Maroni: “Sì al referendum. Impressionato dal numero di firme”

//   2 ottobre 2011   // 0 Commenti

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“Sono rimasto impressionato dal numero di firme raccolte: anche questo è un segnale forte, sono dell’opinione che vada ascoltato e che si debba procedere al referendum”. Così Roberto Maroni ha commentato il deposito delle firme in Cassazione per l’abolizione del “Porcellum”. “Non so se il Parlamento lavorerà sulla riforma della legge elettorale, ma se lo fa – ha proseguito il ministro dell’Interno – dovrebbe riformarla nel senso del referendum”.

Il ministro non ha invece voluto commentare le parole di Giorgio Napolitano sulla modifica della legge elettorale, ma ha tenuto ad aggiungere un suggerimento al Parlamento. «Non so se il Parlamento si metterà a riformare la legge elettorale – ha detto Maroni – ma se lo fa dovrebbe riformarla nel senso del referendum».

Il Pdl frena. Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, ribadisce che è «giusto consentire di esprimere una preferenza» a patto, però, di garantire la possibilità «di indicare il presidente del Consiglio». Una linea da cui non si vuole allontanare il Cavaliere, fortemente deciso a preservare un sistema bipolare e che per questo temporeggia. «Il Pdl vince con ogni sistema elettorale» si schernisce tuttavia il segretario che prende a metafora le lumache «che vanno sull’asciutto e sul bagnato».

«Il referendum è un’ulteriore sollecitazione al Parlamento a modificare il sistema di voto: non c’è nessuna remora in tal senso. Bisogna però evitare che, come in passato, la legge elettorale venga considerata una bacchetta magica, e soprattutto che si pensi che l’esigenza di riavvicinare i rappresentanti ai cittadini si possa soddisfare solo reintroducendo quelle preferenze che non esistono più in nessun Paese d’Europa se non in Grecia», dichiara Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato. «Condiviso – conclude Quagliariello – la proposta del ministro Calderoli di arrivare al varo di una nuova legge elettorale dopo la prima lettura al Senato e alla Camera del progetto di revisione costituzionale, che tra l’altro prevede una riduzione consistente del numero dei parlamentari».


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