Meeting Rimini / Alemanno: “La manovra così com’è finora uccide il federalismo, fiscale ed istituzionale”

//   25 agosto 2011   // 0 Commenti

alemanno

“Il governo deve essere sensibile”  alle sollecitazioni che arrivano in questi giorni anche dagli enti locali per correggere la manovra finanziaria perché “questo è il suo banco di prova  ed e’ anche il banco di prova del Pdl e della nuova segreteria di Alfano”.

intervento meetingriminiLo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a margine del suo intervento al dibattito “La Riforma del Federalismo Fiscale” al Meeting dell’amicizia dei popoli organizzato da Cl a Rimini. al quale hanno partecipato anche Roberto Calderoli, Ministro per la Semplificazione Normativa, e Piero Fassino, Sindaco di Torino.
“Gli amministratori locali in questi giorni hanno avanzato le proprie richieste – ha fatto notare Alemanno. Ne parleremo con tutti, anche con il centrosinistra che deve abbandonare la polemica ideologica. Questo – ha aggiunto – è il momento di fatti concreti: non è in gioco questo governo, è in gioco l’ Italia”.

La manovra economica disegnata dall’ Esecutivo ”cosi’ com’ e’ concepita fino ad ora uccide il federalismo, fiscale ed istituzionale”. A giudizio del primo cittadino della Capitale, pertanto, ” il governo deve fare una grande modifica, deve fare scelte diverse per tutelare enti locali, le famiglie, le imprese. Grandi scelte: solo cosi’ si fa rigore ma anche sviluppo”.
Quello che ” vogliamo – ha proseguito Alemanno – sono cambiamenti sostanziali. In queste settimane si puo’ fare una grande e profonda modifica a saldi invariati: occorre ascoltare la gente e non chiudersi nel palazzo”. Un ascolto, ha sottolineato ancora, anche del centrosinistra, a patto che “il centrosinistra esca dalla polemica ideologica. I punti di Bersani non mi dicono quasi nulla – ha concluso Alemanno -: il centrosinistra faccia proposte concrete che non riguardino solo il governo”.

Alemanno ha anche commentato l’argomento sicurezza che in questi giorni tiene banco nella Capitale: “La citta’ di Roma ‘ non puo’ essere conquista della criminalita’ organizzata. Ci sono sette omicidi irrisolti che hanno il sapore del regolamento di conti – ha osservato -: la magistratura e gli inquirenti devono dirci in fretta che cosa c’ e’ dietro questi omicidi per fare una strategia di contrasto”.

Dopo i commenti a margine del meeting, Alemanno è intervenuto al dibattito di oggi riguardante il Federalismo Fiscale, fulcro politico della giornata, moderato da Luca Antonini, professore ordinario di Diritto Costituzionale all’Universita’ degli studi di Padova, vice presidente della Fondazione della Sussidarietà e stretto collaboratore di Tremonti.

Oltre ad Alemanno, al dibattito sono intervenuti il sindaco di Torino Piero Fassino e il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli.
“La politica e le soluzioni non si trovano dentro i palazzi ma in mezzo alla gente! In posti come il Meeting di Rimini, vedendo in faccia le persone, si trovano le soluzioni migliori ai problemi del nostro Paese” ha esordito Alemanno.

Riguardo alla manovra il sindaco ha detto che “il suo peso non si può scaricare sugli Enti locali. Questo vuol dire tradire il federalismo. I Comuni sono i principali erogatori dei servizi sociali perciò tagliare queste cifre vuol dire tagliare la spesa sociale – ha detto Alemanno -. Io credo nel federalismo a patto che non sia vissuto contro l’ Unità italiana perché la nostra Patria si basa sui Comuni”.

” Se diciamo chiaramente alle famiglie italiane – ha aggiunto che si puo’ lavorare un po’ di piu’ per dare futuro e risorse ai nostri figli si potrebbe” contribuire ad aumentare ” le pensioni minime” in futuro.
A giudizio di Alemanno, poi, si potrebbe valutare un intervento sull’ iva poiche’ ” l’ iva sui consumi dei beni di lusso incide su tutti, anche su chi evade ma consuma” e poi si potrebbe anche valutare la vendita di patrimoni immobiliari come le caserme i cui ricavi ” si potrebbero utilizzare per dare spazio alla piccole e medie imprese”.
Sulla manovra, ha puntualizzato nuovamente Alemanno, ”la possibilita’ di intervenire c’ e’ realmente. Bisogna mantenere i saldi”, ha aggiunto, ma se si agisce su pensioni, iva, dismissione di alcuni immobili si possono trovare fondi ” per sostenere le famiglie. Non c’ e’ altra politica dei redditi – ha aggiunto riferendosi al quoziente familiare -: questa non e’  giustizia ma economia. Se facciamo pagare i patrimoni e riduciamo le tasse per fare impresa c’ e’ speranza per il futuro”.

Il sindaco si è poi rivolto a Calderoli: “Avete dato un grande messaggio di federalismo: non ve lo rimangiate. Siate coerenti – ha ammonito – col vostro messaggio, fate le riforme per dare spazio alla societa’  civile”.

E poi una bacchettata, seppur senza nominarla, alla Cgil perche’ in tempo di crisi si vada “alla concretezza” e non verso scioperi generali improntati alla ” demagogia”.

Non è mancato un botta e risposta tra il sindaco Alemanno e il ministro Roberto Calderoli sui tagli previsti alla manovra.

“Con il debito dei 13 miliardi che abbiamo ereditato qualche attenzione ce la dovete dare” ha detto Alemanno e Calderoli ha risposto: “In realtá sono 20 in tutta la Regione ed è l’unica che l’ha accollato al Governo”. “Dovete smetterla con questa demagogia contro Roma – ha detto Alemanno – perche’ se continui con questa demagogia contro Roma la fai contro l’Italia”.

Pronta la risposta del ministro Calderoli: “I 20 miliardi di debito del Lazio non li devono pagare gli altri 60 milioni di italiani. Ognuno si deve assumere le proprie responsabilitá”.

Il siparietto si é concluso poco dopo con il ministro che sorridendo ha detto al sindaco di Roma: “Quando prima parlavi io non ti ho interrotto perché sono democratico” e Alemanno che ha replicato: “Ma io non ti ho fatto attaccucci  sotto banco”.


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