Meeting / Saglia: “Stop a demagogia su politica energetica. Rinnovabili non bastano, serve piano nazionale”

//   24 agosto 2011   // 1 Commento

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Meno demagogia e populismo, la politica energetica ha bisogno di un’iniezione di realismo e di un piano nazionale in grado di dar certezze ad un settore così cruciale e strategico”. E’ chiaro e forte il messaggio lanciato dal Sottosegretario di Stato al Ministero dello Sviluppo Economico, Stefano Saglia, al Meeting di Rimini nel dibattito “Dopo Fukushima, solo rinnovabili?“, a cui hanno partecipato anche Guido Bortoni, Presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, Marco Ricotti, Membro dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare e Professore Ordinario di Impianti Nucleari al Politecnico di Milano, Paolo Togni, Presidente Associazione VIVA, e Giuliano Zuccoli, Presidente del Consiglio di Gestione di A2A.

Nemmeno tanto velato, dunque, il riferimento di Saglia nei confronti del referendum abrogativo sul nucleare, per la maggior parte degli intervenuti “un’occasione persa” dal nostro paese,anche perchè, sottolinea il Sottosegretario, “nella lotta ai cambiamenti climatici l’UE non potrà far a meno di questa risorsa“. L’Italia, però, ha detto no al nucleare, perciò con pragmatismo Saglia volta pagina e traccia la linea per il futuro: “Carbone, gas, che ad oggi è ancora preponderante, e naturalmente rinnovabili, dove il nostro paese sta già investendo molto.” Secondo il Sottosegretario, infatti, l’Italia è “un’eccellenza europea” nel settore, avendo incrementato gli investimenti negli ultimi 3 anni del 30%. Idem dicasi per l’efficienza energetica (il rapporto tra consumo di energia e unità prodotta), dove il Belpaese non conosce eguali nell’area dei 27.
Ma le rinnovabili non possono soddisfare il nostro fabbisogno energetico” ha puntualizzato Guido Bortoni, che ha lanciato un appello alle istituzioni europee per la creazione di un organo regolatore dell’energia, sulla scia di quanto accade con la Bce per le banche nazionali. Tesi confermata dal professor Ricotti che, dopo aver spiegato scientificamente le cause del disastro di Fukushima – per molti versi evitabile, vista la discutibile gestione del controllo della sicurezza centrale, frutto delle ingerenze di politici e industriali giapponesi, e di alcuni meccanismi ‘rivedibili’ in casi limite come quello dello tsunami – ha ricordato che le rinnovabili sono sì una risorsa importante, ma non esclusiva, perché le fonti di energia devono essere diversificate per definizione stessa.
S6001100 300x225Ben più duro e polemico l’affondo di Zuccoli: per il numero uno di A2A, biomasse, fotovoltaico, eolico e geotermia non sono le uniche fonti pulite presenti sul pianeta, il focus dovrebbe essere spostato su fonti non inquinanti e a basso costo. Proprio per questo la rinuncia al nucleare “é grave“, frutto di “forti interessi incentrati a demolire qualsiasi logica di modernità“, mentre per il fotovoltaico ”sarebbe necessario fermare gli incentivi, in quanto i cittadini stanno finanziando iniziative private a fini di lucro. “Il mio auspicio – prosegue – è che la politica energetica venga decisa a livello nazionale e non locale, come troppo spesso è accaduto nel recente passato, e che il governo possa lavorare con serenità“.
Dello stesso avviso Saglia, che dopo aver annunciato la revisione dell’articolo 5 della Costituzione, detta l’agenda energetica per il prossimo futuro: “All’orizzonte energetico c’è la nascita di un mercato energetico europeo nel 2014, perciò andiamo verso ad una globalizzazione del settore. Ma se siamo favorevoli alla liberalizzazione dei mercati, è comunque necessario un piano nazionale energetico trasversale agli schieramenti politici. Un programma che non è sovietizzazione - conclude - ma che è fondamentale per dare certezze ad un paese che ha ancora intenzione di stare nel G8“.


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1 COMMENT

  1. By mogol_gr, 24 settembre 2017

    Si scrive energia rinnovabile si legge Scilipoti.

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