nostra Italia viaggia a più marce, quella del nord, ricca e prosperosa, quella del centro nord, che tutto sommato tiene la rotta, quella del centro sud, che comincia a segnare il passo, quella del sud e delle isole, marcatamente arrancante.

La questione dei Ministeri, quindi, è seria e più profonda. A mio parere, rappresenta una sorta di “arroccamento”, un allineamento del partito leghista verso posizioni elettorali e squisitamente settoriali. Se questo è, come pare che sia, allora l’alleanza politica potrebbe condurre ad attriti ed a ripercussioni che  influirebbero sulla tenuta del Governo.

Diciamolo chiaramente, la Lega non arretra di un solo passo dalle proprie posizioni. Sa di avere sotto scacco Berlusconi e la sua maggioranza è appesa ad un filo. E’ una partita che Bossi gioca con l’avidità di chi intende raccogliere più possibile, barattando un’alleanza sempre meno solida.

Altra prova? L’esito del voto alla Camera sull’autorizzazione a procedere per il deputato Papa. Le dichiarazioni delle vigilia dello stesso Bossi ne sono state il segnale evidente “… deve andare in galera”, aveva affermato. E così è stato!

Se i miei ragionamenti sono fantastici e squinternati, allora, mi aspetterei analogo provvedimento che autorizzasse lo spostamento di altri uffici Ministeriali, questa volta, al sud, ad esempio, a Reggio Calabria o a Palermo, oppure a Taranto o a Catania, perché no!

Tranquilli, non accadrà. Non ci sarà uno “straccio” di Ministro in grado di appoggiarla, nè ci sarà uno con le “palle” che abbia il coraggio di sottoscriverla una proposta del genere.


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