L’Italia detiene il primato Ue per la disoccupazione giovanile

//   24 agosto 2011   // 0 Commenti

disoccupati

In Italia 1.138.000 di under 35 non hanno lavoro: un numero decisamente alto che è valso al Bel paese il record negativo in Europa per la disoccupazione giovanile. I dati, drammatici, arrivano dall’Ufficio Studi di Confartigianato. La fascia d’età che se la passa peggio è quella al di sotto dei 24 anni con un tasso di disoccupazione pari al 29,6%: un bel 8,6% al di sopra della media degli altri Stati europei. Una percentuale preoccupante.

Come spesso accade in questi casi, la maglia nera va ad una regione del Sud Italia, in questo caso la Sicilia, dove la quota di under 35 disoccupati è al di sopra del 28%. Quasi il doppio rispetto al 15,9% di media nazionale. Seguono la Campania con il 27,6%, la Basilicata col 26,7% e la Sardegna col 25,2%. Tutta un’altra storia in Trentino Alto Adige, regione da questo punto di vista più virtuosa d’Italia: in Trentino, infatti, solamente il 5,7% degli under 35 è disoccupato. Bene rispetto alla media nazionale anche la Valle d’Aosta con il 7,8%, il Friuli Venezia Giulia con il 9,2%, la Lombardia con il 9,3%. Quello che emerge è quindi una contrapposizione netta tra la situazione del Nord e quella del Sud Italia.

In un contesto così critico, il rapporto di Confartigianato rivela paradossi tutti italiani: le imprese del nostro Paese, nonostante la crisi, denunciano la difficoltà a reperire il 17,2% della manodopera necessaria. Di contro, per il prossimo anno scolastico 2011-2012, è previsto un aumento del 3% degli iscritti ai licei e una diminuzione del 3,4% degli iscritti agli istituti professionali. Secondo Confartigianato, però, c’è una possibile strada da percorrere  per facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro: il contratto di apprendistato. Secondo i dati riportati, gli apprendisti in Italia sono 592.029. In particolare è proprio l’artigianato il settore con la maggiore vocazione all’utilizzo di questa formula: il 12,5% delle assunzioni nelle imprese artigiane avvengono infatti con l’apprendistato, a fronte del 7,2% delle aziende non artigiane. “La riforma dell’apprendistato voluta dal Ministro Sacconi -  sottolinea il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli – potrà contribuire a ridurre la distanza tra i giovani e il mondo del lavoro. Da un lato, i ragazzi potranno trovare nuove strade per imparare una professione, dall’altro le imprese potranno formare la  manodopera qualificata di cui hanno necessità”.


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