Mezzo milione di immigrati nel Lazio. Ma l’illegalita’ e’ sotto controllo

//   21 luglio 2011   // 0 Commenti

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“La ricerca  “Il Lazio nel Mondo” dell’Assessorato Politiche Sociali e  Famiglia della Regione  Lazio si occupa congiuntamente dei diversi aspetti del fenomeno della mobilità umana: la lunga emigrazione degli italiani all’estero, la consistente  immigrazione  dei cittadini esteri in Italia e  i flussi turistici che coinvolgono solo in Italia decine di milioni di persone. A me è piaciuta questa impostazione globale  seguita dai ricercatori di Idos, che si sono avvalsi dell’esperienza maturata negli studi condotti per conto della Caritas e della Migrantes, i due organismi dei vescovi italiani che si occupano del fenomeno della mobilità”. Lo ha affermato il direttore Caritas diocesana di Roma, Enrico Feroci, intervenendo alla presentazione del rapporto ”Il Lazio nel mondo. Immigrazione ed Emigrazione”, a cura del Centro Studi e Ricerche Idos e del Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes. “La mobilità – ha proseguito il direttore Caritas diocesana di Roma – è anche un fattore incentivante. In tutte le realtà umane si dà e si riceve. Gli immigrati vengono in Italia perché sono bisognosi: innanzi tutto di lavoro e di reddito, ma anche – a seconda dei casi – di istruzione, di cure, di libertà civile e religiosa. Ma anche l’Italia ha bisogno degli immigrati. A causa dell’andamento demografico negativo il futuro del paese non sarebbe pensabile senza di loro. Se loro mancassero, diversi settori lavorativi entrerebbero in serie difficoltà e l’equilibrio pensionistico ne risentirebbe pesantemente. È stato posto in evidenza che, facendo bene i calcoli, quello che riceviamo dagli immigrati è più di quello che diamo loro. È comprensibile pensare a leggi che regolamentino l’immigrazione, ma sempre imperniate sulla giustizia, su un minimo di solidarietà e su una prospettiva quanto meno a medio termine. La Conferenza Episcopale Italiana ha spesso lamentato la mancanza di questo equilibrio  e di questa lungimiranza”. “Tutti, italiani e immigrati, dobbiamo adoperarci affinché diventi più diffusa la convinzione  che l’immigrazione è una dimensione strutturale della società italiana, una questione di tutti” ha concluso Mons.Feroci. Presenti nella Sala Monte dei Paschi di Siena, i relatori di Caritas Migrantes, Delfina Licata, Alberto Colaniacono e Luigi Ricciardi, il coordinatore del Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes Franco Pittau, lo stesso monsignor Enrico Feroci e Aldo Forte, assessore regionale alle Politiche sociali e alla Famiglia.

Nel Lazio l’incremento annuale di immigrati, alla fine del 2009, è stato del 10,6%, quasi due punti percentuali in più rispetto alla media nazionale. Si colloca oltre la media nazionale anche l’incidenza degli immigrati sui residenti (8,8% contro 7,0%).Dalla ricerca è emerso che la maggioranza degli immigrati non sogna un altro paese ma pensa di restare in Italia, confidando che il futuro sia migliore. dato da tenere in considerazione, da tempo è in atto una tendenza centrifuga che da Roma sta portando gli immigrati a stabilizzarsi nei comuni limitrofi, ma anche verso le altre province laziali, come attesta il fatto che nella provincia di Roma nel periodo 2002-2009 la presenza è cresciuta in misura più contenuta (+86,7%) rispetto alle altre (Frosinone +221,6%, Rieti +276,8%, Latina +278,2% e Rieti +300%). D’altronde, dalla Capitale ci si allontana per ragioni economiche (essendo più caro il costo della vita e specialmente delle abitazioni) e di qualità di vita (più soddisfacente nei piccoli centri), mentre alla capitale si fa continuo riferimento per ragioni burocratiche, culturali, lavorative e religiose.La maggior parte degli immigrati arriva nel Lazio dal continente europeo (62%), con la prevalenza dei cittadini comunitari (48,3%) sui non comunitari. Il 10,8% è composto da africani, mentre il 17,8% è costituito da asiatici. I romeni (179.469 in tutta la regione) sono la prima collettività in ciascuna delle cinque Province laziali.Infine dato asai rilevante e’ che l’aumento degli immigrati non equivale a un aumento dell’illegalità. È emblematico il caso dei romeni che, al pari di altre collettività, a fronte di un fortissimo aumento delle presenze (nell’ultimo triennio +142,0%, tanto che attualmente nel Lazio è di cittadinanza romena oltre un terzo della popolazione straniera) hanno registrato un calo delle denunce a loro carico (-13,7%).

“Nel Lazio, ha sottolineato l’assessore alle Politiche sociali e Famiglia, Aldo Forte, l’immigrazione e’ ormai un elemento strutturale e radicato territorialmente. Da qui l’importanza di uno studio come questo, promosso dall’Assessorato alle Politiche sociale e Famiglia. Uno studio che nasce dall’esigenza di analizzare come il fenomeno migratorio si sia diversificato negli anni e quali caratteristiche abbia assunto nelle diverse province del Lazio, così da rappresentare per l’Assessorato uno strumento utile in fase di programmazione, che renda possibile calibrare gli interventi sulla base di specifici bisogni individuati a livello territoriale”.


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