Marshall Auerback: “La Calabria come il Mississippi in America”

//   11 dicembre 2012   // 0 Commenti

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Il professor Auerback è stato ospite del seminario internazionale sulla Modern Money Theory (MMT) svoltosi dal 30/11 al 2/12 2012 a Reggio Calabria e “Calabria on web” l’ha intervistato.

La parola più in uso nel vecchio continente oggi è sicuramente “crisi”. Possiamo spiegare brevemente di che crisi si tratta?
Viene presentata come crisi del debito pubblico, nel senso che alcuni Stati europei non sarebbero più in grado o rischierebbero di non pagare più il debito. In questi casi si parla di solvibilità del debito. Dal mio punto di vista, però, questo è un falso problema: la crisi è delle banche, non della finanza pubblica, e risale a quattro anni fa. In Europa il problema della solvibilità del debito si pone perché la Bce non è una banca di garanzia dei debiti sovrani degli stati membri. A questo si deve aggiungere che gli Stati dell’Eurozona sono utenti della moneta unica, ma non battono più moneta in maniera sovrana. Ecco perché da voi la speculazione può fare danni.

Quali sono secondo lei le soluzioni possibili per uscire dalla crisi?
Quando una persona  è al pronto soccorso perché ha avuto un brutto incidente, non serve il chirurgo estetico, ma la trasfusione di sangue per salvargli la vita. Ecco, finora l’Europa, ed il governo Monti in Italia, stanno usando per i paesi della Ue la medicina sbagliata. L’Italia, come la Spagna, la Grecia, ecc., non potranno tollerare a lungo gli effetti dell’austerità, con conseguente crisi occupazionale e produttiva. Stanno perpetrando un vero e proprio furto generazionale a danno dei giovani europei. Io credo che bisognerebbe invertire la rotta, finirla con la follia dell’austerità. Perché ciò avvenga è necessario che la Bce, che al momento è l’unica istituzione in grado di fronteggiare la crisi, la speculazione, deve cambiare la sua linea. In altri termini la Banca centrale dovrebbe garantire la solvibilità dei bond nazionali, senza l’elemento della condizionalità, che significa assistenza agli stati membri in cambio di politiche di rigore. Draghi in parte questo l’ha capito, ma deve andare ancora più in là.

L’Euro è ineluttabile?
Certamente l’euro non è una cosa ineluttabile. Tuttavia, in questo momento il ritorno alla lira, alla dracma, al marco, comporterebbe più problemi che vantaggi.

Fantastichiamo un po’. Quali gli svantaggi e quali i vantaggi di una fuoriuscita dall’euro?

Marshall Auerback durante il seminario internazionale sulla Modern Money Theory svoltosi  a Reggio Calabria

Si potrebbe avere qualche vantaggio nel rapporto di cambio col dollaro, che favorirebbe maggiori esportazioni. Ma in generale credo che questa non sia la soluzione. Credo, invece, che sarebbe importante lavorare per un’unità anche fiscale e politica dell’Europa. L’obiettivo dovrebbe essere quello della creazione degli Stati Uniti d’Europa. Ciò consentirebbe all’Europa di essere più competitiva nei confronti dell’Asia e degli USA. È più utile lavorare insieme che non come 27 paesi isolati tra di loro. In America non è importante che il Texas può esportare più dello Stato di New York, ma che gli USA, nel loro insieme, siano competitivi nel mondo.

Il potere politico secondo lei ha una funzione attiva in questa fase,  ovvero è stato esautorato dal potere tecnocratico e bancario?
La mia personale opinione è che in Europa ci sia un deficit di democrazia,  e questo non va bene. Burocrati non eletti dal popolo non possono tirare le fila di interi popoli. Ecco perché ho parlato di unità politica dell’Europa. Nel caso specifico dell’Italia va detto anche che la personalità di Monti è più autorevole di quella dei suoi predecessori, ma questo non risolve il problema. Basta dire che Berlusconi è stato tolto di mezzo da quello che definirei uno “Stato finanziario”. Per l’Europa le priorità per il futuro saranno quindi democrazia politica, unione fiscale, una banca centrale che garantisca il debito degli stati sovrani. Senza di questo l’Europa rischia di implodere.

Siamo in Calabria, una delle regioni più povere d’Europa. Qui la crisi rischia di produrre effetti più devastanti che altrove. Come pensa che una regione come la Calabria possa uscire dalla sua condizione di strutturale arretratezza?
Anche per far uscire regioni come la Calabria dal sottosviluppo c’è bisogno di più Europa. Ma di un’Europa diversa, non fondata solo sull’unione monetaria. Il caso calabrese potrebbe essere paragonato in America a quello del Mississippi, che, per la sua debolezza economica, riceve trasferimenti fiscali straordinari dal governo federale. Fuori dall’Europa non ci sarebbe futuro per la Calabria.


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