MERKEL ATTENTA!

//   29 maggio 2017   // 0 Commenti

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Finito il G7. Meno male, altrimenti rischiavamo di assistere a uno scontro diretto tra Trump e Merkel. Eppure ci sarebbe stata bene una zuffa con scompiglio di ciuffo per il Tycoon, almeno noi tutti, difensori del clima, avremmo gioito almeno di questa piccola soddisfazione. Di sicuro la Cancelliera non ha gradito le posizioni americane e non ha mostrato remore nel dichiarare che non lo ritiene un partner credibile per la sua nazione e per tutta l’Europa, dichiarando: “Dobbiamo pensare al nostro futuro per conto proprio…”. Al contempo tende le mani a Macron sostenendo: “Dove la Germania può aiutare, la Germania aiuterà, perché la Germania può solo fare il bene dell’Europa”. Verrebbe da aggiungere un “amen”, ma Macron è ben lieto di accettare, almeno fino a quando il blocco elettivo per la Gran Bretagna non darà il via libera ad altre alleanze, afferra le mani ieri e oggi incontra Putin a Versailles. Quale miglior luogo per la visita di uno zar? La Merkel non gradisce ma deve tollerare l’inesperto e giovane nuovo Presidente francese e organizzargli la visita a Berlino come da uso. D’altra parte Lei punta al suo quarto mandato con le prossime elezioni, promuove la guida della Germania su tutta l’Europa e come futura condottiera, dall’età ed esperienza giuste, decide di ridisegnare il panorama internazionale.

“Una conversazione insoddisfacente sul cambiamento climatico” ha continuato a infierire la Merkel, per lei importante argomento di propaganda elettorale, mentre Macron che vuol fare il diplomatico, poiché ancora non sa in quale scarpa sarà meglio stare in futuro, chiede a Trump una piccola concessione, seppur simbolica e sostiene che l’altro, alla fine, ha ascoltato le motivazioni degli altri del G7. Forse Macron si è distratto dalla bellezza di Taormina, ma al termine del G7 non si è arrivati neppure a una dichiarazione congiunta, anzi è stato preso atto che Trump intende abbandonare l’accordo sul clima di Parigi, approvato da 195 nazioni, perché questo può incidere sull’economia americana: ha bisogno di più tempo per pensarci su e decidere, snobbando gli studi di anni e gli accordi internazionali. Ora tranquilli, non potrà fare niente nell’immediato e nel frattempo saranno passati i quattro anni di mandato.

Anche sulla NATO siamo arrivati alla resa dei… conti! Volete una protezione in caso di attacco? Adeguate i finanziamenti! Questa conferma non è passata e Trump ha dichiarato subito che ciò gli consente di ridurre le sue spese in programma per la difesa degli altri Paesi. Teresa May, che non ha gradito molto le indiscrezioni USA sull’attacco di Manchester, afferra al volo l’opportunità e pensa di rilanciare un’Europa che controlla da sola la propria sicurezza.

Il Global Trade, nato sotto Obama, perito sotto Trump in nome dell’economia americana e la difesa delle sue aziende. Un protezionismo globale dove l’America viene per prima, su tutto e tutti, abbandonando l’idea di una prosperità attraverso un’alleanza e interessi globali. Comunque coerente con quanto promosso in campagna elettorale.

Dichiarazioni finali? La Casa Bianca dichiara che il Presidente ha costruito uno straordinario rapporto con gli altri leaders. Macron mette sotto stress tutti incontrando Putin. E Trump? Twitta: “Appena tornato dall’Europa. Il viaggio è stato un grande successo per l’America. Lavoro duro ma un grande risultato!”. Gentiloni: “Sui migranti non mi aspettavo soluzioni… (in effetti nessuno lo ha considerato un argomento degno di dialogo)… sul clima Trump decida presto e bene (glielo ha detto?)”.

Shinzo Abe, il premier giapponese, aveva già in tasca la dichiarazione finale del G7, preparata dagli Sherpa, i suoi rappresentanti personali. Forse non l’hanno neppure considerata per metterci una virgola più o meno.

Siamo proprio sicuri che abbiano usato una lingua comune per dialogare?


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